Si va verso un mercoledì azzurro da non dimenticare, per non lasciare spazio soltanto ai milionari del pallone che hanno tradito le aspettative della tifoseria della Nazionale con tre mancate partecipazioni ai Mondiali di calcio. Sarà il CT ad interim Silvio Baldini, o forse sarebbe meglio definirlo un selezionatore, a guidare gli Azzurri nelle prossime due gare contro Lussemburgo e Grecia.
Qualcuno penserà che si tratti di due nazionali dal modesto spessore tecnico, dimenticando però chi ha contribuito a estromettere l’Italia dalle ultime rassegne mondiali. Silvio Baldini vanta una carriera da allenatore con circa mille panchine, attraversando tutto lo Stivale, dalla Seconda Categoria fino alla Serie A.
Nel mondo del calcio italiano Baldini ha ricevuto poca riconoscenza. È un uomo di “pancia”, che non si è mai nascosto dietro un palo della porta per conservare la propria panchina, qualunque fosse la categoria. Ha sempre detto ciò che non gli piaceva del modo di vivere il calcio in Italia, trasformando la sua emotività in un modo autentico di interpretare questo sport, come vorrebbero molti tifosi che riempiono gli stadi.
Dal 2026 è commissario tecnico dell’Under 21 azzurra. Risultati e qualità del gioco hanno rilanciato giovani spesso dimenticati dal calcio italiano, portando la squadra alle fasi finali del campionato europeo e coltivando il sogno di conquistare le Olimpiadi del 2028 a Los Angeles.
Silvio Baldini è un uomo libero e le dichiarazioni rilasciate alla Gazzetta dello Sport difficilmente faranno piacere al gotha del calcio italiano, all’Associazione Calciatori, all’Associazione Allenatori, alla Lega Serie A e alle società professionistiche.
Sui giovani che affronteranno le prossime due gare ha dichiarato: “Voglio lasciare qualcosa di nuovo al mio successore. Sono i giovani a darsi coraggio, mentre i più grandi pensano a gestire le energie. Questi ragazzi convocati vi faranno vedere tutto il loro valore. Le mie scelte rappresentano anche un segnale preciso: bisogna cambiare, dando spazio e considerazione ai profili più promettenti. Mi ritengo un uomo libero e ai miei giocatori chiedo di esprimersi in libertà, anche se quando non abbiamo il pallone bisogna correre“.
Baldini non ha rinunciato a entrare a gamba tesa sul mondo del calcio italiano: “Fino a quando il nostro calcio rimarrà in mano ai lestofanti la vedo molto dura, i dirigenti pensano ai loro interessi altrimenti non ti spieghi perché scelgono un trentanovenne e non un ventenne“. Una denuncia pesante, che si spera lasci il segno in un calciomercato iniziato appena ventiquattro ore dopo la conclusione del campionato 2025/2026.
Le parole di Baldini dovrebbero trovare spazio nelle riflessioni dei candidati alla presidenza della FIGC, come Malagò e Abete, ma anche nella Lega Serie A e tra tutti i dirigenti che governano il calcio professionistico, spesso concentrato nelle mani di pochi presidenti.
Malagò e Abete potrebbero essere eletti con il 61% dei voti, ma quando si dovrà mettere mano alle riforme del calcio italiano, ormai arrivato in fondo al barile, servirà il 75% dei consensi. E allora le riforme rischiano di restare un’altra chimera.
Silvio Baldini, invece di inseguire il ruolo di commissario tecnico strapagato, dovrebbe forse avere lui stesso la possibilità di guidare la Nazionale maggiore nel prossimo futuro. Alla Nazionale serve soprattutto un selezionatore, più che un allenatore che vede i giocatori soltanto per pochi giorni all’anno.
Solamente Gigio Donnarumma ha chiamato Baldini chiedendo di essere convocato per le prossime due gare. Gli altri, oltre a non telefonare, non si sono nemmeno messi in lista d’attesa per una convocazione: meglio Ibiza, Formentera e altre località turistiche che i colori azzurri.
La Nazionale di Baldini è composta da nove elementi del 2004, sette del 2005, tre del 2006 e quattro del 2008. Soltanto undici dei ventiquattro convocati hanno disputato l’ultima giornata di Serie A, e ancora meno hanno avuto continuità nelle precedenti trentotto gare di campionato.
Tra i ventiquattro convocati, ben cinque sono cresciuti nel Genoa, un altro record per il settore giovanile rossoblù: ragazzi scoperti e formati sotto la Lanterna, dalla Scuola Calcio Barabino Partners fino alla Primavera. Si tratta di Ahanor, Lipani, Fini, Ekhator e Venturino, quest’ultimo costretto a lasciare il ritiro di Coverciano a causa di un infortunio.
Tra i superstiti della recente debacle azzurra figurano, oltre a Donnarumma, anche Pisilli, Pio Esposito e Palestra. Dalla Bundesliga arrivano Reggiani, Mané, Inacio e Chiarodia; uno dal Paris Saint-Germain, Koleosho; mentre sei convocati provengono dalla Serie B. Buon calcio, Silvio Baldini!
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