Nel solco della tradizione, Genoa-Cagliari non si è conclusa con uno zero a zero. In 30 precedenti non era mai accaduto e ieri il copione non è stato differente. A decidere la sfida del Ferraris una rete di Goran Pandev, capocannoniere del Genoa che ha già superato sé stesso con la maglia del Grifone: mai più di cinque gol a campionato da quando veste rossoblu. Sono già sei in 23 partite per lo scacciapensieri macedone, che contribuisce ad oltre la metà dei punti (10 su 19) della classifica rossoblu.

Pandev è il simbolo della vittoria del Genoa sul Cagliari, oltre che l’immagine di un calciatore che ha mantenuto la parola di chiudere a Genova, in rossoblu, anche di fronte alle offerte dell’Inter qualche settimana fa. Positiva è stata la prestazione del macedone, così come positivi lo sono molti altri aspetti che le statistiche ci restituiscono.

Intanto la seconda vittoria della gestione Nicola è coincisa con la quarta partita stagionale (la seconda dopo Firenze sotto la guida del tecnico piemontese) senza subire gol e mantenendo la porta inviolata. Inoltre, Nicola è stato capace di un piccolo record: conquistare 8 punti nelle prime sei partite. Più di quelli messi assieme da Andreazzoli e Thiago Motta rispettivamente con 8 e 9 panchine all’attivo. Dal suo arrivo in panchina, il Genoa tiene il passo di Fiorentina e Sampdoria gravitando ad un virtuale 10° posto dalla 17esima giornata in avanti. Un punto guadagnato sul Lecce, 5 sulla Spal e addirittura 6 sul Brescia.

Fonte: Football.it

Altro dato da evidenziare è quello che tre risultati utili di fila mancavano, in casa rossoblu, da quasi un anno, per la precisione da 343 giorni. In panchina sedeva Cesare Prandelli, che portò la trafila a sei partite consecutive trovando 2 vittorie e 4 pareggi. L’ultima sfida di quel filotto fu Genoa-Frosinone con espulsione di Cassata, oggi rossoblu. Era il 3 marzo 2019.

Nel calderone finisce un po’ tutto, ma da premiare nella sfida col Cagliari ci sono stati soprattutto i forti contenuti di natura caratteriale e mentale della squadra di Nicola. Nel primo tempo, almeno sino alla mezz’ora, aveva la supremazia nel possesso pallone (14’02” contro 11’41”), ma era più contratta sul piano delle soluzioni da adottare dalla trequarti in su. Poi, complice l’infortunio di Ghiglione in una gara “maledetta” (4 infortuni muscolari in 70′, due per parte), l’ingresso di Goran Pandev ha scandito un finale di primo tempo in crescendo e un’apertura di ripresa dove sono state troppe le occasioni per raddoppiare e chiudere la partita.

Senza dimenticare la chance ghiottissima di Ghiglione al 18′ su retropassaggio maldestro di Pellegrini, ad inizio ripresa c’è l’errore sotto porta di Sanabria, che toglie a Pandev un rigore in movimento. A questo episodio ecco seguire le due parate di Cragno ancora sul paraguaiano e su Pinamonti. Anche il dato sulle occasioni da gol (8 del Genoa contro le 6 del Cagliari) dice che quella del Ferraris era una partita da chiudere in anticipo senza l’eccessiva sofferenza finale.

Ma tornando ai risvolti più rosei della gara, si deve parlare di un Genoa visibilmente cresciuto sul piano della tenuta fisica. Nicola aveva chiesto uno step ulteriore alla squadra e l’ha ottenuto dopo i pareggi di Firenze e Bergamo: il Genoa si gode il ritorno alle origini di giocatori come Sturaro (11,3 km) e Sanabria (10,93), che battagliano per tutta la gara, finiscono coi crampi e si attestano fra quelli ad aver corso più chilometri in campo.  Un dato da non sottovalutare visto che avere sempre un uomo che ti ronza attorno, se sei in possesso pallone, non può che infastidirti nella fase d’impostazione. E poi c’è Radovanovic, secondo giocatore per chilometri percorsi nelle file rossoblu (10,96), che è tornato a ricoprire il ruolo di mezzala come ai tempi del Chievo. Serviva attaccare più gli spazi e il dato chilometrico non deve quindi suonare casuale.

Sturaro è per la seconda volta di fila il giocatore a correre di più nel Genoa e, soprattutto, è tornato fondamentale nel fornire assist (e, di conseguenza, punti in classifica). Aveva cominciato a Ferrara segnando la rete del pareggio, aveva proseguito a Lecce immolandosi nel recupero per evitare un 3-2 salentino. Dopo una leggera parabola discendente, a partire da Bergamo vi è stata una netta ripresa sul piano della gestione fisica e dell’intelligenza tattica che il matuziano riesce ad assicurare. Non a caso le ultime due partite lo hanno visto fornire due assist, procurarsi un calcio di rigore e lanciare in porta da centrocampo prima Pinamonti a Firenze, ieri Ghiglione prima dell’errore da distanza ravvicinata. Tutti segnali di una visione di gioco che potrà aiutare molto il Genoa.

Altro dato da evidenziare – e non di secondo piano – è quello sui recuperi pallone. Il Genoa si sta producendo in partite assai più battagliere rispetto al recente passato e non può che essere di giovamento visto che ieri, come a Bergamo, i palloni strappati dalle gambe avversarie sfiorano o superano quota cento. Spiccano, se non altro perché rappresentavano due novità, le prestazioni di Soumaoro e Masiello: l’ex capitano del Lille ha giganteggiato di testa, in fase difensiva e non solo. Masiello ha assicurato copertura a Mimmo Criscito sulla corsia di sinistra, dove è stato riproposto come quinto di sinistra. Biraschi ha giocato ottimamente d’anticipo su Joao Pedro, spingendo sulla destra e caricandosi sulle spalle le ripartenze del Grifone. Non è un caso se il Cagliari ha quasi sempre cercato di fare male al Genoa da fuori area, impegnando Perin una sola volta dall’interno dell’area di rigore.

Tornando alla fase d’interdizione, su una statistica complessiva di 96 palloni recuperati, il trittico difensivo composto da Biraschi (13), Soumaoro (10) e Masiello (11) contribuisce in questo dato per oltre un terzo (34). Poi, a guidare la carovana rossoblu, ecco Sturaro con diciassette. Sul podio, al terzo posto, il paraguaiano Sanabria (12).

Da evidenziare, infine, come la spinta di Biraschi incida anche sui palloni giocati dal difensore rossoblu. Con un dato di 60 palloni è il migliore dei rossoblu, con una percentuale di realizzazione del 75%. Anche ieri è stato tra i più prodighi nel premiare gli attacchi alla profondità di Pinamonti o Sanabria cercando di aggirare la difesa sarda. Non è comunque la più alta del Grifone, visto che il dato di maggiore precisione nei passaggi appartiene a Soumaoro (84%).


LE STATISTICHE DEI SINGOLI GIOCATORI ROSSOBLU 


LE STATISTICHE DI GENOA-CAGLIARI GENCAG


I NUMERI DEL GENOA 2019/2020 (aggiornati alla 22° giornata)

  • PARTITE GIOCATE: 23
  • VITTORIE: 4 (17,3%)
  • PAREGGI: 7 (30,5%)
  • SCONFITTE: 12 (52,3%)
  • GOL FATTI: 24
  • GOL FATTI/partita: 1,04
  • GOL SUBITI: 43
  • GOL SUBITI/partita: 1,86
  • GOL FATTI IN CASA: 12
  • GOL FATTI IN TRASFERTA: 12
  • GOL SUBITI IN CASA: 15
  • GOL SUBITI IN TRASFERTA: 23
  • GARE A PORTA INVIOLATA: 4
  • PERCENTUALE GARE A PORTA INVIOLATA: 4 su 23 (17,3%)
  • PUNTI CONQUISTATI: 19
  • MEDIA PUNTI: 0,82 (a partita)
  • VITTORIE IN CASA: 4
  • PAREGGI IN CASA: 1
  • SCONFITTE IN CASA: 6
  • PUNTI IN CASA: 13
  • VITTORIE IN TRASFERTA: 0
  • PAREGGI IN TRASFERTA: 6
  • SCONFITTE IN TRASFERTA: 5
  • PUNTI IN TRASFERTA: 6

I NUMERI DI DAVIDE NICOLA DA TECNICO DEL GENOA IN SERIE A

  • PARTITE TOTALI: 6
  • VITTORIE: 2 (33,3%)
  • PAREGGI: 2 (33,3%)
  • SCONFITTE: 2 (33,3%)
  • GARE A PUNTI: 4
  • % GARE A PUNTI: 67%
  • GOL FATTI: 7
  • GOL FATTI/partita: 1,16
  • GOL SUBITI: 8
  • GOL SUBITI/partita: 1,33
  • GARE A PORTA INVIOLATA: 2
  • PERCENTUALE GARE A PORTA INVIOLATA: su 6 (33,3%)
  • PUNTI CONQUISTATI: 8
  • MEDIA PUNTI A PARTITA: 1,33 (a partita)
  • VITTORIE IN CASA: 2
  • PAREGGI IN CASA: 0
  • SCONFITTE IN CASA: 1
  • VITTORIE IN TRASFERTA: 0
  • PAREGGI IN TRASFERTA: 2
  • SCONFITTE IN TRASFERTA: 1