La Nazionale della “Baldini Company”, la bella gioventù del calcio italiano rimasta ai margini delle nazionali maggiori e dei club di Serie A, è ripartita vincendo in casa del Lussemburgo.
Non sarà una vittoria sufficiente a voltare definitivamente pagina dopo il terzo flop mondiale consecutivo, ma potrebbe lasciare un segno nel futuro azzurro per tutti coloro che inseguono chimere alla Guardiola a suon di milioni. Allenare una Nazionale non è come guidare un club: serve un selezionatore che conosca tutto il calcio italiano e non soltanto le Coppe europee.
Tutto è ancora in alto mare per capire quale sarà il futuro della Nazionale azzurra, considerando che manca addirittura il presidente della FIGC.
Ad oggi, chi concorre per diventare il capo del calcio italiano, alla ricerca dei voti necessari, sembra aver guardato soprattutto alle squadre di Serie A e alle associazioni di calciatori e allenatori che hanno già manifestato il proprio sostegno. Cosa avranno promesso?
Difficilmente qualcuno avrà inserito nel proprio programma le riforme di cui il calcio italiano ha bisogno: dall’utilizzo dei giovani, spesso scavalcati non per inferiorità tecnica rispetto agli stranieri, ma per questioni economiche e di bilancio, grazie agli ammortamenti e ai vantaggi fiscali, fino ai benefici denunciati da quei “lestofanti”, termine utilizzato da Baldini nella sua prima conferenza stampa da CT ad interim.
Prima della gara con il Lussemburgo, Baldini non ha proseguito il rosario di giustificazioni di chi lo aveva preceduto, ma ha espresso un concetto molto semplice: “Se sono arrivati qui vuol dire che, in questo momento, sono i più bravi. Sono partiti dall’Under 15 per arrivare alla Nazionale maggiore“.
Eppure nessun dirigente o direttore sportivo del calcio italiano sembra essersene accorto. Figuriamoci gli allenatori, spesso concentrati esclusivamente sul risultato immediato e sull’esperienza.
Buoncalcioatutti, che segue con continuità il calcio giovanile e tutte le gare delle categorie Under del Genoa, può garantire che esistono altri ragazzi, in tutte le squadre osservate, con le qualità per diventare veri giocatori, a patto che venga loro concesso spazio nei rispettivi club.
La vittoria contro il Lussemburgo è stata particolarmente goduriosa perché qualche “pisquano”, sui quotidiani nazionali, aveva scritto la mattina stessa: “Un’amichevole grottesca contro uno degli avversari più modesti in circolazione, con una rosa scelta praticamente dall’Under 21 più che dalla Nazionale maggiore“.
La Nazionale maggiore, oggi sotto gli ombrelloni, avrebbe probabilmente faticato a vincere contro un Lussemburgo che ha corso e combattuto per tutta la partita.
Goduriosa anche perché si è visto esattamente ciò che Baldini aveva anticipato: “Sono giovani che si danno coraggio e non si risparmieranno“.
Nel primo tempo hanno pagato l’emozione dell’esordio con la Nazionale maggiore. Non hanno però gestito le energie nei 95 minuti di gioco e hanno mostrato il loro valore con un unico obiettivo: correre sempre, anche senza pallone.
Non si è visto il gioco sterile osservato in tante altre partite degli Azzurri. Trovare spazi contro un 4-5-1 così chiuso non era semplice, ma il dominio del pallone è stato costantemente colorato d’azzurro.
Un 4-3-3 aggressivo, fatto di pressing alto, palleggio veloce e grande intensità. Nelle sue squadre, a qualsiasi livello, Baldini ha sempre chiesto ai propri calciatori di esprimersi in libertà.
Gli azzurrini lo hanno ripagato mettendo in campo cuore e personalità, costruendo dal basso e cercando sempre una proposta offensiva. Adesso a Baldini e ai suoi giovani viene chiesto un altro compito: salvare il ranking FIFA nella trasferta di domenica prossima in Grecia.
Lo stesso Baldini ha dichiarato: “Voglio lasciare qualcosa di nuovo a chi mi sostituirà“.
Vedremo se la dirigenza del calcio italiano saprà valorizzare il talento che continua a emergere nella Penisola oppure se proseguirà sulla strada del reclutamento globale e degli algoritmi, che nell’ultimo campionato hanno spesso portato giocatori stranieri di scarso livello o calciatori ormai alla fine della loro parabola sportiva.
A oggi, osservando il mercato, non sembra che la direzione sia cambiata. Grazie, Silvio Baldini, per questa lezione. Non soltanto di tattica.
Genoa Academy | Da settembre nuova apertura negli Emirati Arabi











