Nel dopogara della sfida tra Genoa e Milan (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi dalla sala stampa. Ecco le sue dichiarazioni.
Senza l’episodio del rigore, la sensazione era che la squadra stesse meglio mentalmente del Milan
“Sì, non si sa mai. In altre circostanze abbiamo sfruttato gli errori di altre squadre. Soprattutto contro una squadra così forte bisogna essere perfetti. Lo siamo stati nel primo tempo, anche se avrei voluto qualche tiro in porta in più. Abbiamo visto l’undici del Milan, è vero che mancava qualcuno, ma resta una squadra fortissima, con grande qualità. Per gran parte della gara abbiamo gestito, controllato e dominato il gioco. Nel calcio la differenza la fanno i gol e gli errori commessi. Oggi è toccato a noi, a un ragazzo molto giovane, ma fa parte del percorso. È stato bravo il loro attaccante a procurarsi il rigore, non tutti vanno su quella pressione. Il giocatore va sempre a tutta, va in profondità. La prima richiesta è sempre andare avanti, poi quando non c’è si torna indietro. Può succedere anche per quello che chiedo io.”
Nonostante la sconfitta, il pubblico ha fatto trasparire tutto l’amore per voi
“Sì, è stata davvero una bellissima esperienza. Siamo molto soddisfatti. È stata dura, alcune giornate più difficili di altre. Abbiamo perso partite che secondo me non meritavamo di perdere, quindi avremmo potuto fare qualche punto in più. Però credo che ci siamo salvati matematicamente un paio di partite fa e, idealmente, già quattro o cinque gare prima. Non è una cosa da sottovalutare. Bisogna ripartire con grande consapevolezza: questa squadra può fare tutto. Ma non può prescindere dalla lotta, soprattutto quando gioca in casa, in questo stadio unico.”
Credo che uno dei complimenti più belli sia che il Genoa abbia giocato come se stesse disputando una finale di Champions. Il finale della partita è sembrato l’inizio di una nuova stagione
“Penso che per un allenatore sia molto più facile restare concentrato rispetto ai calciatori. Però questa squadra ha fatto prestazioni serie: abbiamo pareggiato a Bergamo, gareggiato a Firenze, fatto partite importanti dal punto di vista del gioco, e anche oggi abbiamo disputato un’ottima gara. Gli allenatori vogliono sempre fare un punto in più dell’anno prima, fare bella figura per mille motivi. I giocatori, invece, quando si salvano con anticipo, inevitabilmente mollano un po’ di tensione. Qui invece c’è gente che tra dieci giorni andrà a fare il Mondiale, come Vasquez, che non ne ha più ma continua a giocare tutte le partite. Ostigard uguale, ci ha provato fino alla fine. Ho solo parole positive per questi ragazzi, perché mi stanno facendo fare bella figura. Hanno sempre avuto intensità, in qualsiasi partita, salvo qualche spezzone. Hanno dato tutto ed è bello pensare di ripartire da qui.”
Nel primo tempo avete tenuto undici giocatori nella metà campo del Milan, con la difesa altissima, gestendo il palleggio molto bene. È questo il Genoa che vuole rivedere anche l’anno prossimo? E Otoa oggi ha fatto una grande partita
“Otoa benissimo, a parte il finale. Nelle ultime partite non aveva fatto prestazioni incredibili, anche perché l’avevo messo un po’ fuori ruolo, ma oggi è stato bravissimo. Sono contento perché per noi è importantissimo. È uno dei cinque o sei giocatori dai quali dobbiamo ripartire. Siamo stati molto aggressivi ed efficaci, ma dobbiamo ancora migliorare nella gestione di certe situazioni, come in quel tratto della partita in cui abbiamo fatto molto bene. Dovevamo essere aggressivi quando avevano palla loro. Il Milan è una delle squadre più efficaci in contropiede in Serie A. Sapevamo che ogni nostra palla persa poteva diventare un pericolo, anche senza Leao, che forse in quel contesto è il miglior giocatore del campionato. Abbiamo fatto una partita seria, sempre dentro la gara. Questo è il calcio che piace a me: aggredire, giocare nella metà campo avversaria. Poi miglioreremo anche ciò che oggi è mancato. Forse abbiamo riempito poco l’area e tirato meno di quanto prodotto.”
La posizione di Vitinha da esterno a tutta fascia è una soluzione che pensa di riproporre? E anche Marcandalli ha fatto una grande partita
“L’idea su Vitinha è quella di alzare il livello qualitativo nell’uno contro uno e nella fase offensiva sugli esterni. Poi la rosa sarà composta anche da quinti più tradizionali, ma vorrei iniziare a pensare al prossimo anno con esterni molto offensivi. Scherzando gli abbiamo detto: ‘Con questi numeri sei un quinto che fa tanti gol o un attaccante?’. Lui sa fare tutto. Oggi forse è stato il migliore in campo anche per l’impegno. Non si è mai fermato, ha rincorso tutti, ha chiuso un paio di contropiedi del Milan. Ha un cuore incredibile, polmoni enormi e una grande cattiveria agonistica. Non accetta di perdere e io mi sento molto vicino a giocatori così. In campo lo vuoi sempre. È uno che ha il DNA di questa società.
Marcandalli aveva commesso un errore contro la Fiorentina. È un ragazzo con un potenziale incredibile: fisico, statuario, ma con l’errore sempre dietro l’angolo. Piano piano ci abbiamo lavorato. Ha una dedizione, una voglia di migliorare e un’umiltà incredibili. È un ragazzo sensibile, intelligente, quasi un filosofo più che un calciatore. Dopo l’allenamento resta mezz’ora, quaranta minuti a lavorare su dettagli che annoierebbero chiunque. Sta migliorando tantissimo. Per me non ha limiti e dobbiamo tenercelo stretto, anche se credo che presto possa arrivare a un top club.”
Il prossimo anno quali saranno gli obiettivi?
“Quando fai questo lavoro, le ambizioni personali le metti da parte. L’ambizione è fare più punti possibile per la squadra. Quest’anno abbiamo dimostrato di potercela giocare con chiunque. Anche nelle sconfitte siamo sempre rimasti in partita. Sulla carta c’erano differenze importanti, ma poi sul campo spesso non si vedevano. Dobbiamo ripartire da qui e alzare il livello qualitativo. Credo che ci abbiamo già provato quest’estate. Però bisogna stare attenti: quando aggiungi qualità non devi perdere intensità, aggressività e fame. Qualche giocatore lo perderemo, perché il mercato è questo e ci sono club di Champions con budget diversi dai nostri. Lo sappiamo bene. Ma dobbiamo farci trovare pronti.”
Ha già le idee chiare per il prossimo gioco?
“Sì, tutti hanno idee chiare, poi però ci sono anche gli avversari. Credo però che questa partita debba restarci in testa. Affrontavamo una squadra che probabilmente è a una partita dalla Champions e che per tanto tempo è stata seconda in classifica. Eppure abbiamo giocato alla pari, forse anche qualcosa in più. Bisogna ripartire da qui: con umiltà, ma anche con la consapevolezza che possiamo migliorare e dobbiamo migliorare.”
Hai fatto un lavoro straordinario quest’anno. Ti dispiace che la stagione stia finendo?
“All’andata col Milan, in un momento difficile, facciamo una buona partita, poi veniamo raggiunti e sbagliamo il rigore al 95’. Lì pensavo: nel calcio a volte mi gira storto. Poi mi hanno detto: ‘Pensa anche a quante volte ti è girata bene’. Io mi sento fortunato. Vivo con la mia famiglia, faccio quello che amo e ho potuto investire in una cosa che mi dà gioia, come l’Ostia Mare. Grazie al calcio, al Genoa, alla Roma e a tutto quello che ho fatto nella mia carriera. È una realtà impegnativa anche economicamente, ma mi rende felice. Quest’anno non è che non vorrei finisse mai, però mi sento davvero fortunato. Cerco di circondarmi di persone per bene e di tenerle sempre dentro certi valori. Quest’anno ha funzionato. Scherzando dico che ho vinto poco da calciatore, ma appena ho iniziato a comandare da allenatore e presidente le cose sono andate bene. Ci rido sopra, ma sono davvero contento.”
Su Malinovskyi:
“Ne avevamo parlato anche prima della partita. Lo conoscevo già e mi piaceva molto. Lo immaginavo più offensivo, da trequartista, invece l’ho ritrovato più arretrato ed è stato un pilastro per noi. Nei primi quaranta giorni ha giocato praticamente con infiltrazioni alle ginocchia, in condizioni difficilissime. Quando l’ho abbracciato gli ho detto solo grazie. Io i miei giocatori li ringrazio sempre, ma lui in particolare. Ci ha dato tutto. Nonostante l’età, nonostante il ruolo, anche quando gli chiedevo corse lunghe a destra e sinistra. È stato un esempio. Questa squadra si è salvata grazie a uomini così, non per magie. Abbiamo gente che andrà al Mondiale e non ha mai tolto il piede dall’acceleratore. Vale per Vasquez, per Ostigard, per Sabelli, per Martin. Questo spogliatoio è fatto di grandi uomini. Parliamo tanto di come sostituire Malinovskyi e altri giocatori, ma quello che non si vede nei dati o su Wyscout è che persone siano. E noi dobbiamo stare attenti a questo, perché non possiamo mettere mele marce dentro questo gruppo. Ruslan è il leader perfetto di questo spogliatoio.”
Serie A | Genoa-Milan, ultima stagionale al Ferraris per i rossoblù – LIVE DALLE 12







