Nel dopogara della sfida tra Genoa e Sassuolo (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi dalla sala stampa. Ecco le sue dichiarazioni.

Si aspettava di vincere una partita come questa con tacco di Sabelli, assist di Messias e gol di Ekuban?

Le prodezze di Messias ed Ekuban si sono ripetute quest’anno, non è la prima volta. Il tacco di Sabelli è la notizia del giorno, forse devo farmi due domande. Scherzi a parte, ci sono giocatori che hanno questa maglia sotto la pelle. Lo dimostrano anche con questo pizzico di sfrontatezza che ti fa vincere la partita negli ultimi minuti, una partita che io per primo sapevo di non poter perdere. E’ bello che abbiano il mio stesso coraggio quando affronto le decisioni, le formazioni e le sostituzioni. Lo apprezzo molto. Ho sempre valutato con loro le prestazioni e non solo i risultati, so che anche loro danno tutto in campo“.

Nemmeno sotto tortura dirai che il Genoa è salvo, ma oggi hai raggiunto i trenta punti fatti da quando sei arrivato…

Oggi era molto importante vincere, avevamo questo fastidio della partita persa con l’Udinese. Poi si è sommata la partita persa contro la Juventus meritatamente. Poi va sempre fatto il peso della forza dell’avversario. Oggi abbiamo fatto un ottimo primo tempo, anche se è stata una partita strana. Solitamente quando una squadra gioca bene, l’altra gioca male. Invece la partita è stata piacevole, con un bel primo tempo. Il Sassuolo è una squadra forte sia individualmente che nel collettivo. Nell’intervallo c’è stato un po’ di parapiglia, non doveva accadere. Stavamo in vantaggio. Andremo a Pisa con tre squalificati senza problemi perché giocatori ne abbiamo forti, ma dobbiamo maturare su questo perché, anche se il Sassuolo stava facendo bene, sembravamo in controllo“.

L’uscita di Baldanzi poteva preoccupare, ma poi di qualità ne ha portata Messias…

Avevamo due centrocampisti ammoniti, non mi piaceva averne due giocando 4-4-1. Avevano gente come Matic e Koné, gente che imbuca con grande semplicità. Non potevamo permetterci di giocare in nove. Ho tolto Ruslan che stava facendo una partita straordinaria e ho tolto Baldanzi anche perché abbiamo la fortuna di avere Vitinha, che dove lo metti sta e porta a casa la prestazione. Tutti hanno fatto un’ottima partita, non volevo assolutamente perderla. In altre circostanze avrei fatto un cambio più offensivo, a volte non è andata bene come con il Napoli. Devi essere coraggioso sapendo che i ragazzi ti premiano, alla fine ti porta sempre qualcosa in più”.

Su Baldanzi: “Deve stare più libero rispetto agli altri. Tutti nasciamo innamorati del calcio posizionale di Guardiola, stiamo virando a qualcosa di più fluido e centrifugato. Bisogna girare e mantenere le stesse posizioni, ha libertà ma qualcuno poi deve andare ad occupare la sua posizione. Lui ha qualche libertà in più, come Ruslan e Messias. Se si limitassi a fare solo quello che voglio io, non sarebbe utile farli giocare. Un pizzico di libertà in più ce l’hanno, poi bisogna correre e dare una mano e senza palla bisogna fare sempre qualcosa. Per come giochiamo noi, se uno non corre gli altri vanno in giro per il campo e sembrano degli stupidi”.

Mi rifaccio a Sabelli ed Ekuban. L’affetto per una squadra ti fa dare qualcosa in più?

Si riparte da questo, il Genoa cambierà giocatori perché è fisiologico. Fa parte di come è formato il Genoa, che eredita una situazione anche abbastanza pesante dal punto di vista finanziario. I giocatori che possono e devono essere venduti saranno venduti, ma senza uno zoccolo duro sarebbe molto più faticoso questo ricambio sia generazionale che di moduli e giocatori. Io l’ho fatto per una vita, non ho fatto fatica a spiegare quanto fosse importante oggi proprio perché c’era gente che già lo sapeva. Non volevo vedere una squadra che giocasse per forza meglio di loro, vedere Sabelli che va più veloce di Doig, Baldanzi che va in allungo su Muharemovic e Malinovskyi che vince spalla a spalla con Koné. So quali sono le nostre qualità e i nostri limiti che abbiamo. Noi oggi avevamo troppi stimoli più di loro, volevo vedere questa differenza. Penso che abbiano fatto una grande partita, ma penso che andarsi a prendere la vittoria in quella maniera ci abbia fatto capire che l’abbiamo voluta tanto. Il Sassuolo ha fatto la sua partita, avrei preferito vincere con l’Udinese dove c’era stato un dominio più netto. Ma anche la maniera in cui è arrivato il secondo gol, la squadra ha capito di volerlo di più. Le partite di vincono e si perdono, ma non puoi entrare in campo con un centimetro di stimolo in meno rispetto ad una squadra che ha dieci punti in più.

Che stato d’animo vi porta la vittoria?

Dà sollievo. Quando ho visto il pareggio e la partita che tendeva ad addormentarsi ho pensato ai 34 punti, al fatto di poterci riprovare domenica a Pisa. Dopo l’Atalanta ho detto che festeggeremo la salvezza in questo stadio perché abbiamo una squadra con valori, una società organizzata e una tifoseria devastante. Due punti in più pesano, perché poi ci diamo la pacca sulla spalla su quando meritavamo più punti. Se i punti non li hai fatti non te li ridà dietro nessuno, le partite poi rimangono poche. Noi abbiamo partite non simpatiche, è una vittoria gigantesca. Non siamo salvi, non c’è la matematica. Siamo a +9 e ne mancano 18, non è possibile pensare di essere salvi. Anche per piacere personale, vorrei che fossimo noi a fare i punti e non per forza trovarci a gufare Cremonese e Lecce, che noi continuiamo a guardare. Ma noi dobbiamo fare i punti che dobbiamo fare, se noi facciamo i nostri punti ci terremo fuori da soli da questa situazione“.

Sei l’allenatore più duttile del campionato. Hai cambiato la Roma dopo Mourinho e il Genoa dopo Vieira. Ora ci sarà la possibilità di vedere il vero gioco che piace a De Rossi? Quindi sicuramente non la difesa a tre…

Io nasco amante della difesa a quattro, il 4-3-3 secondo me è il modulo che meglio ti permette di coprire il campo e utilizzare esterni offensivi, come piacerebbe a me. Poi ci sono anche i DNA di un club e le squadre che hanno la predisposizione di giocare in una certa maniera. Una squadra che funziona come sta funzionando questo Genoa non so quanto debba essere stravolta solo perché a me può piacere il 4-3-3. Dobbiamo sempre prestare il fianco a ciò che dice il campo e la nostra rosa. A me piace come gioca il Genoa, il primo tempo mi è piaciuto molto. Questo calcio non è stato perfetto ma va molto vicino a ciò che piace a me. La squadra sa giocare, ma sa anche andare in profondità che è la cosa che fa più male a qualsiasi difesa. Fa male anche a noi quando abbiamo giocatori forti contro. Credo che questa esperienza mi stia migliorando tantissimo. Questo è il succo di fare l’allenatore. Vai alla Roma e fai ciò che pensi possa servire, vai al Genoa e se fai la stessa cosa fatta a Roma sei limitato. Questo me l’ha insegnato una persona che oggi era allo stadio. Mio padre, mia madre e mia sorella erano qui. Sono contenti di averli fatti felici, li ho visti festosi a fine partita e travolti dalla felicità e dal clima incredibile che si respira qui. I giocatori parlano anche quando non parlano e ti dicono come metterli in campo e come costruire questo Genoa e qualsiasi altra squadra“.

Sabelli MVP e che dichiara che farebbe di tutto per De Rossi. Grosso ha detto che sono mancati i dettagli. Il cuore è il dettaglio che ha fatto la differenza?

Mi piace pensare così. Da allenatore dovrei dire di no, dovrei nominare l’allenamento di mercoledì e giovedì. INvece il gruppo che ho trovato fa la differenza. Poi ci sono i limiti, un bel gruppo, ma se vai a Torino e giocano meglio puoi vincere ma è più difficile. Ci sono i livelli, vanno rispettati i giocatori senza prenderli in giro. Per vincere a Torino devi fare una partita perfetta, correre almeno quanto loro e metterci il cuore. Mi sono dispiaciuto nelle frazioni di gara quando siamo un po’ spariti come a Roma e Torino, perché ci sono passato da calciatore come a Manchester o a Barcellona, ma devo per forza avere una reazione. Il secondo tempo era un po’ piatto, ma c’è stata una reazione. I dettagli e il cuore portano tanti punti, noi giovani allenatori non dobbiamo distrarci e pensare di essere scienziati. Noi dobbiamo mettere in campo giocatori che sono pronti a dare tutto per me, per il Genoa, per un bonus, per un premio. Io spingo sempre sul gruppo e sul volere bene a questo stadio e questo club magnifico, ma ognuno ha i suoi stimoli. Alla fine il succo è questo“.

Oggi si è vista una partita a viso aperto da parte di due allenatori italiani, poteva non essere scontato…

Io faccio fatica a parlare di me, mi soffermo su Grosso che è una persona dalla quale cerco di prendere spunto per come gestisce tutto. E’ stato l’uomo di punta del 2006, non è un ragazzo con grilli per la testa. Ha fatto un percorso più virtuoso del mio, più faticoso del mio. Ha fatto la vera gavetta, cosa che io purtroppo o per fortuna ho fatto di meno. Le sue squadre hanno sempre avuto un marchio di fabbrica, sia in Serie B dove ha dominato due campionati e sia in Serie A dove sta facendo cose incredibili. Troppo spesso sento parlare di quelli del 2006, non dobbiamo avere la priorità perché penso che si possa fare l’allenatore senza un eccezionale percorso da giocatore. Penso che Grosso sia la conferma che si possa essere stati ottimi giocatori e ottimi allenatori. Sono contento che sia stata una partita piacevole, il coraggio alla lunga paga. Fermo restando che poi bisogna trasmettere l’importanza di chiudersi e buttare via la palla in alcuni momenti“.


Serie A | De Rossi e Grosso prima volta contro in Genoa-Sassuolo – LIVE DALLE 12.30