La 10ª giornata di campionato ha confermato che il purgatorio arbitrale e del VAR continua, ma che anche le avversarie hanno capito come affrontare le cosiddette “grandi” del campionato. Fatiche di Juventus ed Inter contro Genoa e Brescia: ormai tutte le affrontano per giocarsi la partita e non per aspettarle. A forza di vedere partite in televisione, tutti gli allenatori hanno capito che coloro che giocano in Europa anche in campionato possono avere i propri limiti, come quando escono dai confini italici, se non andranno a giocare solo per il risultato anche minimo. Domani si rigioca e perciò non ci rimane che titolare con poche righe le gare giocate del turno infrasettimanale incominciando da quella del martedì.

Brescia-Inter con un finale di sofferenza del biscione, che si affida agli L&L (Lukaku/Lautaro) gli attaccanti d’oro per risolvere la partita, quello che non riesce a fare Balotelli nelle rondinelle. Parma-Verona: Lazovic firma il colpaccio di Juric e la squadra di D’Aversa torna sulla terra. In Napoli-Atalanta Gasperini si salva al gong finale dopo aver giocato a sprazzi il G&G. San Paolo, Ancelotti di rabbia: dal rigore negato al pareggio degli orobici, un lampo. Il Napoli non ci sta. La Dea è regina del gol in tutti i campionati europei. Cagliari-Bologna la vincono i sardi, che sono la sorpresa del campionato dalla parte sinistra della classifica, vicini all’Europa. La difesa felsinea regala e il Cagliari, anche senza Pavoletti, gli dà tre schiaffi. Si rialza la Roma Capitale: la Lazio incorna il Torino di Mazzarri, in bilico dopo i sogni di gloria con 2 punti in 5 gare; la Roma affonda l’Udinese al Friuli. 11 gol in 3 giorni, altro che il muro di Tudor decantato la scorsa settimana. Il Sassuolo viene ribaltato dalla Fiorentina, anche fortunata con la miglior gioventù: Castovilli e Milenkovic. Partita troppo brutta da ambo le parti.

Sampdoria-Lecce: Ramirez salva Ranieri, ma senza gioco e senza fortuna i blucerchiati faranno fatica. Il Lecce di Liverani gioca semplice e Lapadula fa gol nello stadio che lo ha aspettato per anni. Su Juventus-Genoa già detto tutto, adesso ci vuole rispetto per il Vecchio Balordo. Milan-SPAL è stata l’ultima del 10° turno: solo il Diavolo vestito da Suso, entrato da 5’ con un calcio di punizione diretto ed una barriera spallina da “blob”,   poteva salvare un Milan senza gioco e pallottole in attacco nella notte di Halloween. SPAL troppo Semplici anche nelle dichiarazioni post-gara del tecnico alla Catalano: “Abbiamo bisogno di risultati positivi”. Come, in che maniera?

Arbitri e VAR tra arroganza e personalità. Hanno paura di farsi condizionare dalla tecnologia, anche se ad oggi li ha salvati sul fuorigioco. Non ci sono arbitri, il frutto del lavoro di Nicchi alla Presidenza dell’AIA che non molla la poltrona da troppi anni e tiene in mano tutto con le divisioni delle torte regionali per rimanere a galla. Rizzoli impotente.  Non ha arbitri che siano all’altezza di dirigere in Serie A per poco tirocinio. Per non soccombere in questa a stagione devono andare più spesso a rivedere la TV, mettendo  da parte l’orgoglio. E pazienza se si giocherà fino al 100′. Occorre subito il “challenge” come negli altri sport, richiesto almeno una volta dalla panchina. Se dopo il tennis c’è arrivato anche l’NBA, perché non può farlo il calcio italiano prima che si rompa per l’inadeguatezza dei direttori di gara? FIGCLega lo possono imporre senza aspettare le decisioni dell’IFAB della prossima Primavera.


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