Tra le pagine del Secolo XIX, in questo lunedì mattina, sono comparse le parole del Presidente Dan Sucu, orgoglioso dei 41 punti sin qui conquistati dal Genoa, che potrebbe ancora migliorare i 43 fatti la scorsa stagione. “Sono molto orgoglioso di quello che abbiamo costruito in questi mesi – si legge all’interno del quotidiano nell’approfondimento sulla partita del Franchi – Abbiamo una buona base, ora lavoriamo per rinforzarla. È stato un anno difficile, ma ne siamo venuti fuori nel modo migliore, abbiamo conquistato più dei quaranta punti che ci eravamo prefissati a inizio stagione. Ora pensiamo a rafforzare questa base che è già buona. Ripeto, sono molto orgoglioso di quanto è stato fatto“.
Se queste parole si incastreranno al meglio con le ambizioni, ormai manifeste da settimane, del tecnico De Rossi, saranno le prossime settimane a dirlo. Al netto del rinnovo automatico fino al 2027 scattato con la salvezza per mister De Rossi, sicuramente adesso è la società a dover prendere una posizione chiara e dare un segnale perché la sensazione è che le basi che si stanno ponendo, considerata anche la Licenza UEFA ottenuta dopo quattro anni dall’ultima volta, possano aprire a scenari di graduale crescita.
Nel corso della conferenza stampa post partita, il tecnico rossoblù aveva dichiarato quanto segue, parola dopo parola: “Se io non avessi intenzione di rimanere non parlerei neanche con il Presidente, non parlerei con la squadra, non parlerei costantemente con Andres (Blazquez, ndr). Io sto benissimo qui, l’ho detto mille volte, non mi va di dire una cosa che non può dire nessun allenatore quando ancora non è finito il campionato, perché secondo me, a parte chi ha vinto lo Scudetto, a parte chi ha rinnovato una settimana fa, se vai dagli altri 17-18 allenatori e chiedi loro “che fai, rimani?”. Ti dicono “sì” e poi magari dopo un mese succede che la squadra vuole un altro giocatore o ti arriva un’offerta che non puoi rifiutare. Perché innanzitutto il calcio è questo, poi certe cose uno non le va a dire perché porta solo danno e svantaggio e fa un po’ il misterioso, ma la realtà è che non voglio promettere a un popolo che mi sta amando cose che adesso nessuno può garantire“.
“Io quello che ho detto cento volte in conferenza è che sto bene a Genova, che non ho fretta di andare via, che non ho le fregole, come si dice a Roma, che non fremo per scappare e che le ultime chiacchierate con il Presidente vanno nella direzione di fare qualcosa di bello qui a Genova – prosegue De Rossi – Che vuole che le dica, il calcio cambia per tutti quanti di settimana in settimana e non è giusto fare promesse che non nessuno è in grado di mantenere. Io promesse ne ho fatte una volta, che sarei rimasto tutta la vita da Roma finché era in mio potere, perché ero sicuro che che la mia intenzione era di stare tutta la vita nella stessa squadra, perché perché sentivo di non poter cambiare squadra, di non poter abbandonare quella squadra lì. Se lei poi mi chiede come sto al Genoa, sto da Dio. Se lei mi chiede qual è l’ambizione, è portare il Genoa in Europa. Ho visto i video quando il Genoa andava in Europa con Gasperini…”
“Se lei mi chiede se sono sicuro che rimarrò tutta la vita a Genoa? No, perché non è quella la mia ambizione. Sei sicuro che rimarrai quest’anno al Genoa? Non lo so, non lo so. Nessuno lo sa. Vanoli sa se rimane a Fiorentina? Italiano sa se rimane a Bologna? Allegri lo sa? Quell’altro lo sa? Perché io devo dire una cosa che nessuno può giudicare? Io vi dico quello che mi piace: mi piace stare a Genoa. Poi ci sono mille valutazioni, mille chiacchierate che si fanno fra allenatore e società, dappertutto e in tutte le categorie. L’altro giorno ho rinnovato il contratto a David D’Antoni (allenatore dell’Ostiamare neo promosso in Serie C, ndr) e anche lui non era sicuro di rimanere nonostante abbia fatto un capolavoro. Questo è il nostro lavoro e non vanno fatte promesse che uno non può mantenere proprio per il rispetto che ho della gente che mi sta dando il mondo“.








