Nella trentaduesima giornata di campionato, la giornata di Didimo, San Tommaso che non credeva nelle piaghe di Gesù Cristo fino a quando non le ha toccate, come chi non credeva che l’Inter fosse la più forte. A Como, nei secondi 45’ di gioco, dopo aver sofferto la vivacità e la spocchia del Como e di Fabregas, l’Inter con 4 gol ha rilanciato le speranze di Champions per Milan in caduta libera, Napoli e Juventus senza un gioco che si riprendono, per adesso, la Coppa dalle grandi orecchie da giocare la prossima stagione. La Roma di Gasperini, se sotto il Cupolone finiranno i “pettegolezzi” e i mal di pancia, proverà a cercare l’Europa che conta.

La Dea e la Lazio ormai pensano solo alla Coppa Italia per andare in Europa, il Bologna insegue i bergamaschi a 4 punti. In fondo alla classifica Verona e Pisa continuano a fare i conti con i 18 punti ancora a disposizione e con i 9 punti di distanza dalla salvezza, operazione chimerica.

La lotta per la terz’ultima posizione sarà un duello tra Giampaolo e Di Francesco. Strano il campionato dei lombardi dopo il girone di andata da protagonisti e con il calciomercato invernale rafforzato dalla quantità di veterani. Entrambe le squadre hanno un difetto: pochi gol realizzati e tanti subiti.

Genoa e Parma: manca solo la matematica per festeggiare la salvezza. La Fiorentina, vincente ieri sera, si avvantaggia sul Cagliari a 8 punti dalla zona rossa.

I soliti uomini neri, anzi vestiti di tutti i colori, rovinano il campionato con i VAR troppo presenti o assenti, compresi i moviolisti nazionali, tutti ex arbitri che hanno dimenticato che per il fallo di mano occorre la volontarietà e andare incontro al pallone.

Rocchi al Ferraris per vedere Rapuano, dopo 10 gare in Serie B per errori importanti in gare di Serie A. Esame di riparazione non andato bene, non solo per falli fischiati in modo difforme e non sufficienti disciplinarmente, senza dimenticare l’applicazione della norma del vantaggio.

Baldini guiderà la Nazionale italiana nelle due amichevoli di giugno, fissate in precedenza per allenarsi verso il Mondiale, contro Lussemburgo e Grecia. Curiosità sulle convocazioni del selezionatore dell’Under 21 che non guarderà in faccia nessuno e neanche sarà influenzato da consigli extra calcistici.

La Nazionale non parteciperà al prossimo Mondiale e nelle semifinali europee delle tre coppe europee probabilmente non ci sarà una squadra del campionato, pur imbottita del 70% di giocatori stranieri.

Diciotto squadre della Lega di Serie A hanno presentato la candidatura di Malagò alla presidenza della FIGC, solo Lotito negativo e il Verona che vuole vedere prima il programma. Subito la replica della Lega Nazionale Dilettanti che candida l’attuale presidente Giancarlo Abete, forte di quasi il doppio dei voti il 22 giugno. Sono iniziati i soliti giochi e calcoli politici, altro che rigenerazione del calcio italiano. È il vecchio che avanza, che parte dal tetto e non dalle fondamenta di un calcio in rovina, non solo per l’altra mancata partecipazione al prossimo mondiale 2026.

Roma-Pisa 3 a 0. Pisa messo KO non solo da Gasperini ma dalla tripletta di Malen che affondava nella difesa toscana come una lama nel burro. Partita subito in discesa per i giallorossi. Tripletta di Malen che ha riportato il sorriso a Gasperini con il decimo gol in 12 gare, permettendogli di ritornare vicino alla zona Champions aspettando il risultato di Como-Inter.

Torino-Verona 2 a 1. Il Torino, sotto gli occhi di papà Simeone, batte il Verona con un gol del figlio, il Cholito. Toro raggiunta la salvezza con l’arrivo di D’Aversa in quattro gare, Hellas sempre più inguaiato in fondo alla classifica, con più di un piede in Serie B. Ci hanno provato i veneti mangiandosi gol facili, cosa che non è successa ai granata, a proprio agio negli spazi liberi dell’Hellas.

Cagliari-Cremonese 1 a 0. Colpo sardo verso la salvezza dopo quattro sconfitte consecutive, a più sei dalla terz’ultima. Un unico lampo della famiglia Esposito, Salvatore, con i piedi meglio del centravanti. Per Giampaolo, il nuovo tecnico della Cremonese, si ripresenta il destino contro il Lecce che aveva salvato lo scorso anno. La Cremonese ha giocato meglio dei sardi, impauriti e contratti, in particolare nei primi 45’ di gioco, lombardi usciti completamente di scena dopo il gol sardo.

Milan-Udinese 0 a 3. Povero Diavolo impallinato tre volte dall’Udinese al Meazza. Protagonista Zaniolo, fischiato Leao. Allegri prova il muso lungo giocando con il 4-3-3 ma, alla terza sconfitta in quattro gare, mette a rischio la Champions. Bene i friulani, non solo con la solita fisicità, trascinati da Zaniolo e più concreti sotto porta milanese.

Atalanta-Juventus 0 a 1. Ha quasi ballato la Signora contro la Dea, ha colpito con Boga e poi ha resistito al forcing di Palladino, padrone del campo nel primo tempo. Dea fuori dalla zona Champions, Signora dentro. Spalletti deve ringraziare il ritrovato Di Gregorio tra i pali. Palladino non perdeva da tre mesi, adesso per andare in Europa deve affidarsi alla Coppa Italia.

Parma-Napoli 1 a 1. I ducali hanno fatto un regalo all’ex Chivu. Il Ciuccio ha subito un “raglio” dopo neanche un minuto dall’inizio regalando il gol ai ducali, non solo, anche il primo tempo. Gara in salita per Conte contro un Parma con due linee Maginot davanti al portiere Suzuki. Troppo lento il gioco dei partenopei e anche quando i due tenori De Bruyne e McTominay inventano, Hojlund non trova mai un compagno a supporto per scambiare la sfera. Ai napoletani è bastato velocizzare l’azione per permettere uno scambio del centravanti con lo scozzese per andare in gol. Dopo la rete altro Napoli che ha provato a vincere senza riuscire a far cadere il “muro” di Suzuki.

Bologna-Lecce 2 a 0. Con un gol per tempo il Bologna ha lasciato il Lecce al terz’ultimo posto in classifica. I felsinei salgono a 48 punti, ottavo posto, e puntano ad andare avanti, considerato che il quarto di finale di Europa League al ritorno è già compromesso. Chi dava il Bologna stanco ha sbagliato dopo le tre sberle dell’Aston Villa. L’attacco salentino punge poco e al Dall’Ara ha dormito anche la difesa.

Como-Inter 3 a 4. Dopo 40’ di Como in vantaggio per 2 a 0, con l’Inter a muso corto, negli ultimi due minuti il biscione è diventato un cobra con il gol di Thuram allo scadere, continuando nella ripresa a suon di gioco e blindando mezzo scudetto. Como spavaldo nel primo tempo, ma quando la sua difesa balla sono guai. Nessuno si aspettava che i lariani affondassero nel lago dopo il primo tempo e che prendessero 4 reti, essendo prima dell’inizio della gara tra le migliori difese del campionato.

Fiorentina-Lazio 1 a 0. Risale la classifica la Fiorentina, si porta a più 8 punti dalla zona rossa. Una partita non bella che la Lazio di Sarri ha giocato al massimo i primi 15’ di gioco, proseguendo poi con una gara scialba, producendo poco in fase di possesso. Per la Lazio la classifica sembra non contare più nulla, pensano solo alla Coppa Italia contro l’Atalanta in semifinale. Vittoria che leva tanti pensieri dalla testa del mister viola Vanoli. Protagonista anche l’arbitro Fabbri che ammonisce Noslin della Lazio per simulazione, richiamato al VAR, pur vedendo il pestone di Mandragora da rigore conferma la sua decisione.


Genoa | Effetto Ferraris con DDR: in 12 partite gli stessi gol di tutto lo scorso campionato