Genoa-Como, volate Grifoni! Gara dai ritmi alti, poche interruzioni e pressing, anche se i lariani tenteranno di imporsi subito davanti all’area di rigore genoana. C’è curiosità su come De Rossi e lo staff prepareranno la gara davanti alla lavagna.
Contro il calcio di Fabregas, spesso accompagnato da parole roboanti dei cronisti e commenti tecnici che potrebbero centrare poco con il pallone che rotola: “proattivo”, cioè il Como vuole controllare subito partita e gioco, e “relazionale”, ovvero occupare lo spazio con tanti giocatori per creare superiorità numerica.
De Rossi, con il suo calcio reattivo, con due linee compatte e strettissime tra difesa e centrocampo, cercherà di togliere spazio ai boys di Fabregas.
La sfida contro la squadra di Fabregas dovrà essere molto improntata sulla pressione nel cuore del gioco, cercando di non far scavalcare il centrocampo rossoblù con lanci di lunga gittata del portiere e degli altri difensori avversari, curando al meglio la fase avanzata di possesso avversaria.
De Rossi vuole le prossime gare da over: lui ci metterà la strategia tattica, mentre quelli con talento cristallino, in grado di fare buone cose con il pallone tra i piedi, dovranno fare la differenza, non da soli, ma inserendosi in un contesto di squadra codificato, nel quale anche le libertà hanno modi e tempi per essere sviluppate, aggiungendo estro a una strategia collettiva che altrimenti rimarrebbe prevedibile.
Non sarà una partita da calcio di posizione, ad aspettare il pallone, per il Vecchio Balordo: dove ci sarà il pallone, bisognerà creare con i compagni la superiorità numerica.
Contro questo Como, aggressione feroce sul portatore di pallone avversario, che vive di tempi di gioco rapidi, interrompendo il ritmo con falli tattici intelligenti e duelli fisici sulle seconde palle. Recuperato il pallone, immediata verticalizzazione per punire gli spazi lasciati all’arrembaggio comasco.
Contro il Como sarà anche importante che Østigard, Bijlow e compagni regolino da dietro il loro compasso, considerato che saranno subito messi in condizione di lanciare il pallone, visto il pressing degli attaccanti lariani.
La formazione, considerato che il Como, oltre a cercare l’ampiezza, gioca molto per vie centrali, dove opera la stella Nico Paz, porterà De Rossi e lo staff a fare valutazioni su chi dovrà scendere subito in campo nel cuore del gioco, con qualche interdittore in più.
Gara che De Rossi, per volare, vorrà giocare in 16, anzi 17, con tutto il Tempio che, dopo i 39 punti, aumenterà ancora di più i decibel per tutta la durata della gara.
Qualche altra sorpresa da parte di DDR? Mai dire mai: le sue idee tattiche, ad oggi, sono state una sorpresa non solo per addetti ai lavori e spettatori, ma anche per gli allenatori avversari. Domani alle 14 per la formazione, alle 15 per la strategia tattica.
Como alla terza sconfitta in questo mese di aprile, l’ultima in campionato con il Sassuolo di Grosso, vinta per ordine, sacrificio e pazienza.
Le altre due con l’Inter, compresa la semifinale di Coppa Italia giocata in settimana, sempre con lo stesso comune denominatore: andare in vantaggio di due reti ed essere rimontati, senza dimenticare in precedenza il pareggio in casa dell’Udinese.
Il Como contro l’Inter ha dimostrato di avere difficoltà a difendere il vantaggio: non fa parte del gioco di Fabregas chiudersi davanti alla propria area.
La sconfitta subita dal biscione in Coppa Italia potrebbe lasciare il segno nei giovani stranieri comaschi, che avevano accarezzato l’idea di giocarsi la finale.
I ritmi di gioco di Fabregas potrebbero aver risentito, in questo mese di aprile, della stanchezza: il gioco dello spagnolo è apparso in crisi già nel pareggio di Udine, nel secondo tempo, con un collasso difensivo dopo essere stata la difesa meno perforata, subendo 9 reti nelle ultime tre sconfitte (7 contro l’Inter). Incognita fisica.
Le due sconfitte in campionato hanno rimescolato le carte della stagione per i lariani, che si trovano a rincorrere la Juventus e a tenere dietro la Roma.
Fabregas scenderà al Ferraris sempre con la sua idea di calcio: controllare partita e gioco senza preoccuparsi dell’avversario, cercando di dominare con il possesso palla per dettare ritmi e coprire spazi, per poi attaccare con un pressing ultra offensivo l’area avversaria.
Difesa alta per accorciare le fasi di gioco, occupazione degli spazi con tanti calciatori vicini per creare superiorità numerica, senza dimenticare di verticalizzare appena possibile. Tutto ha il rovescio della medaglia: lasciare spazi davanti al proprio portiere.
Tatticamente il Como gioca con il 4-2-3-1, modulo visibile solo prima del fischio del direttore di gara, a bocce ferme.
Contro l’Inter in Coppa Italia, invece, Fabregas ha scelto la difesa a tre alla ricerca del risultato.
Formazione probabilmente con i fedelissimi, senza italiani, con qualche dubbio dopo le scorie fisiche della sconfitta di martedì scorso al Meazza e qualche possibile cambio.
Arbitro La Penna di Roma, classe 1983, esordio in Serie A nel 2013, VMO internazionale, bancario. Centesima gara in Serie A domani al Ferraris. In stagione 13 gare, 3 dirette al Napoli e 2 con il Cagliari, compreso l’ultimo 3-0 nel Tempio. Mai il Como.
Tanti stop per questioni legate a questo campionato, da arbitro e da VAR, ma le 13 gare, tante come gli internazionali, confermano che alla CAN ci credono. Con il Genoa: 10 gare, 3 vittorie, 2 pareggi, 4 sconfitte. Con il Como: 5 gare, 1 vittoria, 2 pareggi, 2 sconfitte.
Primo assistente Mastrodonato (Molfetta), secondo assistente Ceolin (Treviso), quarto uomo Colombo (Como), VAR Gariglio (Pinerolo), AVAR Di Paolo (Avezzano). Diffidati Genoa: Marcandalli, Vitinha. Diffidati Como: Da Cunha, Ramon.
Verso Genoa-Como | Gruppi della Nord: “Tutti allo stadio con la maglia rossoblù”











