La trentatreesima giornata di campionato, gli anni di Cristo nella smorfia napoletana, con il KO del Como a Sassuolo (1 punto in tre gare), ha dato speranza in particolare alla Juventus di partecipare alla prossima Champions. La Roma, pari in classifica con i comaschi, ci crede. Tre squadre, dopo l’Inter scudettata con 5 giornate di anticipo (Napoli, Milan, Juventus), potrebbero arrivare al traguardo degli euro europei per salvare il bilancio, con un comune denominatore: giocare male. Visto che non è considerato un team italiano nelle prossime semifinali di Champions ed Europa League, con tanti stranieri in campo, è il futuro che deve preoccupare.
Nella terra di mezzo Atalanta, Lazio e Como puntano alla Coppa Italia, in programma stasera e domani. Tutti alleati dell’Inter, eccetto il Como, che vincendo la Coppa Italia aprirebbe una porta europea a qualcuna delle deluse. Bologna quasi già sotto l’ombrellone. Udinese e Sassuolo a cavallo tra la parte destra e sinistra della classifica. Già pressoché salve Torino, Parma, Genoa (39 punti) e Fiorentina (38).
L’altro campionato sarà in fondo alla classifica, con i 33 punti del Cagliari, i 28 di Cremonese e Lecce e le speranze al lumicino di Verona e Pisa a 18 punti. Il calendario sembra offrire poche “paste”, visto che l’andamento sembra di frolla.
La guerra dei Roses in seno alla FIGC tra Malagò e Abete continua. Più che pensare a programmi per risanare la FIGC con soluzioni concrete, non solo sui campi dove si dovranno giocare gli Europei, in questo momento entrambi i duellanti si stanno occupando di cercare voti, promettendo, non avendo i voti necessari per essere eletti, interessi specifici all’Associazione Calciatori e Allenatori (30% dei voti), unendosi l’uno all’altro.
La Lega Nazionale Dilettanti (33% dei voti) punta invece a programmare un futuro migliore per Serie C e B. Malagò, per convincere le 18 squadre di Serie A a schierarsi con lui, ha accettato di farsi carico di sgravi fiscali e soprattutto di ottenere un contributo maggiore dalle scommesse sul mondo del calcio: dovrà però fare i conti con la politica. I programmi, ad oggi, promettono qualcosa di economico e poche soluzioni alla crisi che va avanti da molti anni del pallone che rotola. Nessuno, ad oggi, ha parlato di giovani italiani in campo e di stranieri da acquistare con più qualità rispetto agli italiani impegnati in Serie B e Campionato Primavera.
: dei 48 a disposizione attualmente alla CAN, è iniziata la caccia ai 22/24 che la prossima stagione diventeranno professionisti, pagati in parte dalla Lega di Serie A, che dovrà farsi carico degli emolumenti. Quest’anno la FIGC ha speso 70 milioni di euro per la classe arbitrale. Sarà Mariani l’arbitro “mundial”, al VAR Di Bello.Sassuolo-Como 2-1. Per la seconda gara consecutiva perde il Como delle meraviglie, tanto da chiedersi se sia crisi di primavera per i lariani. Catenaccio e contropiede moderno per Grosso contro il gioco spocchioso dei lariani, lento e prevedibile, con i protagonisti del pressing e del gioco di posizione delle altre gare apparsi stanchi. Sassuolo a sinistra della classifica con 45 punti.
Inter-Cagliari 3-0. L’Inter, con i piedi vista la serie di reti realizzate nelle ultime tre gare, ha messo le mani sullo scudetto: non matematicamente, ma vicino. Il Cagliari ci ha provato nel primo tempo, chiudendosi davanti a Caprile; il biscione ha “strisciato” per 45’, poi, dopo il primo gol, è stata una sinfonia di azioni da rete. Dopo un primo tempo a ritmi blandi, ci ha pensato Chivu nell’intervallo a far entrare un’altra squadra, con più velocità e pressione sui giocatori sardi.
Udinese-Parma 0-1. Dopo aver battuto il Diavolo a domicilio, i friulani hanno fatto indigestione di parmigiano: Runjaic in casa fa fatica a costruire gioco, oltre a sbagliare gol facili. Il Parma, ordinato, con difesa all’italiana e ripartenze, è andato a nozze negli spazi delle zebre, che non riuscivano a coprirli. Ducali a 39 punti, vicinissimi alla salvezza; Udinese a 43 nella parte destra della classifica.
Napoli-Lazio 0-2. La Lazio è la bestia nera del Napoli, ma una prestazione così della squadra di Conte, con tutte le stelle in campo eccetto Lukaku, era difficile da immaginare. La più brutta partita di Conte al Maradona: 70% di possesso e zero tiri verso la porta avversaria. Sarri non ha vinto con la sua ideologia, ma all’italiana: difesa stretta e contropiede nelle praterie napoletane.
Roma-Atalanta 1-1. Tra le polemiche settimanali tra Ranieri e Gasperini, ci hanno pensato i tifosi giallorossi a far sapere la loro con uno striscione: “La Roma è una cosa seria. Qualsiasi il ruolo, chiunque si occupi della società, siamo tutti chiamati a garantire romanismo, impegno e valore”. La partita tra Gasperini e Palladino è stata vinta sul piano del gioco da Gasperini, con il solito difetto: sbagliare gol clamorosi. La Dea, in gol al primo tiro in porta, ha fatto soffrire la Lupa nel primo tempo.
Cremonese-Torino 0-0. Risultato stretto per la Cremonese, che ha sbattuto contro il muro del Torino e le parate di Paleari. Annullato un gol ai grigiorossi dopo una lunga revisione VAR per fallo sul portiere granata. Toro stanco nel secondo tempo, Cremonese aggressiva e volenterosa: il punto non basta ai lombardi, mentre D’Aversa allunga la striscia positiva e sale a 40 punti.
Verona-Milan 0-1.Non è stata la “fatal Verona” per Allegri, che raggiunge il Napoli al secondo posto a 10 punti dall’Inter. Dopo un primo tempo anonimo, al Diavolo è bastato alzare il ritmo: giocata in profondità sull’asse Leao (terzo assist stagionale) per Rabiot (sesto gol). Poi Maignan salva tutto. Milan a +8 sul quinto posto. Leao sostituito, altra sceneggiata con Allegri. Hellas ultimo a 18 punti, con un piede in Serie B.
Juventus-Bologna 2-0. Spalletti non perde l’occasione per prendersi il quarto posto utile per la Champions, grazie a un Bologna che ha fatto da sparring partner per tutta la gara. Felsinei inesistenti, Italiano dovrà interrogarsi. Juventus dominante sulle seconde palle, chiave della vittoria, e +5 su Como e Roma.
Lecce-Fiorentina 1-1. Partita importante per i punti in palio. Lecce e Fiorentina se li sono divisi: punto più utile alla Viola che ai salentini, ora a pari con la Cremonese a 28 dopo quattro sconfitte consecutive. Di Francesco dovrà affrontare Verona e Pisa. Per la Fiorentina, +10 sulla zona retrocessione è un buon margine, con ancora 15 punti disponibili. Pareggio giusto: primo tempo toscano, secondo pugliese.










