Nel dopogara della sfida tra Genoa e Bologna (clicca QUI per leggere la cronaca) Ruslan Malinovskyi è intervenuto dalla sala stampa del Ferraris. ai microfoni di DAZN. Ecco le sue dichiarazioni.
Quanto pesa questa vittoria?
“Pesa tantissimo, mancano ancora tante partite. Con questo spirito ed entusiasmo dobbiamo mantenere alcune cose positive e dobbiamo migliorare molte cose. Non abbiamo vinto tante partite in casa, oggi è molto importante anche per i tifosi”.
Non sei partito titolare, la rete su punizione era una risposta al tuo inizio dalla panchina?
“Nel Genoa ci sono 25 o 24 giocatori, le scelte del mister non sono discutibili. Io non ho mai discusso di queste cose, nemmeno quando giocavo in Belgio, all’Atalanta o al Genoa. Se mi danno dieci minuti devo fare il massimo in dieci minuti, se devo farne venti lo farò in venti. Abbiamo un gruppo e una squadra forte, io sono sempre disponibile a dare il massimo. Io ero appena entrato al momento del gol, il portiere anche. Ho avuto qualche dubbio sul calciare o crossare. Ho deciso di calciare, era molto importante in quel momento perché mancavano trenta minuti. Ha sbloccato la partita per noi, è stato un bel gol“.
Quanto è importante questa vittoria in vista delle prossime?
“Mentalmente pesa tantissimo, se non la vinci hai più pensieri o pressioni. Abbiamo tanti giovani, mentalmente è molto importante stare concentrati senza rilassarci. Il Bologna è forte, abbiamo vinto nei dettagli. Anche Ekuban e Messias hanno fatto gol incredibili, ogni giocatore deve prendersi la responsabilità“.
Come hai visto la partita prima in panchina e poi in campo?
“É difficile dirlo. Nel primo tempo abbiamo iniziato bene, abbiamo poi preso gol e il Bologna ha giocato molto bene. Non siamo riusciti a creare tanto, il momento chiave è stata l’espulsione. Ha cambiato la partita, in più il Bologna ha giocato in Europa League e aveva un po’ di stanchezza. I nostri sono entrati con tanta voglia e è cambiato il risultato“.
Sul gol ha inciso che il portiere fosse appena entrato?
“Io pensavo di mettere la palla in mezzo, Messias mi ha detto di calciare in porta perché il portiere era appena entrato. Mi sono girato verso la panchina, non ho avuto risposte da nessuno e allora mi sono preso la responsabilità di calciare (ride, ndr). Messias ed Ekuban? Non tutti vedono come si comportano ogni giorno, sono due grandi professionisti. Hanno esperienza, hanno avuto un po’ di sfortuna per gli infortuni. Lavorano bene, sono professionisti e hanno qualità. A volte gli infortuni ti tolgono condizione, riprenderla è sempre più difficile. Stare un mese fuori, o come è capitato a me otto mesi, ti manca la partita. L’allenamento non compensa la partita, devi farne tante per ritrovare la condizione. Nei minuti in cui hanno giocato hanno fatto gol da grandi attaccanti, non è facile. Sono contento per loro sono dei miei amici, speriamo che gli infortuni passino e che ci diano continuità perché sono grandi giocatori”.
Oggi è il primo gol con la maglia del Genoa su punizione, qualcuno dice che ha ricordato quello di Branco. Lo dedichi a qualcuno?
“Quando faccio gol da quella posizione, mia moglie mi dice che devo tirare di più in porta (ride, ndr). Lo dedico il gol alla mia famiglia, che non è riuscita a venire oggi allo stadio“.








