Durante l’evento natalizio del Genoa tenutosi ieri sera nel nuovo Store di Piazza Banchi, a margine è intervenuto il centrocampista del Grifone, Ruslan Malinovskyi. Queste le sue parole. Si riparte dalla vittoria di Sassuolo, quella che cinque turni fa ha riacceso la luce in casa rossoblù.
“Quel momento lo abbiamo aspettato tutti perché sicuramente ci mancavano quella vittoria e quei tre punti – esordisce Malinovskyi – e mentalmente è difficile giocare senza risultati. Abbiamo avuto anche qualche partita in cui potevamo vincere, ma la vittoria non era arrivata. Ci siamo sbloccati e ci ha dato un po’ di respiro. Da quel momento è arrivato il mister e abbiamo cambiato un po’ di cose, in costruzione, in pressione, nel gioco. Iniziamo a capire tutto quello che vuole lui, ma c’è ancora da lavorare. L’importante in questo periodo è però vincere le partite e prendere punti, perché sappiamo che arriva il momento dove giochiamo partite contro squadre forti”.
“Abbiamo una rosa grande e possiamo dire che anche a Sassuolo, se vediamo la partita, i ragazzi che sono entrati hanno fatto la differenza, hanno dato energia – ha aggiunto Malinovskyi – L’energia è importante per noi perché giochiamo in sedici queste partite. Poi, un po’ a Torino, un po’ a Bologna e in altre partite ci è mancata un po’ di concentrazione nel non prendere gol. Dobbiamo migliorare dal punto di vista del non abbassarci quando manca tanto da giocare e dobbiamo continuare a fare il nostro gioco come nei primi trenta minuti di Udine. Quando mancano 15-20 minuti certamente sei stanco, ma prima non dobbiamo abbassare i ritmi perché in Serie A, se abbassi il ritmo, ogni cross è pericoloso perché giochiamo contro squadre fisiche come Udinese o Torino, che in area sono toste e pericolose. La nostra forza è sì giocare con la testa, ma secondo me siamo più forti con i piedi”.
Si affronta anche il tema dei calci piazzati e, specialmente, dei gol segnati di testa. “Sotto quel punto di vista non abbiamo fatto abbastanza l’anno scorso e Østigard ha una caratteristica, la forza e la qualità di saltare bene, così come Thorsby. I norvegesi sono forti di testa. Da Sassuolo, Østigard ha fatto gol importanti per noi. Non ricordo la percentuale, ma il 30-40% sono gol su palle inattive e seconde palle. Dobbiamo essere forti in tal senso”.
Sulle spalle di Malinovskyi è ricaduta anche la responsabilità di annullare il tabù calci di rigore dopo 582 giorni dall’ultima volta. “Parecchio tempo che non segnavamo su rigore? Sì, abbiamo avuto un po’ di pressione su quello e abbiamo sbagliato gli ultimi rigori. Appena presa la palla sapevo, senza innervosirmi, cosa fare in quel momento: calciare bene e forte. Se poi il portiere fa una parata incredibile, ci sta. Se avevo ansia? No, ero tranquillo. Era zero a zero, non l’ultimo minuto: posso immaginare Maxwell (Cornet, ndr). Fare 0-0 al 95esimo oppure nel primo tempo è una cosa diversa”.
Infine, un passaggio su mister De Rossi e sulla prossima avversaria, l’Inter. “Secondo me la forza di un allenatore è di spiegare quello che si fa sul campo. Seguo i video dove mi spiega e secondo me è forte su quello. Capisci subito, ti dà informazioni molto chiare e l’idea da fare non è qualcosa di straordinario. Per quello, serve un po’ di tempo, serve unità di squadra e serve provare ad aiutare lui a provare a fare queste cose, perché secondo me con quell’idea possiamo fare di più. Se è vero che non ho mai vinto contro l’Inter? Sì, mai vinto. L’Inter è una squadra forte su tutte le linee, se metti undici giocatori dalla panchina a giocare, non fanno tanto male. L’Inter ha giocatori di qualità ed è sempre nei primi tre posti ogni anno. Tempo lungo termine, tutto il campionato. La squadra è una squadra forte di tutti. Ma è una partita che giochiamo a casa, può succedere di tutto. Giocheremo in casa, sarà una bella partita, per noi e per tifosi. Dobbiamo giocare senza paura e dare il massimo“.
Genoa, inaugurato lo Store di Piazza Banchi. Cosa c’è da sapere – FOTOGALLERY







