Angelo Mariano Fabiani ha legato il suo passato dirigenziale anche al Genoa, nella stagione 2005/06, quella che coincise con la retrocessione della formazione rossoblu in Serie C. Lavorò a Genova nella figura di direttore sportivo, la stessa che oggi ricopre alla Salernitana. Lo abbiamo contattato telefonicamente, nell’ambito della nostra rubrica Occhi sulla Serie Bper farci raccontare un po’ più da vicino cosa abbia detto il campionato fino a questo momento. Il tutto con un occhio di riguardo verso la lotta promozione, un accenno anche al massimo campionato e alle nuove tecnologie nel mondo dello sport.

Direttore, partiamo dall’alto: come vede il campionato di Serie A fino ad oggi? Si è dato una spiegazione sul perché le squadre neopromosse trovino sempre più spesso difficoltà nell’evitare di gravitare per tutto il campionato in zona retrocessione?

“Il campionato di Serie A sta confermando le aspettative della vigilia: per quanto riguarda la testa della classifica abbiamo Juventus e Napoli, ma vedo possibile anche un inserimento della Roma o della stessa Lazio, che sta facendo un buon campionato.

In basso invece le neo-promosse, come il Benevento, stanno facendo veramente fatica, ma lì i giochi si faranno da Marzo in poi. Sostanzialmente si fatica perché la A e la B sono due categorie diverse, smantellare una squadra che ha vinto il campionato in serie cadetta non è mai semplice, non è mai semplice nemmeno rinforzarla e prendere giocatori importanti, diventa abbastanza difficile. Per cui, se riesci a salvarti il primo anno – vedi il Crotone – si può aggiustare tutto ciò, ma la differenza resta. Una differenza non dico abissale, ma ci sono macerie e si vede”.

Il campionato di serie B. Chi lotterà sino alla fine per la promozione? 

“Ci sta dicendo che c’è un livellamento verso il basso, chiaro è che alla lunga certi valori verranno fuori. L’unica squadra che sta confermando le aspettative della vigilia è il Frosinone, ma va detto che anche squadre appena retrocesse come Palermo ed Empoli sicuramente avranno tempo per venire fuori”.

Lei vede già qualche sorpresa?

“A dire la verità non si intravede ancora nulla in merito, ma questo non significa che non ci possa essere qualche sorpresa dalle prossime domeniche”.

Servirebbe il V.A.R. anche in Serie B?

“Io sono per la tecnologia intelligente, ma è altrettanto vero che bisogna lasciare al campo, ai giocatori e agli arbitri anche gli errori del caso, che sono il succo e il pepe del nostro amato sport”.

Lei arrivò al Genoa subito dopo la retrocessione in Serie C: come si esce, in una piazza come Genova, da una situazione complicata come quella attuale?

“Sono due cose completamente diverse. Io arrivai in un momento di grande desolazione, non saprei neanche come definirlo. Ricordo che in una settimana dovetti smontare una squadra e rifarne una nuova in una settimana, squadra che per fortuna riuscì poi a vincere. Come se ne esce? Con unità di intenti, facendo quadrato, facendo squadra e società, ma credo che Preziosi ci abbia abituato ai colpi a sorpresa: poi, alla lunga, il risultato lo ottiene sempre.

Alla fine ottiene sempre il risultato, ecco perché darei fiducia a questo presidente: ha fatto grossi investimenti a Genova, il Genoa è in Serie A da molti anni e ha tantissimi valori in squadra. Certo, mantenere la massima serie non è facile, sicuramente la Serie A spetta di diritto a questa squadra ma ci possono anche essere quelle annate in cui ti gira tutto storto. Confido però nell’esperienza di Preziosi e in quella di un buon gruppo; magari ci saranno partite in cui girerà tutto male e altre in cui basterà un poco per raddrizzarle e prendere i tre punti. In ogni caso è prematuro, è presto per dare dei giudizi. Quel che mi sento di dire è che il cuore genoano, alla fine, prima o poi, verrà fuori come sempre. Come è sempre venuto fuori nel tempo e negli anni”.

 

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