Gli atleti cubani Massò, Vidal, Echevarria e l’americana Tianna Bartoletta sono solo alcuni degli sportivi che ha allenato nella sua lunga carriera Carlo Buzzichelli, personal trainer, presidente dell’ISCI (International Strength & Conditioning Institute) e preparatore atletico professionista da oltre 15 anni con esperienze che svariano dall’atletica agli sport di contatto passando per il calcio, dove nella veste di collaboratore tecnico ha lavorato dalla seconda categoria alla Serie D mentre come consulente anche in formazioni di Serie A e B. Ieri sera, nel contesto della Fondazione Genoa e della sua sala trofei e conferenze, all’ultimo piano di Palazzina San Giobatta, si è tenuta l’ultima conferenza prima dell’appuntamento collettivo del 7° convegno internazionale dell’AIPAC di Firenze dove si ritroveranno tutti i preparatori atletici. A presiederla proprio Carlo Buzzichelli, il quale ha affrontato soprattutto tematiche legate allo sviluppo della forza e alla periodizzazione dei lavori d’allenamento per allenarla.

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Lo ha fatto proponendo tanti spunti, dal tenere traccia della variabilità cardiaca degli atleti per prevenire infortuni all’impostare un corretto iter di lavoro per fare sì che la forza di un atleta possa realmente accrescersi e lo sportivo modificarsi nelle sue forze specifiche. Il tutto passando da un costante parallelo fra il mondo degli sport individuali a quello degli sport di squadra, che impongono ritmi e programmazioni differenti.

Ad aprire la sua conferenza non solo le parole di Giorgio Guerello, reggente della Fondazione Genoa, che si è detto onorato e lieto di accogliere nei locali del gioiello che custodisce la storia del Genoa un incontro di prestigio come quello col preparatore Buzzichelli, ma anche quelle di Paolo Barbero, storico preparatore atletico del Genoa e già presidente dell’AIPAC (Associazione Preparatori Atletici di Calcio). A supportarlo in platea senza distrazioni nonostante la rimonta che prendeva corpo all’Olimpico da parte della Roma sul Barcellona anche altri addetti ai lavori, dal collaboratore di mister Ballardini, Stefano Melandri, all’ex collaboratore tecnico di Ivan Juric, Stjepan Ostojic, sino ad un altro dei più attivi promotori delle conferenze dell’AIPAC, Alessandro Pilati, storico preparatore atletico del Genoa costantemente al lavoro “a braccetto” col collega Barbero.  Da non dimenticare neppure le presenze di Luca De Pra’, preparatore dei portieri del Genoa Primavera, Stefano Raggio Garibaldi, preparatore dei portieri del Genoa prima squadra assieme ad Alessio Scarpi, e Massimiliano Botto, preparatore atletico dello Spezia Calcio. Attenzione però, quello di ieri sera era soltanto un riscaldamento: da settembre pronte già altre iniziative, come annunciato poco sotto nell’intervista rilasciata dal presidente AIPAC Paolo Barbero. 

LE PAROLE DEL PRESIDENTE DELL’AIPAC PAOLO BARBERO

AIPAC è l’associazione italiana preparatori atletici di calcio. Stasera siam qui per il terzo evento stagionale, di grande prestigio perché ospitiamo un programmatore dell’allenamento come Carlo Buzzichelli. Non è un preparatore di calcio, bensì un metodologo dell’allenamento sportivo. Siamo convinti che solo accrescendo le nostre conoscenze e il nostro bagaglio culturale possiamo migliorare anche nel nostro ambiente: anche per questo siamo contenti che ci sia stata una così grande risposta questa sera”.

L’albo dei preparatori atletici è un riconoscimento del lavoro che fate e che spesso resta sotto traccia? Questa iniziativa dell’albo è riservata ai preparatori atletici e a tutti i laureati di scienze motorie ed è riservata alla Liguria. Poi c’è anche un albo nazionale che potete trovare sul nostro sito. Un tempo il preparatore era solo colui che faceva correre la squadra: oggi lavora all’interno dello staff come metodologia e nei club più evoluti ci sono specialisti della forza, del campo, della riatletizzazione. Qui a Genova siamo fortunati perché col professor Pilati lavoriamo insieme da quasi quindici anni e siamo riusciti a creare una struttura abbastanza efficiente all’interno di un club serio, che cerca di far sì che giocatori che vengono detti “finiti” possano tornare ad alto livello“.