Nella mattinata che ha anticipato la sfida amichevole tra Rapid Bucarest e Genoa (clicca QUI per la cronaca), il Presidente Dan Sucu ha condotto una visita al centro sportivo della formazione romena, al centro sportivo delle giovanili del club e, a margine di questo ampio tour delle strutture, ha concesso un’intervista ai media presenti in trasferta. Mentre risuona “Tu mi piaci tanto” di Sayf, colonna sonora dell’ultima campagna abbonamenti, che risuona in radio nei bar vicini, il Presidente rossoblù torna a parlare. Più del futuro, del bilancio e di possibili soci che di questioni di campo, che rimanda in larga parte alla direzione sportiva.
Presidente, abbiamo potuto vedere la sua azienda, il bellissimo centro sportivo, la sua potenzialità e quello che lei ha costruito qui in Romania, oltre ai progetti futuri (Redport, nuovo progetto di real estate da 180 milioni di euro investiti in cinque anni, ndr). Questa voglia di investire che sta dimostrando al Rapid, con conseguenze importanti come il secondo posto che attualmente avete in classifica, può essere trasferito anche al Genoa? Qual è la sua ambizione e qual è il suo progetto?
“Io non ho mai pensato al mio interesse prima dell’interesse del Genoa e ho sempre detto questo, che nel momento in cui sento che la potenzialità finanziaria richiesta è più grande di quello che io posso fare, sono sempre disposto a trovare partner e a parlare con loro. Non sono interessato necessariamente a restare l’unico partner, a pensare prima a me e dopo pensare al Genoa. Il problema che abbiamo sempre avuto è il fatto che la metà del tempo che io dedico al Genoa lo perdiamo in tribunale, lo spendiamo con questioni legali. Noi stiamo principalmente cercando di proteggere l’interesse di Genova, di essere in grado di recuperare alcuni debiti che sono state lasciati da proprietari precedenti. Non dimentichiamo che è solo un paio di mesi che abbiamo avuto la decisione finale del tribunale che conferisce il fatto che l’aumento di capitale è stata una operazione legittima, quindi è difficile trovare un valido e forte partner quando spendi così tanto tempo in tribunale. Ora ci sono cose che sono diventate più chiare ed è molto più facile per tutti pensare ad un futuro più brillante col Genoa e cercare di trovare un altro partner forte per poter sviluppare un’operazione insieme”.
Quindi lei accetta eventuali partner e questo è importante. Quando ha iniziato a lavorare con il Rapid Bucarest ha sempre avuto bene in testa di arrivare in testa alla classifica, era questo il suo obiettivo, o quantomeno provarci. Ha questo stesso tipo di volontà anche con il Genoa visto che qualcuno, magari non conoscendola ancora a fondo e non conoscendo le sue potenzialità che ci ha evidenziato in Romania, poteva pensare che potesse essere anche un’entrata momentanea, breve, speculativa. Invece lei ha un progetto per il Genoa?
“Per me è importante l’interesse del Genoa. Questo è chiaro e lo chiariamo subito. Vogliamo trasformare il Genoa, riportarlo dove è stato anni fa. Questa è l’idea. Io avevo sempre detto – e sto ripetendo: dove io non posso fare da solo, lo farò insieme con altri partner. E se trovo partner più forti di me non c’è nessun problema, perché io posso rimanere anche un socio minoritario. Basta che possiamo lavorare sull’interesse del Genoa. Di parlare adesso, dopo che abbiamo avuto un avvio non certo il migliore possibile, di arrivare in coppe europee o fare altri pensieri che abbiamo, mi sembra un po’ prematuro. È troppo presto. Non è il momento buono per parlare adesso dei progetti eccezionali e futuri. L’importante adesso è vedere che stiamo cercando di tornare, un’altra volta, al livello. Io sono convinto che avete visto che noi abbiamo fatto investimenti importanti in questo mercato. Chiaramente quando fai investimenti di questa dimensione, stai pensando un po’ anche alla possibilità di arrivare in una posizione più ambiziosa. Ed è altrettanto chiaro che per adesso non siamo dove speriamo di arrivare.Abbiamo una squadra con molta esperienza. Non dimentichiamo che abbiamo una squadra con molta esperienza. Adesso ci sono dieci giocatori che giocano in nazionale in diversi paesi e non sono oggi in Bucarest perché sono con le loro nazionali. Abbiamo un allenatore campione mondiale che ha la fiducia di noi tutti. Siamo convinti. L’ultima cosa che voglio fare è mettere più pressione alla squadra. Non ne ha bisogno“.
Vero che siamo solo all’inizio, ma vorrei da lei un commento un commento sulle prestazioni che sono state differenti rispetto alle aspettative. Siete partiti con il freno a mano tirato…
“Io preferisco parlare poco della parte sportiva. È meglio parlare di questa parte sportiva con quelli che sono preparati direttamente in questa direzione. Noi abbiamo parlato in maggior parte di investimenti. Cerchiamo di fare investimenti più adatti, più vicini alle nostra possibilità. Sì, abbiamo anche superato un po’ la nostra possibilità quest’anno. Abbiamo fatto investimenti veramente importanti. Anche i giocatori che sono partiti non sono necessariamente i giocatori che hanno giocato di più l’anno scorso con il Genoa. Chiaramente ogni giocatore è molto importante per la squadra. Questo è chiaro. Vediamo tutti i giocatori che sono partiti, vediamo tutti i minuti di presenza, tutti i minuti che hanno giocato in una stagione: insieme penso che abbiano fatto meno di Vasquez. Tutti loro insieme. Non possiamo parlare al momento di giocatori partiti che erano titolari Invece i giocatori che sono arrivati sono giocatori da nazionale”.
Torno allora alla parte che forse la riguarda di più, che è un po’ sempre quella dei soci. Ha parlato delle questioni legali. Adesso questa quota di minoranza il Tribunale ha deciso di metterla in mano di fatto ad una figura esterna, a una persona esterna. Sappiamo che i prossimi mesi saranno importanti anche per l’approvazione del bilancio chiuso al giugno 2026. Dobbiamo aspettarci qualche novità, qualche possibile ingresso, qualche partenariato già da qui alla fine del 2026?
“È prematuro parlare di questa cosa. Quello che ho detto sempre è che sono aperto a trovare persone che sono società, persone che sono forti, che possono aiutare il Genoa. Non sono chiuso, non sono un cowboy da solo. Ho sempre la voglia di avere partner e di lavorare insieme. Ho sempre avuto partner, abbiamo sempre lavorato insieme. E ho sempre detto che da solo non puoi mai fare niente. Tutte le cose buone che fai sono cose fatte da squadra, mai da solo”.
Sul mercato appena concluso avete fatto registrare un sostanziale equilibrio tra entrate e uscite. Vi aspettavate qualcosa di diverso? E, soprattutto, questo vi fa dire che a gennaio, a livello non solo di entrate, ma anche di uscite, ci sarà bisogno di intervenire?
“È meglio di parlare di queste cose con il direttore sportivo. Il gruppo sta parlando con noi, sta cercando di convincerci a trovare il meglio possibile. Ma questo è il suo compito e preferisco lasciare a lui il fatto di parlare di queste cose. Sul sondaggio del Burnley per Diego Lopez? Ho letto anch’io di questa cosa. Sono cose che nel calcio succedono più o meno ogni settimana. Ci sono persone che parlano. Vediamo insieme come si avviene”.
La abbiamo vista parlare tanto anche con mister De Rossi. Sente da parte sua la fiducia di riuscire a cambiare questa situazione?
“Io sono convinto che lui sente non solo la mia fiducia, ma la fiducia di tutti noi. C’è anche la fiducia, sicuramente la più importante, dei suoi giocatori. Sì, sono assolutamente convinto che lui sente che tutto è possibile insiemeper arrivare al posizionamento a cui siamo interessati”.
L’ultima cosa che volevo chiederle è che significato ha per lei questa amichevole, il vedere i suoi due club, per cui ha fatto comunque tanti sforzi, e vedere anche i dirigenti del Genoa, compreso De Rossi, che vengono qui e rimangono ammirati dal centro sportivo…
“La prima cosa che dobbiamo capire è che abbiamo cercato di organizzare una partita molto seria, molto forte. Tutti i due club hanno bisogno di partite di livello alto per potersi preparare ad un livello importante. Tutti e due gli allenatori hanno sempre chiesto di volere una partita forte. Sono convinto che stasera avremo insieme una partita forte. Rifarla a Genova? Sicuramente, si può fare anche a Genova. Adesso abbiamo fatto qui per farvi scoprire un po’ la realtà qui. Siete tutti benvenuti nel vedere un po’ della nostra realtà. Dopo sicuramente tutto lo staff dalla Roma sarà molto felice di andare a giocare una partita a Genova. E forse potremmo giocare nelle coppe europee insieme. Non so…”
Che situazione aveva realmente ereditato quando è subentrato nel Genoa, anche se si tratta di un po’ di tempo fa, però dà un’idea del presente…
“Tutta la mia gioventù si parlava sempre in Romania di ciò che è successo nel passato, del fatto che siamo partiti da una condizione negativa. Non mi piace parlare di questo. A me piace vedere quello che ho in mano, di farlo meglio, non di guardare a quello che mi manca. Sicuramente siamo partiti da una posizione non molto favorevole. Non solo sulla parte finanziaria, ma anche sulla parte legale. Nella mia vita non avevo mai visto così tante battaglie legali. In trent’anni non avevo mai visto così molte battaglie legali come a Genova in sei mesi. Ti stanno colpendo da tutte le parti. Per questo vi dicevo che per me è un po’ un problema, perché metà del mio tempo – e anche metà del tempo per il Genoa – io lo sto perdendo guardando a ciò che sta succedendo sulla parte legale. È difficile trovare un partner valido, forte, che può accettare di fare partenariato con te quando vede tutte queste situazioni che non sono normali nel mondo degli affari. Il mondo di affari non è che lo fai in un anno. Il mondo degli affari lo fai sul campo, in questo caso. Abbiamo però fatto molte cose buone, solo che noi tutti sappiamo molto bene che se la squadra non fa tre punti o un punto ogni domenica, non importa quante cose bene hai fatto perché non vedi i punti che si arrivano. I risultati sono importanti. Non contano solo i risultati individuali, i risultati finanziari, i risultati importanti. Noi siamo un’attività eminente sportiva. Se la parte sportiva va bene, tutte le altre cose vanno bene”.
Ha mai parlato con qualche potenziale socio che possa far sognare i tifosi?
“Sto parlando, ho parlato molte volte. Non è il caso di parlarne. Il mondo degli affari è un mondo dove devi trovare partner, non sempre dove devi fare le cose da solo”.
Rapid Bucarest-Genoa | Amichevole in Romania per la squadra di De Rossi – LIVE DALLE 19









