Nel dopogara della sfida tra Rapid Bucarest e Genoa (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi dalla sala stampa dello stadio Giulesti. Ecco le sue dichiarazioni.
https://youtu.be/CKRwleiQVis
Viste le difficoltà de Genoa nel finalizzare, si potrebbe vedere El Shaarawy più avanzato?
“Secondo me è sempre stato un giocatore di fascia, tranne qualche partita l’anno scorso. Si tratta di un giocatore che abbiamo preso per colmare un gap sulla fasce, per avere un giocatore che crei e salti l’uomo. Queste partite le facciamo anche per fargli prendere la condizione. Può giocare dietro alla punta, l’ha fatto anche alla Roma ma quasi sempre da subentrato. A volte abbiamo delle sensazioni diverse su quello che può fare un giocatore perché lo abbiamo visto in situazioni diverse. Può giocare dietro la punta, ma vorrebbe dire levare un altro dei giocatori di attacco che abbiamo. Quello che abbiamo cercato di fare aggiungendo lui è stato mettere 1vs1 o soluzioni offensive in fascia e non fare come oggi, che siamo arrivati al limite cinque, sei o sette volte e non abbiamo mai tirato. Questo è il nostro grande problema“.
Cosa avete capito dell’infortunio di Colombo? Invece Traoré ha fatto tutta la partita ed è una nota positiva…
“Colombo dal video sembrava spaventoso, che si fosse rotto tutto. È rientrato zoppicando, ma secondo me non stiamo parlando di un infortunio così grave come potrebbero suggerire le immagini. Però è andato via dolorante, dovrà fare analisi, raggi e risonanze e capiremo come sta. Si tratta del vero motivo per cui mi vedete scuro in volto. Anche per la sconfitta, perché non mi piace perdere. Ma siamo venuti qui per vedere le condizioni dei giocatori e ci eravamo promessi di tenere Traoré, El Shaarawy ed Ehizibue in campo fino allo sfinimento, cercando di vedere fino a che punto crollassero, facendoli andare anche un pochino oltre. La sensazione è che Troaré non sia mai andato in affanno, qualche rincorsa in meno l’ha fatta nel finale ma mi ha impressionato la sua condizione, non è così carente come temevamo“.
Levo un attimo i panni del giornalista e metto quelli del genoano. Guardando questo inizio di stagione, sembra una squadra che quando prende uno schiaffone – oggi potrebbe essere stato l’infortunio di Colombo a fine primo – spegne la luce. Anche da parte sua sembra si sia spenta un po’ la grinta che c’era l’anno scorso e credo sia una sensazione presente anche tra i tifosi. Si può ripartire da lì? Perché l’anno scorso con lei in panchina sembrava che il Genoa potesse fare qualche passettino in avanti e anche le parole del presidente oggi sembrano un piccolo raggio di luce per il futuro del Genoa. Io ho un suo ricordo da calciatore e allenatore con una grinta singolare…
“Io penso sia giusto parlare per sé, che la tifoseria sia un concetto molto ampio e molto vago. Ognuno parla per sé e analizza quello che vede. Gli schiaffoni li abbiamo presi. Non penso che l’infortunio di Colombo sia un qualcosa che ci ha condizionato nel secondo tempo e non penso che sia dovuto al campo, ma mi sembrava fosse un contrasto con il giocatore rimasto lì con la gamba. Le amichevoli si fanno per calcolare le condizioni dei giocatori e si fanno negli stadi con 15mila spettatori perché ti danno una parvenza di verità. La squadra reagisce agli schiaffoni, li prende dall’inizio di campionato e reagisce come reagisco io. L’altra volta una persona che mi vuole bene mi ha mandato la foto di me in ginocchio sotto la Gradinata, dicendomi “noi ti vogliamo vedere così, ti manca questa esultanza”. Però cosa devo fare? Esultare quando perdo? Quando l’avete vista questa grinta? Dopo che abbiamo perso tre partite di fila e sono andato a salutare i miei ex tifosi a Roma avevo grinta o la stessa faccia che avevo dopo Parma? Quando abbiamo pareggiato con rigore sbagliato al 96′ avevo grinta in faccia o ero abbacchiato? Io potrei fare un bel cinema in panchina, urlando e sbraitando con i giocatori, arrivando in conferenza e attaccando tutti o sbattendo i pugni. Ho sentito tanti colleghi dire che i giocatori si devono assumere più responsabilità, tirare fuori gli attributi. Da me questa cosa non la vedrete“.
“La partita si prepara in settimana – prosegue il tecnico – così come l’entusiasmo e la convinzione fino all’ultimo secondo prima di entrare in campo. Io sono in panchina e incito i miei giocatori come era lo scorso anno. Poi se si perde mi vedrete sempre abbacchiato, anche tra trent’anni sarò deluso e dispiaciuto. Non ho mai mollato un centimetro, sto al campo più ore di quanto ci stavo lo scorso anno, cerco più soluzioni dello scorso anno e anche queste settimane di pausa le ho passate al centro sportivo tranne un giorno e mezzo a casa. Abbiamo due giorni liberi, ma starò al campo e lavorerò per il Genoa. A volte so che paga di più fare un po’ di cinema in panchina, ma non è quello che cerco. Io cerco risposte dai miei giocatori, che in queste due settimane si sono allenati in modo perfetto nonostante la situazione, i carichi che abbiamo alzato. Non abbiamo fatto un allenamento al di sotto dell’1% rispetto a ciò che avevamo chiesto, anzi sono andati oltre. Li ringrazio. So che a volte le cose riescono e a volte no, a volte le formazioni riescono e a volte no, così come la costruzione di una squadra. Tutti ci prendiamo le nostre responsabilità. Farò questo lavoro fino a quando avrò le spalle abbastanza larghe da poter difendere i miei giocatori. Quando mi vedrete qui o in panchina fare il pagliaccio per dare più colpe a loro di quelle che hanno, vuol dire che sarò agli sgoccioli“.
Mancavano tantissimi giocatori, ma in questa sosta ti sei posto delle domande alle quali non riesci a dare una risposta?
“Io ho le idee chiarissime, da agosto, luglio, maggio e aprile. Siamo in una situazione in cui guardare indietro non serve. Ci siamo guardati con lo staff e abbiamo deciso di far finta di essere subentrati adesso, dopo la partita contro il Parma. Facciamo finta di entrare adesso, cercando di dare indicazioni semplici e basilari per trovare quello che manca. I numeri vanno letti quando le cose vanno molto bene e molto male. Sarebbe interessante anche per voi, cercando di capire cosa stiamo facendo e cosa non sta andando. Non riusciamo a tirare in porta, non concretizziamo la mole di gioco che facciamo. A livello difensivo, al di là di qualche occasione, non stiamo concedendo troppo, siamo dodicesimi mi sembra in questa classifica. Ma per quanto teniamo il pallone, siamo diciannovesimi per quanto calciamo. Questo è il mio primo lavoro, cercando di essere pericolosi e tirando in porta“.
Robinho Jr ti ha fatto una buona impressione?
“Una grande impressione, sinceramente. Non lo conoscevo, si tratta di un investimento più per il futuro, ma è molto interessante. Fa le cose utili, intelligenti e giuste. Fisicamente è da costruire, ma dentro al campo ci sa stare. Spesso guardiamo il fisico, ma ci dimentichiamo di chi passa la palla a quelli con la stessa maglietta. Gli ho chiesto di impegnarsi in fase difensiva e l’ha fatto, era la prima partita con noi perché aveva cose personali da fare in queste due settimane. L’ho apprezzato molto, come Klisys e altri giocatori che hanno fatto un’ottima prestazione. Giovani così fanno bene alla squadra e in futuro dovremo attingere a queste situazioni“.
Cosa significano le persone di nazionalità romena nella sua vita e carriera?
“Ho conosciuto tanti romeni in carriera, alcuni come compagni. Ora ne ho uno come presidente, è arrivato Lobont a salutarmi. Penso sia sempre un piacere, sono tutti molto gentili. Abbiamo visto le strutture, quando uno pensa alle strutture dell’Europa dell’Est pensa a strutture meno moderne rispetto a quelle che abbiamo noi, mentre oggi abbiamo visto il centro sportivo del Rapid e siamo rimasti impressionati. Al loro mister ho fatto i complimenti dopo la partita, hanno fatto una grande partita e un grande campionato. Lobont l’ho visto dieci minuti, è stato uno dei miei compagni e molte situazioni ci portano a vederci poco. Queste invece ci danno l’opportunità di risalutare vecchi compagni“.
Tra due giornate si giocherà contro la Roma, può vincere lo Scudetto?
“Si tratta di una squadra molto forte, ma prima giochiamo contro la Fiorentina e prima giochiamo contro di loro. Sarà un impegno molto importante“.
Dalla prossima settimana si torna a fare sul serio: hai avuto le indicazioni che desideravi, anche dai giovani? Pensi che qualcuno potrà metterti in difficoltà?
“Sono amichevoli che uno viene a fare – al di là del rapporto del presidente – per fare esperimenti, dare minuti a chi non ne ha avuto e ricevere risposte da chi sta bene o meno bene. Non pensavo che Traoré potesse correre così e stare 90 minuti così, qualcun altro pensavo stesse meglio e, invece, forse è più indietro. La partita è un dato, mentre gli allenamenti che avremo sono dati importanti. Abbiamo fatto un carico di lavoro come se fosse un mini pre-campionato in queste settimane, se qualcuno l’abbiamo visto sottotono potrebbe essere quello. I giovani che hanno qualità e spalle larghe possono essere buttati dentro, ma abbiamo giocatori di esperienza. Ci tireremo fuori da questa situazione con un mix, a volte giocando con i giovani e altre con i più esperti. L’importante è che siano giovani capaci“.
El Shaarawy ha lavorato tanto sul piano fisico? Oggi sembrava un po’ più scarico…
“Ma abbiamo caricato tutti, anche Traorè, che oggi sembrava abbastanza in forma. Traorè viene da un infortunio, ma si è allenato tutta l’estate, mentre El Shaarawy non viene da un infortunio, ma l’estate l’ha passata in maniera completamente diversa. Si è sposato, è tornato, forse gli servirà un po’ più tempo. Abbiamo caricato tutti e alcuni stanno meglio, alcuni stanno peggio. Alcuni sono più giovani, altri meno. Abbiamo fatto valutazioni su cose che tutti sapevamo, su cose che conoscevo e che abbiamo messo sul piatto della bilancia quando abbiamo preso delle decisioni. È arrivato per ultimo e forse può essere un po’ più in difficoltà”.
La preoccupa questa partita che arriva dopo tre settimane di sosta?
“Amorim sembrava stesse meglio, poi ha avuto un riacutizzarsi del problema alla caviglia. Penso che da lunedì si allenerà. Baldanzi ha sentito affaticarsi l’adduttore, lo abbiamo portato con noi, ma non avevamo intenzione di rischiare nessuno. Junior Messias ha avuto un problema alla schiena: si è sempre allenato, ma a parte, e da lunedì dovrebbe rientrare in gruppo. Per quanto riguarda non avere i giocatori, siamo tutti sulla stessa barca: la Fiorentina ha perso i suoi giocatori, il Parma i suoi, il Rapid ne ha persi un paio. Questa sosta è un po’ più lunga e può essere un problema in più, ma anche un’opportunità in più. Quando le cose vanno male vorresti che la sosta durasse due giorni, quando vanno bene vorresti durasse due mesi per goderti il momento felice e lavorare in serenità. La serenità non è mai mancata, anche se non siamo felici: non vediamo l’ora di giocare la prossima partita in casa con la Fiorentina, davanti ai nostri tifosi, sperando di portare a casa punti importanti”.
Rapid Bucarest-Genoa | Amichevole in Romania per la squadra di De Rossi – LIVE DALLE 19








