Alla vigilia di Genoa-Roma, dopo le parole di De Rossi rilasciate ieri in conferenza (clicca QUI per leggerle), è intervenuto a Trigoria anche Gian Piero Gasperini. Subito in apertura, il tecnico giallorosso parla delle sei assenze che i giallorossi avranno a Genova (Ferguson, Dovbyk, Soulè, Dybala, Hermoso e Wesley). Dopodiché, si passa ai temi relativi alla sfida del Ferraris.

Entriamo in una fase con partite tutte importanti, tutte determinanti. Si gioca in maniera ravvicinata: è importante il campionato, sarà decisiva l’Europa League e in una settimana ci giochiamo l’opportunità o meno di andare avanti in Europa League, competizione importantissima. Diventano fondamentali questi due prossimi turni e li affrontiamo con in mezzo un campionato che sta diventando decisivo, di partita in partita. I calcoli fatti prima non valgono nulla: quando poi ti trovi dentro la gara, devi vedere cosa fare. Abbiamo diffidati e speriamo non ci tocchino altri infortuni, anche piccoli, che ti facciano saltare qualche partita” spiega Gasperini nel rispondere ad una domanda relativa a Malen e alle possibilità di vedere con più continuità Robinio Vaz.

È Gasperini a riportare la sala stampa sui temi legati alla partita di domani, aggirando le domande sugli infortuni. “Io continuo a guardare avanti, alla partita col Genoa di cui non abbiamo ancora parlato. Saranno due settimane non decisive e continuo a ripetervi che dobbiamo stare dentro ad aprile e continuare a starci dentro a maggio. L’obiettivo è stare dentro il più possibile. Se ho visto contraccolpi psicologici dopo la Juventus? Siamo usciti molto dispiaciuti perché quando prendi gol a due minuti dalla fine pesa molto di più che se lo prendi, come a Napoli, a una decina di minuti dalla fine, soprattutto in virtù della partita e di come è andata la gara. Si può continuare a parlare di questo oppure di come sei andato sul 3-1, di come hai giocato a Napoli, di che razza di prestazione hai fatto, di come hanno giocato certi giocatori. Dipende sempre da cosa vuoi vedere”. 

Domani giochiamo a Genova. Conosco bene quello stadio. Pieno. È una squadra che in casa va forte, trascinata e spinta dal pubblico – ribadisce Gasperini – Non abbiamo da fare altri pensieri, ma dobbiamo pensare alla squadra e alla prestazione. Loro hanno 27 punti, noi ne abbiamo 51 e probabilmente vuol dire che abbiamo fatto bene, ma ci sono anche condizioni particolari per cui, se arrivi con tutti questi mal di testa e problemi psicologici, corri il rischio che diventino ancora più alti. Dobbiamo giocare una gara dove andare forti. Una gara difficile, come tutte quelle del nostro campionato. È una partita che vale tre punti. De Rossi ha una squadra che gioca a calcio, che è convincente col proprio pubblico ed è un segnale positivo. Quando la gente va allo stadio ed è soddisfatta di come gioca la squadra, è giù un grande segnale. Stanno giocando per obiettivi diversi dal nostro, ma stanno costruendo il loro traguardo che è tutto quanto da giocare. È tutto aperto, c’è difficoltà per tutti, in qualunque zona della classifica, ma sicuramente sta facendo un lavoro molto buono”. Nel finale di conferenza, infine, il tecnico giallorosso parla di chi potrebbe sostituire Wesley squalificato (Rensch, Celik o Ghilardi) e conferma che Cristante è giocatore del quale difficilmente si priverà.


Genoa-Roma | De Rossi: “Con le grandi non devi sbagliare. Contento di giocarla al Ferraris”