Genova e il Genoa sono casa sua. A Pegli e sotto la Lanterna De Rossi ha reso il meglio delle sue capacità in corso d’opera, quest’anno dovrà farlo dall’inizio dei lavori. Terminati i due ritiri estivi 2026, il primo al Pio Signorini, il secondo in Val di Fassa. DDR è chiamato a fare un altro passo in avanti, perché ci sono 30 giorni prima del fischio d’inizio del campionato.

Una missione: levare alla svelta il Vecchio Balordo dalla parte destra della classifica, sperando di fare un salto in avanti verso quello che invocano tutti i tifosi: “Portaci in Europa”.

È un ritiro strano quello svolto a Moena. Un casting alla ricerca del calciatore che potrà servire nella prossima stagione tra i giovani. Dopo Moena ci sarà da capire chi, della pletorica rosa a disposizione portata in Val di Fassa, potrà essere pronto per il gioco di DDR in Serie A, con il mercato ancora in sospeso, in entrata e in uscita, e casi da risolvere.

Il calciomercato è in movimento, ma prima bisognerà cercare di fare qualche buona uscita. Si spera, prima del Trofeo Spagnolo, nell’arrivo dei due colpi che vuole De Rossi, in grado di fare la differenza per il suo gioco, che non è il 3-5-2 visto nelle gare in Val di Fassa.

Dovrà rendere al meglio delle sue capacità, con il suo staff, anche quest’anno, per mettere insieme i pezzi di un mosaico non stravolto, ad oggi, dal calciomercato rispetto alle stagioni precedenti, ma sicuramente da rifinire in alcuni settori ormai sulla bocca di tutti.

Ritiro senza Ostigard e Vazquez, ma la difesa schierata nelle tre gare, i cui risultati non contano nulla, ha fatto vedere che, ad oggi, è il settore con meno problemi grazie a Marcandalli, Otoa, Klysis, Vogliacco e anche Barbini.

Le tre gare disputate in questo ritiro 2026 del Genoa hanno detto che, per adesso, la squadra è indecifrabile a centrocampo e in attacco, con i soli Vitinha e Colombo.

A centrocampo nessuno mette in discussione Frendrup, Masini e altri, tutti con le stesse ottime condizioni tecniche e tattiche, di tackle e pressione, meno utili alla costruzione del gioco.

Se De Rossi vorrà giocare con due centrocampisti o tre e dare qualità in avanti con chi ha lavorato a parte, Traorè, Baldanzi e Messias, per recuperarli e conservarli al meglio per tutto il campionato, gli occorre, come desiderato da lui stesso, il centrocampista di peso e di stazza, per non fare tirare e portare la croce ad Amorim: farebbe fatica.

Sulle corsie laterali bene Sabelli e Puczka, provato anche tra i difensori nell’ultima gara per insegnargli anche a difendere oltre che ad attaccare. Martin e Norton-Cuffy dovranno far vedere a De Rossi l’attaccamento alla maglia, senza dimenticarsi dell’eclettico Ellertsson e anche di Vitinha, utilizzato alla fine dello scorso campionato sulla corsia laterale.

Da valutare anche Stolz, per capire se è pronto a sostituire Bijlow. De Rossi, come nella precedente avventura al capezzale del Vecchio Balordo, ha messo in atto, tra quelli presenti in Val di Fassa, lo spirito di gruppo.

DDR e lo staff vogliono essere duttili tatticamente e difficilmente si staccheranno da quello fatto vedere lo scorso anno. Prima arriverà la rosa quasi al completo, meglio sarà; il colpo finale è previsto nell’ultima settimana di mercato. Loro penseranno ad aumentare i giri del lavoro, consapevoli che dal 24 agosto conteranno i punti e il risultato, oltre alle prestazioni.

Nelle tre gare giocate, più che la ricerca dell’identità, hanno inseguito l’organizzazione con un solo modulo collegato a una strategia nelle due fasi: “Difendere bene, attaccare meglio”.

Meichtry è il nuovo che avanza: bisognerà trovargli la posizione esatta sul terreno di gioco, considerato che dà del tu al pallone. Havel e la sua velocità saranno utili in qualche gara, casalinga ed esterna, con le sue ripartenze. Non mi sono dimenticato dei giovani Vaz, Doumbia e Doucouré. De Rossi sceglierà la strada più giusta per farli crescere: la Serie A ha fatto vedere che non aspetta nessuno.

Davanti Colombo migliorerà come il vino che non viene trasportato da una cantina a un’altra. Al Grifone occorre una punta di peso dentro l’area di rigore per finalizzare il gioco, aprire spazi ai compagni. I risultati si fanno riempiendo i 16 metri, liberando anche Colombo dalla doppia marcatura dei due centrali e dando più libertà anche a Vitinha.

Il lavoro del direttore sportivo, costantemente al telefono anche in ritiro, sarà sugli esterni (se partiranno Norton e Martin), sul centrocampista con caratteristiche diverse rispetto a quelli in rosa e sull’attaccante, cosciente che bisogna fare qualche cessione in questo mercato d’attesa, non solo per il Genoa, consapevole che il mercato non aspetta il Genoa.

L’esperienza insegna che i dubbi intorno ai nuovi arrivati ci sono. Il campionato italiano, con il suo tatticismo, è stato difficile da digerire anche per campioni già affermati. Bisognerà avere pazienza e aspettare, non solo da De Rossi ma anche da quelli che sono predisposti a giudicare subito e a mugugnare, con la vecchia pubblicità che ripetiamo ogni anno: “Noi la vogliamo calda e subito”. Il calcio non è acqua.

Per il Genoa la sorte dovrebbe essere quella di un gioco collaudato di DDR, pur con differenti interpreti. Tanti club hanno cambiato allenatore e quindi sarà una corsa, per DDR, essere il più veloce a entrare nei sincronismi di gioco dello scorso anno. Oggi possiamo solamente confermare, come sempre più nel bene che nel male, che, essendoci in rosa, in attesa di altri dal calciomercato, del materiale interessante, De Rossi e lo staff faranno di tutto per assemblarlo alla svelta.

Questo potrebbe essere il giudizio sulle tre gare del Grifone giocate in Val di Fassa in questo ritiro 2026, senza fare i conti dei gol incassati e di quelli fatti.

Ritiro che De Rossi ha molto apprezzato per l’amore dei tifosi genoani e dei romani nei suoi confronti, ma ha fatto capire che avrebbe gradito qualcosa di meno invasivo per concentrarsi tutti sul lavoro. Moena e la Val di Fassa sono la perla delle Dolomiti, una metropoli delle vacanze, e il campo di Moena, come già rimarcato da altri allenatori di altre squadre, non offre la possibilità di svolgere qualche allenamento a porte chiuse.


PODCAST | Genoa, le parole di De Rossi chiudono il ritiro. Il focus