Nel dopogara della sfida tra Lecce e Genoa (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi ai microfoni di Radio Nostalgia. Ecco le sue dichiarazioni.

Siete quasi riusciti a recuperare il pareggio nonostante quattro giocatori della Primavera su undici calciatori in campo…

“Sì, mi è piaciuto particolarmente il finale. Abbiamo tentato in tutti i modi di pareggiare, soprattutto con questi ragazzi in campo che sono entrati con il piglio giusto. Nonostante fosse una partita di fine stagione, ho visto delle cose interessanti. Soprattutto qualcuno è entrato in maniera particolarmente positiva e ne sono felice. Quando i giocatori entrano così bene ti fanno riflettere”.

Salvezza col Genoa, promozione con l’Ostinare. Che titolo darebbe alla sua stagione?

“Non lo so. Io penso che avevamo fatto già molto bene a Roma. Abbiamo fatto due punti di media  partita, con una semifinale di Europa League, battendo squadre che venivano dalla Champions e molto forti, ma credo che fossimo percepiti un po’ strani. È vero che, onestamente, quell’opportunità la avevo avuta grazie al mio passato da calciatore, non per quello che avevo fatto in campo. Poi c’è stato un letargo di un anno, dovuto alle regole per le quali non potevo allenare due squadre in un anno.Quindi ho aspettato, aspettato ed è arrivata, più di un anno dopo, questa grande opportunità. Credo che, al di là del fatto che la missione sia stata poi compiuta, il Genoa mi abbia dato una grande visibilità e una grande mano. Penso che fosse l’occasione giusta al momento giusto. Non ho un titolo, non lo avevo pensato, ma credo che, quando guarderò il video della mia carriera tra qualche anno, guarderò questa squadra e questa società come un punto di ripartenza importante”.

“L’accostamento con quello che è successo a Ostia ha reso tutto molto epico, anche per chi come me ha giocato a calcio a livelli alti e a livelli importanti per una vita. Queste grandi soddisfazioni, queste grandi vittorie, spesso non arrivavano. Siamo arrivati secondi nove volte, quindi avere vittoria a destra, vittoria a sinistra, salvezza da una parte, vittoria del campionato dall’altra, mi hanno un po’ ubriacato di gioia per qualche settimana. Siamo rimasti, però, molto semplici e molto umili, attaccati a quella che era la nostra realtà, sapendo che non vediamo l’ora che poi, dal prossimo anno, le partite ricominceranno a pesare visto che è un mese e mezzo che dobbiamo più parlare di testa, di concentrazione, di motivazioni che di partita, di calcio, di strategia, di tattica. Quello un po’ pesante. Sto cercando di fare tanti esperimenti, che è piacevole, ma a volte ti stacca un pochino da quello che poi è il risultato”.

Quest’anno ha “sfruttato” anche il lavoro di Jacopo Sbravati, tecnico della Primavera che sarà di Criscito dall’anno prossimo. Vuol dire qualcosa su questi giovani che si stanno mettendo in mostra?

“Mimmo è un amico, ma anche Jacopo penso che possa rientrare in questa schiera visto che ci siamo sentiti e parlati e supportati a vicenda molto spesso. C’è un lavoro dietro di tanti anni perché il Genoa ha lavorato benissimo nel settore giovanile per tanti anni, e Roberto Trapani sta continuando questo trend, facendo un grande lavoro. Ci stanno dando un grande supporto. Oggi è stato un premio visibile, ma il premio invisibile è quello di tutti i giorni. Questi ragazzi, cinque o sei per volta, vengono su ad allenarsi con noi e spesso gli facciamo fare gli sparring partner. Poi giochiamo contro il Lecce, il Lecce ci pressa così, e allora “vai, correte mezz’ora, come farebbe Cheddira, come farebbe Banda”. Questo è il loro lavoro a volte, e quindi con gran unità l’hanno fatto sempre, come l’abbiamo fatto tutti quanti a diciott’anni. Sono contento di aver regalato loro una gioia meritata. Penso che abbiano un grande futuro, credo che sia giusto giochino tanto, che vadano a farsi le ossa fuori, anche se poi quando entra Grossi in questa maniera, qualche domanda te la fai…

Appuntamento a Moena?

“Assolutamente sì, ma anche appuntamento mercoledì a Pegli per parlare di lavoro, parlare di futuro, parlare di noi, parlare di tutte le cose che abbiamo tenuto sospese, anche se poi la salvezza anticipata ci ha aiutato a poter toccare qualche argomento già prima della fine della stagione”. L’intervista si chiude con un “Forza Genoa” da parte del mister.


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