Genoa-Udinese 0 a 2. Per De Rossi “perfino il pareggio sarebbe stato stretto contro i friulani, perdere così fa male“. Runjaic, mister friulano: “credo che bisogna essere onesti, non abbiamo giocato bene la vittoria è arrivata con fortuna“.

Dopo queste considerazioni dovrebbe essere facile fare valutazioni sulla vittoria dei friulani e sulla partita, che va analizzata sui novanta minuti e per la quale, spesso, le pagelle del giorno dopo risultano una fotografia dei soli episodi chiavi e non di tutto lo svolgimento complessivo del match.

De Rossi prima della gara aveva richiamato tutti con i piedi per terra, ma dopo 60’ di grande calcio contro le zebrette ha continuato a credere nella vittoria, anche se il rigore non concesso dava l’impressione di aver lasciato non bene la sua truppa.

ll gol paradossale al primo cross di Zaniolo al 66’ e il gol friulano al primo tiro in porta è stato un colpo basso per i rossoblù a quarti.

De Rossi, credendo nel pareggio e anche nella vittoria, ha provato con i cambi a rianimare la squadra, ma il gioco si è afflosciato nel cuore del gioco. In pieno forcing finale all’85esimo altri cambi, con il senno di poi potevano essere fatti con altri calciatori pronti ad entrare in battaglia cercando la X.

La sconfitta di venerdì sera non ha creato particolari scompensi e frustrazioni nel popolo genoano anche alla luce dei risultati di quelli che inseguono la salvezza nel week end. Nulla è cambiato, giustamente, dopo aver visto un Grifone volare sul prato del Tempio, colpire due traverse, sbagliare due gol a porta vuota e schierare calciatori in buona forma fisica.

Il Genoa gara dopo gara ha fatto vedere la scelta di un particolare schieramento che determina il “modo di muoversi” della squadra, cioè i rapporti che devono stabilirsi tra i singoli calciatori in relazione all’uomo in possesso del pallone e al conseguente comportamento degli avversari.

L’evoluzione tattica di DDR non è una linea retta, somiglia più ad un cerchio utilizzando in continuazione soluzioni che ha rubato agli allenatori che lo hanno allenato. Il suo è un calcio liquido e terrà sempre conto delle qualità dell’avversario.

I giocatori vincono le partite, De Rossi chiede la disciplina tattica, senza però togliere la libertà di pensare e agire. Le idee di DDR  e dello staff, le metodologie di allenamento, di preparazione dei corner, dei calci di punizioni diretti e indiretti, i principi di gioco aiutano ad arrivare ai risultati finali.

Qualcuno si chiederà perché non ho scritto di Collu. La sua personalità da costruire ha portato via punti importanti al Vecchio Balordo per colpa di VMO che non hanno capito la differenza degli errori fatti con il fischietto in bocca anche davanti a cinque teleschermi a Lissone, con altri colleghi e tecnici che fanno la vecchia moviola avanti e indietro.

De Rossi amante del calcio totale, non solo sul prato verde, mette in condizione i giocatori di fare parte del progetto: cinque giorni di riposo dopo la gara di venerdì sera per ricaricarsi con le loro famiglie prima di iniziare la volata finale di questa stagione.


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