Ventitreesima giornata infinita alla vigilia dell’ultimo giorno di calciomercato, con ancora due gare da giocare, spezzatino calcistico terminato martedì.
Inter in fuga con tre squadre: Milan non fa scappare il Biscione, Napoli, Juventus; stecca la Roma a inseguire la zona Champions. Si sono rianimati Napoli con i cerotti e Juventus. La Lupa a Udine non morsica e perde. Pareggia il Como, sbagliando un rigore in zona recupero; anche le stelle cadono dagli undici metri: Nico Paz. La Dea in stato di grazia per il risultato fortunato ringrazia i miracoli del portiere Carnesecchi, non il gioco. Rianimata la Lazio dalle massime punizioni contro il Genoa.
Nella parte destra della classifica vedono la salvezza Udinese, vicina alla zona Europa, Sassuolo e Cagliari con le vittorie in casa del Pisa e il Verona sull’isola. Respira il Toro, che batte il Lecce; Genoa, Cremonese, Parma a +5 dalla zona rossa, occupata in 4 punti da Lecce, Fiorentina, Pisa e Verona. Venerdì prossimo in programma Verona-Pisa.
Pisa-Sassuolo 1 a 3. La notizia ormai nell’aria dopo l’ennesima sconfitta: il licenziamento di Gilardino. Un Pisa che non giocava male ma faceva tremendamente fatica a fare gol, in particolare nelle gare casalinghe. Fare di più per Gilardino e il suo vice Caridi è stato difficile con la rosa a disposizione. Al posto di Gilardino il giovane Hiljemark, lo svedese di 34 anni, arriva dall’Elfsborg; conosce il campionato italiano da giocatore, venerdì con un solo allenamento fa visita al Verona. Il Sassuolo vince in trasferta, non accadeva dal novembre scorso, sale ai margini della parte sinistra della classifica approfittando delle 40 reti incassate dalla squadra toscana, che ha rivisto in gol Berardi, libero di andare negli spazi.
Napoli-Fiorentina 2 a 1. Il Napoli esce dalla Champions e si rilancia subito in campionato battendo la Fiorentina, alla terza sconfitta consecutiva dopo i segni di risveglio. Il Ciuccio perde anche il capitano Di Lorenzo, che si aggiunge agli 8 in infermeria. Sbotta Conte per il massacrante lavoro a cui devono sottoporsi i calciatori, visto il calendario troppo intenso, senza mai allenarsi. La Fiorentina prova a giocare neanche male, ma spreca tanto. Vanoli lancia tutti i nuovi acquisti, ma a cambiare la musica sono i vecchi, l’ingresso di Mandragora su tutti.
Cagliari-Verona 4 a 0. Vincono i sardi, solidificano la classifica grazie a un Verona ormai in crisi non solo di risultati, di gioco, di carattere e di un calciomercato in ritardo che difficilmente porterà utili come nel passato. Terza vittoria consecutiva per Pisacane, che odora di salvezza. Saltata la panchina di Zanetti, affidata per adesso a Sammarco, tecnico della Primavera.
Torino-Lecce 1 a 0. Il Toro, reduce da 4 sconfitte consecutive, vince nel proprio stadio dopo circa 45 giorni contro un Lecce che non approfitta dello sbandamento iniziale, sprecando occasioni da gol. È bastato un assist di Vlasic e un errore dello stopper salentino per permettere ad Adams di battere Falcone. Mister Baroni ha messo in campo tutti i nuovi acquisti e spera di salire in classifica. Per Di Francesco la solita prestazione, non condita dal gol mancato, anche se ha debuttato Cheddira al centro dell’attacco.
Como-Atalanta 0 a 0. I lariani, pur giocando in superiorità numerica per quasi 90’ di gioco, non sono riusciti ad abbattere la Dea, salvata oltre i minuti di recupero da Carnesecchi, che para un rigore a Nico Paz. Ahanor espulso dopo un richiamo del quarto uomo Marinelli a Pairetto di Nichelino. Palladino si copre facendo uscire Scamacca e il Como, in difficoltà nei pochi spazi a disposizione, controllo del pallone senza intensità. Quando si è acceso Baturina, ci ha pensato il numero uno della Dea a salvare Palladino.
Cremonese-Inter 0 a 2. Inter vince, salvato il risultato da Audero, il portiere della Cremonese, che ha continuato la gara dopo essere stato colpito e intontito da un petardo lanciato da un tifoso dell’Inter, che ha perso tre falangi nel lancio. Chivu non stecca e continua la fuga con un margine di punti che vorrebbe mantenere prima del play-off della Champions. Nicola contento della prestazione a parole, grigiorossi troppo molli e permissivi, in crisi di risultati da dicembre, che hanno sciupato in contropiede regalati dal Biscione.
Parma-Juventus 1 a 4. Bremer show al Tardini di Parma con una doppietta. Troppo Conte, che ha ringiovanito la Signora con altro gioco, contro Cuesta che non ha fatto marcare ad uomo il più forte colpitore di testa avversario, Bremer. Il Parma resta ai margini della zona rossa. Niente da fare contro questa Juve che darà fastidio non solo in zona Champions fino alla fine della stagione.
Udinese-Roma 1 a 0. Finito il mercato, dopo averne tanto parlato, Gasperini si ritrova quinto in classifica. La critica mette in evidenza le 8 sconfitte della Lupa, si dimentica delle 14 vinte, solo meno dell’Inter, uguale al Napoli, ma un solo pareggio; le altre che lo precedono in classifica, in gare sporche, minimo 4, otto il massimo. La differenza di Gasperini con gli altri allenatori big sono i gol segnati, solamente 27. L’Udinese ha fatto il tris giocando con la fisicità e l’intensità contro Inter, Napoli e Roma, tutte e tre sconfitte per demeriti fisici e mentali.
Bologna-Milan 0 a 3. Allegri sa vincere anche di muso lungo, non insegue l’Inter, vuole tenere a bada chi insegue la zona Champions. Parte forte il Bologna, Allegri dà un gioco anche viste le assenze importanti di Pulisic e Leão. Italiano in crisi di risultati, non vince da metà gennaio, a seguire 4 sconfitte e due pareggi.
Lazio-Genoa 3 a 2. Sconfitta immeritata per il Vecchio Balordo, causata da massime punizioni inesistenti, riconosciute da chi mastica calcio nei giornali e davanti alle TV. Curiosità se ad Open VAR dei prossimi giorni si ascolterà il vocale tra arbitro e VAR.
A Pegli si volterà subito pagina: arriverà il Napoli pieno di cerotti sabato alle ore 18, ma Conte, dopo la reprimenda contro le troppe gare ravvicinate da giocare, lavorerà continuamente una settimana alla ricerca di qualche recupero importante.
La sconfitta con la Lazio avrà lasciato l’amaro in bocca, considerato che la benzina fisica e mentale appariva superiore sul finale di gara, sconfitta che lascerà spazio a qualche recriminazione; con un pizzico di voglia e cinismo, non illudendosi nella terza marcatura, alla fine il pareggio sarebbe il risultato più giusto.
De Rossi dovrebbe avere a disposizione Amorim, pronto, avendo giocato tutte le gare del campionato portoghese. Le motivazioni, gli atteggiamenti conteranno più degli schemi: è una frase che si ripete spesso nel mondo pallonaro, ma le formule sono sempre le stesse per fare risultato. Il calcio è sempre stato avere chi sa difendere l’oro degli attaccanti, operazione che al Genoa riesce con difficoltà, non per la tattica ma per gli errori.
DDR metterà in campo il collettivo, importante e fondamentale, ma bisogna sfruttare i fuoriclasse, altrimenti è come non fare nulla, oppure sfruttare quei calciatori in grado di fare la differenza con la fisicità, fruttando i piedi europei del nuovo portiere.
Una filosofia che De Rossi ha immagazzinato giocando e allenando grandi calciatori nella Roma e in nazionale, vincendo un Mondiale.
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