L’incontro, moderato da Massimo Calandri (collega cronista già coinvolto nella scrittura dell’enciclopedia “Siamo la Fossa dei Grifoni” che ha permesso di donare oltre 100mila euro alla Gigi Ghirotti), ha visto la partecipazione di Paolo Caricci, Presidente dell’ACG; Ivano Mucchi, Responsabile per Iniziative e Gruppo Storico dell’ACG; Martin, lancia-cori della gradinata del Borussia Dortmund, il famoso “Muro Giallo”; Kai Tippmann, blogger; Giovanni Adami, avvocato; Federico Pesavento di Federtifosi; Eleonora Mucciarelli, F.I.S.S.C.
Durante l’incontro sono stati presentati i tre motivi per i quali il tifo organizzato chiede di rivedere la legge del 1996 e precedere la reintroduzione delle standing zone (clicca QUI per saperne di più sul tema della legge ministeriale del 1996). In primo luogo aumentare la capienza negli stadi, come esemplificato molto bene da una serie di adesivi distribuiti proprio durante la conferenza.
Il messaggio veicolato è chiaro: “Le standing zone permettono un aumento reale della capienza degli stadi, in particolare dei settori popolari. Più posti in gradinata, o in curva, significano più spettatori allo stadio, più giovani e più famiglie. Significa restituire quei settori a chi li vive realmente con il giusto trasporto. In termini numerici capirete che è lampante la differenza, dove si potrebbero trovare tre sedute, possono starci 5 persone in piedi. È facile fare un calcolo, è pura matematica che per noi si traduce in pura passione“.
Il secondo punto è legato ai prezzi dei biglietti laddove la capienza sia ridotta, anche nei settori popolari. “Il costo di un posto nei settori popolari è naturalmente più economico, aumentare la capienza di quei settori, determina in automatico la possibilità di più posti disponibili ad un prezzo calmierato. Il calcio non può e non deve essere un lusso per pochi, ma un diritto di tutti, un diritto popolare oseremo dire. Il calcio è della gente e la gente deve poterselo permettere, e su questo punto sono tante le azioni che potremmo intraprendere in futuro” si legge nel volantino distribuito durante l’evento.
Terzo e ultimo punto che la conferenza ha permesso di sottolineare è legato alla sicurezza negli stadi, al Ferraris nel caso specifico. “Basta ipocrisia con la finta sicurezza legata ai seggiolini. Nella stragrande maggioranza dei casi la gente è in piedi su quei sediolini, con le standing zone moderne, dotate di Rail Seats (barriere ad ogni fila con seduta), si evita tutto questo e si ha anche una gestione dei flussi semplificata, una velocizzazione dell’uscita degli stessi tifosi“.








