Pisa-Genoa dovrà essere, al di là della classifica e della stagione dei toscani, altra gara da Grifoni: non solo blindare il futuro e la panchina di De Rossi senza aspettare il prossimo giugno, viste le tante sirene, per adesso giornalistiche.
Ancora sei fatiche in campionato e la gara con il Pisa è uno step importante per conquistare la salvezza matematica, non facendo calcoli sulla classifica e sulle prestazioni dei toscani nelle 32 giornate di campionato. A Pisa continuano a crederci, in particolare per l’andamento da lumache in fondo alla classifica, fiduciosi che la salvezza era lontana 9 punti e nelle ultime 7 giornate di campionato è sempre a meno nove.
Sotto la Torre Pendente i tifosi non vogliono che penda, al di là del risultato, l’impegno, qualcosa di più per la maglia sempre rispettata dalla tifoseria in tutte le gare e per non compromettere in futuro non solo in Serie A. Gara dai ritmi alti per il Grifone, poche interruzioni e pressing portato da inizio partita dentro la metà campo avversaria.
Non visto il lavoro svolto da De Rossi in settimana, ma il ritornello è quello visto nelle gare ufficiali: correre, ma correre bene. Se non corri soffri con chiunque: fare calcio offensivo con equilibrio tattico tra i reparti e forza fisica.
DDR e lo staff, precisi nel preparare le partite, cureranno le statistiche dei pisani: penultima squadra del campionato in fase di possesso, la squadra che fa meno passaggi e tra le prime per lanci lunghi nella metà campo avversaria. La sfida contro la squadra di Hiljemark dovrà essere molto improntata sulla pressione, cercando di non far scavalcare il centrocampo rossoblù con lanci di lunga gittata.
Le assenze sono tante. In difesa non cambierà nulla: il terzetto schierato sempre in campo ha raggiunto una buona solidità, grazie ai livelli di concertazione nell’impostazione tattica della difesa e in particolare di concentrazione, causa di errori individuali e collettivi del passato, beneficiando di meno gol incassati, la strada della certezza dei risultati. Senza dimenticarsi dei lanci con i piedi di Bijlow e il lancio di rimessa di Ostigard, un corner si aggiunge al gioco.
Le assenze per squalifica sono a centrocampo, Frendrup e Malinovskyi, e sulla corsia laterale. Per contrasti e tackle ci penserà Masini. Per l’altro mediano è l’ora di Amorin? Oltre Baldanzi, a dirigere il traffico tramite spazio e tempo, con Messias dietro i due attaccanti che potrebbero essere scelti in base alle caratteristiche difensive dei pisani. Sulla corsia laterale, se non recupera Norton–Cuffy, dentro Martin con il piede giusto per corner e calci di punizione indiretti. Formazione domani alle 17 su Buoncalcioatutti.
La sconfitta per 3 a 0 in casa della Roma all’ultima di campionato ha lasciato parecchio malumore nella tifoseria. La stagione non è iniziata bene e con Gilardino è proceduta ancor peggio. Con Gilardino: 23 gare, 1 vittoria, 11 pareggi, 10 sconfitte, 17 gol fatti, 40 subiti.
Con Hiljemark, da febbraio 2026, 4 punti in nove gare, una vittoria con il Cagliari in casa, un pareggio all’esordio a Verona, 4 gol fatti (0 in trasferta), 18 subiti.
Il tecnico svedese, anche dopo la gara sotto il Cupolone, non si arrende, rivolgendosi alla matematica; in società stanno ragionando sul suo futuro e sulla prossima stagione in cadetteria, si attacca alle prestazioni e contro Gasperini ha giocato con dieci calciatori che avevano portato in Serie A i pisani, subito sotto dopo tre minuti di gioco con Malen in slalom nella difesa avversaria. L’ex giocatore del Genoa sulla panchina toscana si è consolato sui lanci lunghi di Semper, mai andati a buon fine.
Tutti questi risultati negativi confermano che anche Gilardino si era rivolto alla vecchia guardia perché il calciomercato estivo e invernale, i nuovi ingaggiati, non hanno prodotto risultati non solo numerici ma anche di gioco.
Il capitano Calabresi, più vicino alla realtà, ha chiesto scusa ai tifosi a nome di tutta la rosa, esprimendo la speranza di finire il campionato in modo dignitoso, garantendo che non molleranno e cercheranno di dare il tutto per tutto nelle prossime 6 gare, in particolare davanti a loro.
Tatticamente, fino alla gara con la Roma, hanno giocato con il 3-5-2; all’Olimpico in campo il 3-4-2-1, sempre con le stesse caratteristiche: attacco diretto con lanci lunghi per cercare la profondità, per innescare il centravanti o, meglio dire, per cercare di portare il pallone più semplicemente nella metà campo avversaria. Con il pallone per terra cercano le corsie laterali alla ricerca della profondità senza troppi ornamenti. Quando alzano il baricentro la fase difensiva soffre, lasciando ampi spazi davanti al portiere.
Formazione Pisa: i dubbi sono se recupererà Marin dall’infortunio, ancora giovedì ai margini dell’allenamento; l’altro in attacco è il rientro di Durosinmi, con un ballottaggio a tre per la seconda punta: Meister, Moreo, Tramoni.
Arbitro Crezzini di Siena, 1993, bancario. Alla CAN dal 2025, esordio in Serie A maggio 2025 Udinese-Monza. 9 gare dirette in Serie A, di cui sette in stagione: mai il Genoa, una del Pisa, la sconfitta in casa del Napoli.
Primo assistente: Palermo (Bari), secondo assistente Minuti (Maniago), quarto uomo Colombo (Como). VAR Camplone (Lanciano), AVAR Massa (Imperia).
Diffidati Pisa: Touré. Diffidati Genoa: Marcandalli, Vitinha.
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