Il Responsabile del Settore giovanile del Genoa, Roberto Trapani, ha tracciato un bilancio di fine stagione assieme alla nostra Redazione subito a margine dell’ultima partita stagionale del Genoa Primavera. Ecco le sue parole.

La prima domanda è un consuntivo di un altro anno positivo di settore giovanile che sta per finire, anche se c’è ancora ancora qualche partita con le Under da giocare.

“Sì, siamo soddisfatti. Noi siamo un po’ perfezionisti, quindi vorremmo anche la prossima stagione fare ancora meglio, però il bilancio è sicuramente positivo e ci tenevo a ringraziare dopo la partita di oggi (della Primavera, ndr) tutto lo staff perché è stato veramente straordinario in questa stagione. L’ho detto prima ai ragazzi: trovare così tante persone dedicate H24 a loro è sicuramente molto singolare. Noi siamo estremamente contenti e soddisfatti come società del lavoro svolto”.

Come sono i risultati finali per Under 14, Under 15, Under 16, Under 17 e Under 18? Arriverà qualche altro playoff?

“Il bilancio, anche dal punto di vista dei risultati – che è uno degli obiettivi, ma non l’unico – è positivo. Diciamo che abbiamo già l’ufficialità di essere dentro i playoff con tutte le categorie. Stiamo attendendo l’Under 18, quindi sicuramente è sinonimo di valore. L’aspetto ancor più importante è che tanti ragazzi giocano anche sotto età e per noi il percorso formativo è ancora più importante del risultato della domenica”.

Tu arrivi da Milan, Monza, Roma, da altre esperienze. Cosa hai trovato di diverso in questo settore giovanile del Genoa?

“Ho trovato un’identità ben precisa da parte di chi lavora quotidianamente con questi ragazzi. Ci sono un attaccamento, un tifo non da bar, se vogliamo, ma un tifo nel trasmettere dei valori genoani, di genoanità. Noi dobbiamo cavalcare quest’onda perché è un elemento troppo importante per non prenderlo in considerazione per i ragazzi”.

Vi è proprio una continuità degli allenatori, dalla Cantera fino ad arrivare alla Primavera, e questo potrebbe essere anche un segnale perché io vedo quasi sempre gli stessi: cambiano di posizione ma sono sempre gli stessi…

“Come volontà mia personale, ma anche della società, non abbiamo voluto portare allenatori da fuori perché, anche per rispetto del lavoro importante svolto in questi anni, ci sembrava giusto osservare ciò che c’era già all’interno del club e siamo rimasti piacevolmente soddisfatti. Credo che la continuità sia un aspetto da preservare, soprattutto in un club storico come questo”.

Una volta Trapani disse: “Siamo custodi del talento del nostro vivaio”. L’ho letto in un’intervista…

“Ogni ragazzo che è qui al Genoa ha un talento. Il nostro dovere, la responsabilità che sentiamo, talvolta anche con pressione, è quella di far fiorire questo talento, far fiorire il fiore che c’è in ognuno di loro. È chiaro che farlo con tutti è complicato, però riuscire a farlo con molti di loro è già un obiettivo che noi ci stiamo dando e ce lo daremo anche per i prossimi anni”.

Nel mese di maggio nascono i fiori, ma è la prima volta che sei giocatori del settore giovanile del Genoa, della Cantera del Genoa perché sono nati tutti in provincia di Genova, il prossimo giugno Baldini li porterà ad esordire in Nazionale. Una nazionale particolare, ma pur sempre un debutto nella nazionale maggiore di Serie A. Questa è una grande soddisfazione…

“È una soddisfazione importante, è un bel biglietto da visita anche per i nuovi ragazzi che stiamo cercando di prendere per la prossima stagione. È frutto di un lavoro straordinario svolto in questi anni prima che io arrivassi, quindi non è sicuramente merito mio, però il nostro merito, il nostro dovere è quello di portare avanti questo percorso con questi numeri e soprattutto con questa attenzione a ogni singolo giocatore”.

Abbiamo letto che Criscito prenderà il posto di Jacopo Sbravati sulla panchina della Primavera. Nessuno mette in discussione Criscito come genoanità, come campione, ma il perché è stata data questa notizia due giorni prima che finisse il campionato. Penso che tu, che sei un uomo di calcio e di sport, non l’hai capito come sia uscito questo spiffero

“Nel calcio tante volte purtroppo si parla un po’ troppo e magari tante notizie vengono poi amplificate e dette nei momenti non corretti. Quello che posso dire io è che, al di là delle scelte che poi verranno ufficializzate il prossimo 30 giugno, noi siamo molto soddisfatti del percorso che è stato fatto in questa stagione da parte di Jacopo Sbravati perché ha fatto quest’anno e l’anno scorso una media punti che è una media punti superiore rispetto a tanti anni precedenti. Ha valorizzato tanti giocatori.

Siamo estremamente contenti del lavoro che hanno fatto lui e lo staff e credo che sia difficile trovare allenatori così attenti ad ogni singolo ragazzo, a custodire il talento di cui parlavamo prima. Credo anche che noi qui siamo, come società, come valori, come risorse umane, siamo obbligati anche a far crescere non solo i giocatori, ma dobbiamo far crescere anche i nostri allenatori. Quando un allenatore ha la possibilità di crescere, di fare anche esperienze importanti, esperienze più grandi, noi siamo i primi tifosi e l’ho detto oggi ai ragazzi parlando con i 2006. Vale lo stesso per gli allenatori. È bello vedere allenatori che sono cresciuti in casa, che hanno cominciato a allenare l’Under 13, l’Under 14, l’Under 15, e poi si sono formati. Noi siamo estremamente soddisfatti di questa stagione”

Tra l’altro, mi pare che Sbrati sia il più giovane allenatore di questo campionato Primavera, che è uno dei campionati più difficili che ci sia in circolazione…

“Sì, sì, ha fatto sicuramente un salto importante perché due anni fa, passare dall’Under 15 alla Primavera, non è da tutti. È un salto importante, ha dimostrato di essere all’altezza. Io dico sempre che il valore che hanno i giocatori, il valore che hanno i direttori o gli allenatori, te lo dà anche il mercato che hai. Per questo motivo sapere che comunque noi abbiamo giocatori, allenatori e direttori attenzionati anche da altri club, per poter fare anche esperienze con i grandi, è sicuramente motivo di orgoglio”.

L’allenatore che sta uscendo da questa Primavera è cresciuto, è cresciuto nel Genoa come tanti ragazzini della Cantera. Adesso quale sarà il suo futuro? Cosa pensate di fare con lui?

“Di questo ne parleremo nei prossimi giorni perché è giusto parlarne a campionato finito come avevamo detto. Credo che comunque con Jacopo il Genoa non abbia sicuramente un problema a trovare un punto di incontro. Come ho già detto in altri momenti, quando si ha l’opportunità di crescere, di fare anche esperienze importanti è giusto farlo, ma credo sempre che una porta il Genoa la avrà sempre per Jacopo. Non c’è l’ansia di dover decidere oggi. Oggi dobbiamo prendere consapevolezza di due anni di percorso importante fatti. Non da tutti, come avete detto voi, perché per noi giovani che magari abbiamo meno esperienza di altri senior – mi ci metto dentro anch’io – dobbiamo dimostrare tutti gli anni, tutti i momenti della stagione di essere all’altezza di quello che vogliamo fare da grandi”.

Complimenti perché ti abbiamo sempre visto in prima linea guidare questo settore giovanile, alla fine dei primi tempi correre negli spogliatoi a cercare di dare il tuo contributo alla squadra. Questa è una cosa positiva. Mi sembra anche che il rapporto con tutto lo staff e con Jacopo Sbravati sia stato migliore come lo stesso De Rossi molto probabilmente ha lo stesso rapporto con tutti voi, considerato che questa Primavera ha giocato parecchie partite senza i presunti titolari e la vostra forza è stata quella che si è vista oggi: tre 2009, quattro 2008 e un 2010 nella rosa messa in campo. Questo vuol dire che funziona veramente tutto il meccanismo di questo settore giovanile…

“Intanto grazie. Noi siamo molto perfezionisti, quindi io da domani penserò cosa io devo migliorare quotidianamente però bisogna anche prendere consapevolezza. Il rapporto con Daniele è un rapporto straordinario. Lui è molto attento al settore giovanile e questa è una fortuna. A noi interessa poco poi il risultato della domenica perché quando abbiamo parlato con nostro CEO a inizio anno lui ci ha sempre detto che il nostro obiettivo è portare più ragazzi in alto possibile e non pensare all’immediato risultato. Fa comunque piacere avere una rosa importante: anche oggi abbiamo avuto la fortuna di parlare con qualche direttore di Serie A e Serie B, come parere esterno, e tutti hanno detto che la nostra rosa è composta da giocatori individualmente importanti che potranno avere un mercato. Siamo soddisfatti perché questi ragazzi da inizio anno a fine stagione hanno preso un valore ed è il motivo per cui poi noi dobbiamo valutare gli allenatori. La bravura di un allenatore sta nel creare valore dopo una selezione che è stata fatta prima”.

Come Buoncalcioatutti abbiamo visto i vari Consiglio, Barbini, Calvani, tutti ritornati alla base, mentre c’è il tuo zampino nel portare Doumbia, il ragazzo prelevato dall’Altamura. Non l’abbiamo visto tanto giocare, ma tutti ne parlano bene: vuol dire che si va avanti.

“Come dicevo prima, raccogliere una responsabilità così importante è sinonimo di orgoglio, ma allo stesso tempo un po’ di pressione la mette. Il ragazzo dell’Altamura è sicuramente un profilo che pensiamo possa prendere valore nei prossimi anni ed essere un asset del club. Io dico sempre che dobbiamo essere molto oculati negli investimenti, ma anche determinati quando c’è la possibilità di fare un investimento che può produrre valore per il Genoa. Lì essere determinati nel farlo. È quello che stiamo facendo oggi”.

Hai detto in precedenza che siete tutti contenti di quello che succede nella Cantera. La domanda è solamente una: come vede questo futuro del Genoa? Il Genoa è sempre stato costruito con tutti i settori giovanili delle squadre dilettantistiche intorno a Genova e alla Liguria. Continuerà questa opera di scouting presso queste squadre?

“È importante creare la base Liguria e l’ho detto già la prima volta. Oggi lo ripeto: noi dobbiamo essere i migliori sulla Liguria e dobbiamo essere il punto di riferimento per tutti i ragazzini che nascono e crescono su Genova e la Liguria. In parte secondo me già lo siamo, ma dobbiamo diventarlo ancora di più perché dobbiamo essere un po’ un faro guida. Per me un ragazzino che nasce oggi a Genova e in Liguria deve avere l’ambizione e il sogno di giocare al Genoa. Dobbiamo lavorare per fare questo sia a livello organizzativo che a livello d’immagine del club e lo stiamo facendo quotidianamente, ma la base deve essere di ragazzi di Genova e Liguria”.

La società sta lavorando, sta lavorando a strutture per far vivere i giovani e farli studiare. Mancano solamente due o tre campi dove si possano allenare tutti assieme, dove poterli seguire giorno dopo giorno. Ma arriveranno anche quelli…

“Sì, la società e la proprietà sono molto presenti sul territorio da questo punto di vista. Vogliamo fare questo upgrade perché è un upgrade necessario perché deve essere la normalità. Per farlo stiamo lavorando giorno e notte per trovare la soluzione migliore e sappiamo che ci servirà poi un aiuto anche dalle istituzioni e dovremo essere bravi noi a cogliere la mano tesa da parte loro”.

Un’aggiunta finale. Oggi è uscito un nome, il 2007 Marcelo Vaz della Varesina. È una pista possibile? Può essere un ulteriore innesto?

“Noi quando c’è un’opportunità sul mercato sicuramente dobbiamo essere bravi a coglierla. Lui è uno di quei nomi che sono nella nostra short list, però dico sempre che le cose si fanno in due. Step by step. Siamo contenti del fatto che il Genoa oggi si possa posizionare su profili interessanti, però c’è ancora molto tempo per parlarne. Vedremo nei prossimi giorni”.

Domenica avrete un quarto di finale con l’Under 15 contro l’Empoli.Lo rimarco perché è una leva che è partita con un po’ di difficoltà dovuta a infortuni e ha battuto di fatto la squadra che arrivava con i numeri più promettenti per vincere lo scudetto under 15 superandola 3-2 a Cesena. Un bel segnale dalla prima leva del settore agonistico, che rappresenta il futuro di cui parleremo fra 3-4 anni…

“Assolutamente, è un bel risultato, una bella esperienza per i nostri ragazzi. Quando prima vi parlavo del creare valore: oggi il nostro mister Alessandro Maroni è un allenatore molto bravo e competente, che ha fatto vedere che sa creare valore. Siamo contenti e siamo con lui, speriamo che sia una bella partita”.


Genoa Primavera | Mister Sbravati: “Voglio ringraziare questi meravigliosi ragazzi” – VIDEO