All’evento andato di Stelle nello Sport andato in scesa questa sera, Daniele De Rossi, tecnico del Genoa, ha parlato del suo futuro sulla panchina rossoblù:
Dove nasce questo feeling che si è creato con la Genova rossoblù?
“É una delle prime volte che cambio il posto dove sono stato, ho sempre giocato con gli stessi colori. Essere entrati in sintonia così tanto con il tifoso genoano per me è un onore, fa parte del mio lavoro. Sono stato fortunato a trovare una piazza fantastica“.
Vi aspettavate un percorso così?
“Speravamo un percorso positivo. Non pensavamo fosse difficilissimo, perché avevamo visto il carattere dei giocatori che hanno saputo unirsi e hanno fatto tutto con la loro testa, quindi è stato tutto molto più semplice. Ci sono stati momenti in cui eravamo molto vicini alla zona retrocessione, è stato un percorso lungo. Adesso sembra facile, ma è stato complicato e devo ringraziare i miei giocatori, che sono stati incredibili, e la società per la fiducia, perché mi hanno sostenuto anche nelle domeniche in cui abbiamo perso e qualcosa non ha girato per il verso giusto“.
Adesso sono momenti di riflessione, l’hai detto con grande onestà che non prometti nulla…
“No, no, no. Non sono momenti di riflessione, lo facciamo quotidianamente e settimanalmente. Io ho detto cento cose e novantanove erano che qui sto bene, sto da Dio, voglio stare qui, mi vedo qui a lungo termine e che spero di portare il Genoa ad un livello più alto a quello del quale l’ho trovato. Poi sono molto onesto, dico che nel calcio non si sa mai. Quel ‘non si sa mai’ è diventato dieci cose che non ci sono. Sono entrato in sintonia con i giocatori, con i genoani. Prepariamo al meglio le ultime due partite e nel frattempo facciamo l’una o le due di notte a guardare i giocatori, tutto ciò che fanno gli allenatori che sono felici nel posto in cui sono“.
Hai detto che ti piacerebbe portare il Genoa in alto. In questo calcio c’è modo di farlo?
“Poco. Ci vuole pazienza, a volte poca pazienza vuol dire poca programmazione. Puoi rimanere anche dieci anni in un posto, a volte non sei abbastanza bravo a fare risultati e a volte non hanno abbastanza pazienza e lungimiranza i dirigenti. Nel calcio di oggi è difficile pensare di stare vent’anni come Ferguson nello stesso posto“.
Ti faccio due nomi: Scoglio nel 2001 e un po’ di anni dopo Gasperini, entrambi premiati da Stelle nello Sport…
“É un buon auspicio. Io sono appena arrivato e questi sono mostri sacri del genoano e del calcio italiano. Lo prendo come un buon presagio visto che c’è molta strada da fare. Abbiamo fatto bene la prima parte, la storia è ancora molto lunga“.






