A due giorni dall’esordio stagionale in Serie A, il tecnico del Genoa, Daniele De Rossi, è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida contro il Napoli. “Siamo in forma, siamo carichi e molto motivati. Le grandi a volte meglio beccarle subito, c’è chi pensa così perché magari sono ancora in costruzione, ricostruzione, dopo il Mondiale hanno tanti giocatori che vengono fuori da questa competizione, ma vero anche che c’è chi pensa che è meglio incontrarle dopo alcuni mesi, dopo aver fatto cinque o sei partite di Champions League con annessi viaggi. Per me è uguale. Ne incontreremo alcune dopo che avranno giocato tante partite, ne incontriamo parecchie all’inizio, onestamente, di grandi nelle prime sette partite dove sicuramente saranno come noi in fase di costruzione. Quindi per me cambia poco, alla fine poi quelle partite sono le partite che devi giocare. Sono trentotto e le affrontiamo con un grande entusiasmo come questa qui, che è la prima”.

Tra lei e Allegri ci sono due idee di calcio che sembrano molto diverse. Tra voi c’è molta stima, lei stesso aveva raccontato di alcuni suggerimenti che le aveva dato prima di alcune gare di Champions. Tra quei consigli, quali conta di utilizzare contro di lui?

“Non lo so, io ascolto sempre gli allenatori vincenti e le persone intelligenti. Allegri mi sembra un allenatore vincente, penso che sia sotto gli occhi di tutti. È una persona brillante, intelligente. Una volta Alessandro Nesta mi diede un consiglio che gli diede Allegri dopo che parlavano di calcio e lui gli disse “devi far comprare i giocatori, di che stai parlando?”. Dopo che aveva raccontato un po’ di cose tattiche, gli disse: “Non vuol dire niente, devi farti comprare i giocatori”. Penso che sia un consiglio importante da usare contro lui. Ci sono tante cose da poter provare a usare contro lui. Non sono pienamente d’accordo sul fatto che abbiamo una visione totalmente diversa del calcio. Guardare il Napoli, quello che ha provato a fare in questo precampionato, mi fa pensare che stiano cercando di fare qualcosa che, intanto mi è piaciuto, ma che è simile a quello che proviamo a fare noi, ovviamente con caratteristiche e livelli diversi. È un Napoli che mi sembra che giochi molto a calcio, che provi a fare tante rotazioni e mi sembra anche un po’ più aggressivo del Milan l’anno scorso, anche in virtù del fatto che magari ha centrocampisti più dinamici e più di gamba”.

Miechtry è rientrato in gruppo: come sta? Ha minuti nel gambe? E come sta Havel?

“Havel non si è fatto male seriamente, ma non sarà con noi sabato. Rientrerà settimana prossima e proverà per vedere come sta, però non ha avuto nessuna lesione muscolare, quindi non è niente di grave come sembrava all’inizio. Meichtry si è allenato ieri con noi, sta bene. Oggi abbiamo fatto poco perché abbiamo fatto tanto ieri, così abbiamo abbassato i carichi. E poi al terzo o quarto fulmine ce la siamo fatta addosso e siamo scappati dal campo, quindi abbiamo fatto praticamente niente, però abbiamo fatto quello che dovevamo fare dal punto di vista tattico, sia in video (un video un po’ più profondo sapendo che il tempo era quello che era) e in campo abbiamo fatto la nostra fase di non possesso come pensavamo andasse fatta. Meichtry verrà in panchina, ma sta abbastanza bene. È uno che fisicamente non abbassa mai il livello, quindi sarà pronto a darci una mano a partita in corso. Per quanto riguarda Havel, non sarà nella partita e ci sarà Zulevic in panchina con noi”.

Visto che si è parlato di Meichtry, anche ad inizio ritiro in merito alla sua posizione in campo, vi siete fatti un’idea più approfondita di quale possa essere la posizione migliore? E rimanendo a centrocampo, Sow potrebbe avere minuti dall’inizio?

“Meichtry come trequartista, mezzala offensiva, seconda punta, chiamatelo un po’ come vi pare, contro il Leicester ha fatto la prestazione migliore, quella che mi ha dato più soddisfazione nel vederlo. Mi sembrava incastrato bene in quel ruolo in attesa che poi, secondo me, acquisisca un po’ di dimestichezza nella gestione palla, nel possesso di palla e nella costruzione del gioco. Dovrà diventare una mezzala a tutti gli effetti, un numero otto diciamo. Poi è stato fuori un po’ di tempo e lo abbiamo perso un po’ di vista, ma secondo me è quello il ruolo in cui lo possiamo inquadrare, una mezzala box to box, un giocatore offensivo, uno molto bravo anche a sfilarsi sull’esterno, motivo per il quale potrebbe anche essere anche un quinto con caratteristiche un po’ più offensive degli altri.

Per quanto riguarda Sow, è iniziato da poco il suo processo di preparazione al campionato. Gli ho parlato oggi, è un giocatore recettivo, che capisce subito quello che gli chiediamo. È molto sul pezzo dal punto di vista tattico e tecnico, ovviamente sta in una fase iniziale del suo percorso di precampionato, anche se alla fine si è fermato solo venti giorni perché lui ha finito più tardi. Valuteremo in questi giorni come si sentirà, anche in base a come lui si sentirà”.

Analizzando il Napoli e il Genoa, con i partenopei che hanno cambiato meno col mercato e voi che avete cambiato di più, sabato potrebbero andare in campo due squadre con un undici titolare molto simile, se non uguale, all’anno scorso. Quanto può rappresentare una difficoltà in più affrontare un Napoli uguale all’anni scorso, pur essendo cambiata la guida tecnica?

“Le stesse formazioni? Stesse formazioni, loro sono i secondi, noi i quindicesimi, quindi è un problema (ride, neri). Aiuterà a vedere due squadre che si conoscono, forse un piccolo vantaggio ce l’abbiamo noi perché abbiamo mantenuto lo stesso staff, la stessa metodologia, lo stesso allenatore. Noi siamo quelli dell’anno scorso bene o male. Loro hanno cambiato metodologia, hanno cambiato probabilmente anche modulo di gioco, modo di difendere e schieramento, quindi tra gli altri vantaggi dovremmo avere una conoscenza maggiore di noi. Ma, insomma, sono barzellette alla prima di campionato. Sappiamo quanta euforia c’è in città, sappiamo quanta persone ci saranno allo stadio, sappiamo quanto ci teniamo e sappiamo anche benissimo che il Napoli è una squadra più forte di noi e che dovremmo fare una partita perfetta per portare via punti”.

In questi due giorni si è discusso molto della designazione arbitrale, molto ambiziosa, visto che Di Bello è stato l’arbitro di un Genoa-Napoli dell’anno scorso dove le scelte arbitrali avevano fatto molto discutere?

“Ovviamente ho visto la designazione, ma neanche me lo ricordavo che era Di Bello quello di quei due episodi, però l’ho percepito qua dentro perché nello spogliatoio i giocatori non erano tranquillissimi. Credo che anche in città ci sia stato qualche mugugno. Sono sicuro che Daniele Orsato e il suo gruppo di lavoro vorranno presentarsi il primo anno con una grande stagione arbitrale dopo le tante polemiche dell’anno scorso, dentro e fuori dal campo. Sono perciò sicuro che nonostante siamo stati sfortunati l’anno scorso con Di Bello, sono convinto che è un bravo arbitro e che farà una grande partita. Poi ci stanno gli errori, può commettere l’errore a favore nostro, l’errore a favore loro: non partiamo col fucile puntato. L’importante è che ci sia collaborazione.

Qualche giorno fa abbiamo fatto una bella chiacchierata con Orsato e con tutta la banda (non c’erano gli arbitri ma c’era tutto quanto il board dirigenziale), spiegando le nuove regole, ma anche un approccio che secondo me, se confermato in campo, è un approccio di collaborazione. Poi dipende anche da noi. L’importante è che questo nuovo ciclo sia collaborativo e non aggressivo. La prima partita mi ha dato delle indicazioni, ma me le tengo per me: speriamo che saranno tutti abbastanza tranquilli. La prima partita magari faceva un po’ troppo caldo vicino alla panchina e qualcuno era un po’ bollente…”.

Ora il mercato di sovrapporrà per alcune settimane al campionato. Quanto condiziona, se condiziona, nelle scelte il fatto che ci siano giocatori che possono uscire e altri che entrano? Quanto – e se – pesa?

“Non dobbiamo cercare alibi in questo, è così per tutti, anche il Napoli avrà gli stessi problemi onestamente. Per il momento non entra e non esce nessuno, quindi da questo punto di vista non siamo troppo scombussolati. È una cosa di cui ho già parlato, è un controsenso a prescindere non tanto per le ultime settimane, quanto per le prime. Questo perché tu fai il precampionato: io con la Roma ho fatto il precampionato con quattro giocatori e sedici primavera, dovuto anche al fatto che c’erano gli Europei e che c’era la Coppa America, ma a volte tu alleni dei giocatori, prepari dei giocatori, prepari gli allenamenti, lavori su gente che poi non avrai più. Questo magari è inevitabile perché le preparazioni iniziano presto, ma protrarre questo rischio è veramente assurdo. Non voglio parlare di mercato: è fastidioso, ma è fastidioso per me come sarà fastidioso per Allegri e come sarà fastidioso per tutti gli altri allenatori. Non è un alibi al quale ci vogliamo aggrappare”.

Avete un inizio di campionato difficile, ma avete più partite da giocare a Ferraris. Le dà più conforto? Tra l’altro c’è anche il fattore del campo rinnovato…

“A me e a noi piace giocare a Ferraris, è un vantaggio e dobbiamo farlo ritornare ad essere un vantaggio. Mi è piaciuto il primo giorno, la prima partita contro l’Ascoli, ed è la conferma di quanto quello che vive, quello che alleggia e vola nei social poi non esiste dentro uno stadio (ed è stato così per tutta la mia carriera da calciatore). Sui social c’erano proclami, problemi, contestazioni, poi ho sempre detto che entravo, giravo la testa, guardavo a destra, erano tutti quanti lì con me. Perdevamo 1-0 contro l’Ascoli e non ho sentito neanche un mugugno, un fischio, un borbottare. Per me siamo partiti sulla stessa lunghezza d’onda e poi starà a noi confermarci all’altezza di quello che è stato Ferraris l’anno scorso. Non penso che il tifoso del Genoa abbia bisogno di chissà che per stare dietro a noi perché abbiamo dimostrato l’anno scorso quando siamo arrivati che eravamo ultimi, però credo che abbiano riconosciuto a questa squadra un certo tipo di approccio. Con il Milan (l’ultima dell’anno scorso) era una festa, ma anche lì è stata una partita fatta molto bene. Fino al sessantesimo non abbiamo preso neanche un tiro in porta e credo che i tifosi riescano, soprattutto nei momenti più sereni, a riconoscere la prestazione della squadra e del giocatore, e io sono sicuro che questa squadra farà la prestazione, che i miei giocatori faranno la prestazione, che avranno l’atteggiamento giusto e daranno tutto quello che hanno da dare, sperando che alla fine possa permettere di portare a casa punti.  Per quanto riguarda la rizollatura, è importante, è necessaria. Il campo non era in condizioni giuste, non è giusto che si giochi così in Serie A. Se è intervenuto qualcuno dalla Lega, da sopra, per farlo rimettere a posto noi ne siamo contenti perché non era un campo degno di questo nostro campionato, degno del nostro club, ma anche della Sampdoria che dividerà con noi gli impegni lì al Ferraris”.

Affronterete Højlund, uno degli attaccanti più importanti della Serie A con la sua velocità. Lo scorso anno è stata una bella battaglia per contenerlo, avete faticato ma in certe situazioni siete riusciti a limitarlo. Lì saranno faccia a faccia un giocatore tornato dal Mondiale (Østigard) e uno che nelle ultime partite ha fatto bene (Otoa). Che valutazione state facendo?

“Sì, stiamo valutando tutto quanto. Oggi ne abbiamo parlato più che altro con il mio staff, abbiamo fatto le nostre valutazioni visto che giocheremo contro, se non il più forte della Serie A, uno dei più forti con Lautaro Martinez e Malen.  È uno che ha una caratteristica spiccata, tanta profondità, e bisogna stare bene fisicamente ed essere pronti a coprire sia lui che le traiettorie. L’anno scorso secondo me l’abbiamo marcato bene, lui ha fatto gol su una ribattuta e ha fatto gol su rigore, ma credo che sia stato contenuto nella maniera giusta, proprio calcolando quanto sia forte. Tra le nostre valutazione ci sta anche valutare la condizione dei nostri giocatori e in che momento arrivano a questa partita”.

Tra le caratteristiche di Allegri ci sono i centrocampisti che segnano tanto. Gli ruberebbe questa caratteristica?

“Io credo che lui chieda cose un po’ simili a quelle che chiediamo noi, ma sulla battuta che ha fatto prima, io credo che lui si faccia comprare sempre giocatori che hanno questa caratteristica. Ci stanno allenatori a cui piacciono più i giocatori di palleggio, lui è uno che ha questa richiesta di andare a morire sul secondo palo, dentro l’area e andare a chiudere le azioni. Oggi guardavamo l’amichevole contro la Carrarese, se non sbaglio, su alcuni grossi di Politano c’erano 6 persone dentro l’area. Abbiamo sottolineato questa loro caratteristica e sottolineato il fatto che chi va a chiudere l’area non è uno qualsiasi, ma gente come Mc Tominay e Anguissa. Dobbiamo stare molto attenti e noi stiamo cercando di portare gente in area. Sono contento che abbia fatto gol Tommaso nella prima partita di esordio. Credo che i centrocampisti facciano gol quando ci sono i servizi giusti e per servirli in maniera opportuna serve gente che salta l’uomo, dribbla l’uomo, crea una superiorità e poi mette la palla giusta. Politano fa questo, Alisson Santos fa questo, Neres quando stava bene faceva questo. Credo che l’accoppiata sia quella: un attaccante che crea spazio e che quando viene marcato lascia lo spazio per i centrocampisti che si inseriscono ma vengono serviti da gente che salta l’uomo e crea superiorità. Quella è forse la rarità più grande e la qualità più grande del Napoli”.

Un piccolo bilancio del pre-campionato?

“Il bilancio è positivo perché ho ri-incontrato dei giocatori che danno tutto in allenamento, che si sono fatti trovare pronti. La stragrande maggioranza di loro si è fatta trovare in condizioni migliori di quanto mi aspettassi, quindi tutti quanti con un livello fisico ottimale. Fortunatamente o sfortunatamente avevamo pochi giocatori al Mondiale, quindi non abbiamo perso troppo tempo. E fortunatamente o sfortunatamente non abbiamo cambiato troppo a livello di mercato, quindi quelli con cui siamo oggi bene o male sanno quello che devono fare e hanno fatto la gran parte della preparazione con noi. Il bilancio è positivo, per ma era positivo anche due o tre anni fa quando ho iniziato con la Roma. Senza tornare a quello, che spero sia stato un caso un po’ sui generis, io sono molto soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto e anche dell’alchimia che si è confermata all’interno di questo gruppo”.

Su Norton-Cuffy ha avuto qualche indicazione?

“Non ho avuto indicazioni, casomai ve le dirò dopo la partita, se dovessero esserci non ve le dico prima. Si è allenato, si è allenato bene. A parte questo fulmine che l’ha spaventato moltissimo, più degli altri. Ma sta bene, si è allenato bene, sta in formissima, io lo vedo meglio dell’anno scorso. So quali sono i discorsi di mercato, sono stato messo al corrente per quanto riguarda le uscite già da marzo-aprile. Finché sta qui si allena, gioca con noi, anzi lo sta facendo con tutti i sentimenti, come si dice in gergo”.

Quando può essere importante Baldanzi per trascinare questa squadra?

“Lui è partito bene, si è allenato, ha saltato forse un giorno l’allenamento a Moena. Si sta allenando bene, lo vedo in buona condizione e soprattutto vedo che è cresciuto dal punto di vista della leadership. Si sente un leader di questa squadra, si è inserito benissimo nel gruppo, non avevo dubbi su quello perché è un ragazzo incredibile, di un’umiltà e di una semplicità incredibile. Ha qualità diverse dagli altri e dobbiamo saperle sfruttare. Ci aspettiamo tanto da lui. Sul gol dico sempre che non è fondamentale, però è anche importante che uno si sblocchi, che muova il tabellino e che porti anche a casa dei numeri. Poi alla fine sono quelli che ci servono e che forse abbiamo un po’ perso in alcune individualità: Ruslan, Caleb, lo stesso Jeff ha fatto qualche golletto. Aggiungere gol nuovi, gol freschi a nostra squadra sarà utile e importante.

Lei è un allenatore giovane, ma in questa serie ci saranno 7 tecnici più giovani di lei. Visto che in Italia si parla molto di un cambiamento, sentite questa responsabilità? E pensa sarebbe un qualcosa di utile tornare alla Serie A a 18 squadre?

“Penso che tornare a 18 squadre sia due opportunità in meno di stare in Serie A, due squadre importanti come abbiamo quest’anno. E forse a cascata anche in Serie B perderemo due squadre importanti. È vero che si gioca parecchio.  Per quello che riguarda l’età, c’è un allenatore giovanissimo che allena il Milan, un allenatore giovane che allena l’Inter. Abbiamo casi e prove di allenatori molto giovani, anche in club di grande responsabilità. Non che il Genoa non lo sia, ma in club che sono in teoria indicati come quelli che devono vincere. Però mi fa piacere anche perché sono tanti i miei amici che hanno raggiunto la Serie A quest’anno, secondo me stra-meritandola, come Abate e Aquilani. Non mi soffermerei troppo sull’età perché domenica scorsa abbiamo giocato contro Francesco Tomei, è un mio amico anche lui, sicuramente ha più di 50 anni, ha un’esperienza grande da viceallenatore. Per me potrebbe stare in Serie A tranquillamente e potrebbe allenare il Genoa al posto mio per quello che sa, per quello che fa fare alla squadra, per come trasmette la sua idea di calcio e per la persona che è. È un allenatore giovane perché ha pochi anni che allena in prima, ma è un allenatore di più di 50 anni. Secondo me gli allenatori forti sono ovunque, a volte fanno un percorso diverso. Io torno a dire che è un po’ complicato per chi non ha avuto una carriera importante da calciatore arrivare ad allenare, sia per le regole, sia per l’accessibilità ai corsi. Quindi andrebbero riviste tante cose.

Il corso è importante se è una formazione, se è un lasciapassare per allenare creerà sempre più ostacoli per chi non ha avuto carriere importanti e un nome altisonante. Alla fine facciamo un corso di allenatori per allenare una squadra di calcio che ci viene affidata da un privato, non è che dobbiamo portare 747 e se non lo sappiamo portare muoiono 300 persone. Se uno senza patentino vuole allenare in Serie A è a rischio e pericolo del presidente. Se io all’Ostiamare voglio portare uno che fino al giorno mio faceva il fornaio perché penso che sia bravo, qual è la necessità del patentino? Mal che vada fallisce la mia squadra, perdo io i miei soldi. Questo è un discorso molto più profondo che io ho fatto per tanti anni, sembro sempre un rompiscatole e in teoria va contro quelli come me. Però pensiamo alla partita e pensiamo a dare il giusto benvenuto e la giusta pazienza ai nuovi arrivati in Serie A, secondo me se la prenderanno con le loro forze perché sono allenatori che hanno dimostrato di essere molto bravi.

Su Stolz: “Sarà il nostro secondo portiere. Ha dimostrato di poter stare in questo gruppo e di poter ricoprire questo ruolo. Pensiamo ad altre cose che sono più importanti per noi, ruoli dove c’è un po’ più urgenza. Dove possiamo continuare a testare i giocatori che già abbiamo, lo faccio con piacere. Secondo me lui è uno in gamba, giocherà con il Sudtirol. E’ un ragazzo a posto, gioca benissimo con i piedi e ha bisogno di giocare. Ha giocato lo scorso anno e gli ha fatto bene. Non stiamo cercando più un secondo portiere, pensiamo ad altre cose. In questo momento alla partita e poi penseremo anche a quello che è importante per la rosa”.


UFFICIALE | Genoa, firmano classe 2007 Tondi e Lauricella. Rinnovo per Mendolia