Nel corso della conferenza stampa post Trofeo Spagnolo, dopo aver parlato lungamente di tanti temi (clicca QUI per leggerla integralmente), De Rossi ha tirato fuori di sua spontanea volontà, nel rispondere ad alcune domande legate al calciomercato, una riflessione dura che non può che essere condivisibile, anche dalla nostra Redazione: un calciomercato lungo due mesi e poco più non ha alcun senso, alcuna logica e, aggiungiamo noi, alcun rispetto né per gli addetti ai lavori né per i tifosi che pagano abbonamenti e biglietti.

Penso che sia un problema di tanti allenatori. Partiamo da una cosa, che ho sentito che ha ripetuto per la centesima volta Gasperini oggi, ma non si riesce a risolvere: il mercato che finisce dopo l’inizio del campionato è un abominio, è una roba stupida, sbagliata, che non capisco a chi possa piacere. Non capisco chi possa essere d’accordo. Tanto chi vuole fare l’operazione il 30 agosto la farà il 15 agosto, se chiude il 15 agosto. È una roba che devasta a tutti. È una roba che non esiste, non credo ci sia una persona al mondo che sia contenta perché il mercato finisce dopo la seconda di campionato, quindi questo è un abominio burocratico che non riuscirò mai a capire come tante altre cose che, non solo in Italia, appartengono un po’ a tutto il mondo“.

Perché l’Associazione Italiana Allenatori non ha mai preso posizione su questo tema del calciomercato? Penso che non cambierebbe niente, anche se durasse un mese solo ha proseguito De Rossi – Ci sono le società che vogliono fare l’operazione in ultimo giorno del mercato, perché pensano di spendere un po’ di meno e la farebbero, se finisse il 10 agosto, il 9 agosto. Il limite lo accorci un pochino e permetti a squadre e allenatori di avere un po’ più chiare le idee quando iniziano le partite che contano davvero. È una stortura. Non so perché l’Associazione Italiana Allenatori non si sia messa attraverso, ma non penso che sia un discorso dell’Associazione Italiana Allenatori perché è un discorso mondiale. Ripeto, è una di quelle regole. È come quando non si poteva intervenire sul secondo cartellino giallo con la regola che c’era la prima. Non può intervenire il VAR se sbagliano il secondo cartellino giallo? E chi è contento di una regola del genere? Come fai a essere contento? Come fa a essere una cosa intelligente? E infatti l’hanno cambiata, quindi cambieranno anche le regole. Nel frattempo noi ci lamentiamo, ma abbiamo una grande fortuna. Siamo tutti sulla stessa barca, chi più chi meno. E siamo tutti abbastanza scontenti”.

Come ogni estate, questo tema ritorna, ma ci sono allenatori che escono allo scoperto in modo più diretto e altri meno. De Rossi, per la seconda volta da quando è allenatore del Genoa, esce allo scoperto e pone una tema. Gli fanno eco altri allenatori, Gasperini su tutti, altro tecnico che non ama mandarle a dire. Ora la speranza, per tutti, è che FIFA e UEFA si mettano ad un tavolo perché queste regole davvero cambino. Al di là dell’aspetto tecnico e di campo, pensare di preparare un campionato e una stagione con le sirene del calciomercato a fare da costante rumore di fondo non ha alcun senso logico.

C’è una curiosità che forse non tutti ricorderanno. C’è un precedente, anche abbastanza recente, che vide la Serie A – sulla scia della Premier League – decidere di chiudere eccezionalmente le finestre di mercato estiva e invernale di un’intera stagione (2018/2019) il giorno prima dell’avvio del campionato.

La curiosità è legata a chi diede l’annuncio di questa stagione: Giovanni Malagò. All’epoca l’attuale Presidente della FIGC era commissario della Lega Serie A per decisione del neo commissario FIGC di quell’epoca, Roberto Fabbricini. Si espressero a favore di questa scelta tantissimi direttori sportivi che, oggi, fanno parte dei club di Serie A. Dalla stagione successiva, però, questa decisione non fu portata avanti e si tornò ad avere due lunghi mesi di mercato, malgrado sia chiaro a tutti che  Il Genoa, se a qualcuno interessasse inquadrare di quale stagiona sia stata quella 2018/2019, si mosse così nel mercato estivo (clicca QUI).


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