Dopo la vittoria ottenuta in trasferta dal Genoa Primavera sul campo del Lecce, Jacopo Sbravati, allenatore dei Grifoncini, ha parlato ai nostri microfoni.

Qual è il peso di questa vittoria, fondamentale per la priorità che avete sempre messo davanti a tutto, che è la salvezza?

“Siamo estremamente orgogliosi dei nostri ragazzi, fare una prestazione di questo livello contro un avversario forte ed esperto come il Lecce (nelle ultime 17 partite una sola sconfitta) deve dare loro consapevolezza e autostima. Siamo arrivati a questa gare veramente ristretti nei numeri e questa è la vera vittoria del gruppo e di chi ha perseverato nel lavoro fino ad oggi. Dedichiamo questa vittoria a nostri due ragazzi che sono stati sfortunati e che hanno subito due gravi infortuni, Salem Albè e Joi Nuredini”. 

La seconda domanda è su come è arrivata. Ho visto ragazzi che hanno giocato uno per l’altro, ancor più di altre volte. Hanno provato a fare segnare Zulevic e nel primo caso è nato il gol di Odero, nel secondo è arrivato il gol dello stesso Zulevic con esultanza collettiva. Un bel segnale…

“La gara è stata molto ben interpretata, buon approccio e buon atteggiamento fin dai primi minuti, cosa che avevamo già dimostrato con Napoli e Monza. In non possesso abbiamo dato ritmo e aggressività, con la palla c’è stato coraggio nel palleggio e generosità nelle corse senza palla. Sono gare che fanno crescere individualmente i nostri ragazzi, considerando anche la fisicità e la qualità dei singoli del Lecce. Siamo felici per Zulevic, aveva bisogno di ritrovare questo gol, l’esultanza e la gioia condivisa è solo una conferma di quanto si vogliano bene tra di loro i ragazzi”.

State riuscendo a conciliare molto bene, anche contro squadre come il Lecce di oggi, più grande e con un 2005 dentro, il fatto di avere infortuni e, soprattutto, giocatori stabilmente in prima squadra. Forse mai come quest’anno nei numeri…

“Avere ragazzi che si allenano stabilmente con la nostra prima squadra è motivo di grande orgoglio per noi, è il primo dei due obiettivi che ci ha dato la società. Inoltre avere un allenatore come De Rossi che segue e valorizza con coraggio i nostri ragazzi è una fortuna per la loro crescita e per tutto il movimento.  Altre società hanno altre politiche, squadre più vecchie e fortemente competitive, costruite con l’obiettivo di vincere e/o fare i play off. Il focus del Genoa è un altro, i fatti lo dimostrano chiaramente”.

Quanto le dispiace per il rosso a Lafont, che credo la abbia costretta anche a togliere Bellone entrato da una ventina di minuti?

“Dispiace per Gael, ha fatto una super partita. È stato provocato e colpito con una testata, il direttore ha preferito sanzionare entrambi, probabilmente per calmare la tensione post rigore sbagliato.
Bellone era al suo esordio, è entrato benissimo, abbiamo dovuto sacrificare un attaccante perché mancava ancora un quarto d’ora ed eravamo in assenza totale di centrocampisti in quel momento, ha capito la scelta da ragazzo intelligente e sensibile qual’è. Oggi a fine gara si è respirato qualcosa di speciale, eravamo tutti molto emozionati e felici, dal direttore che ci ha sostenuto e supportato in ogni istante , passando da un super Staff, per arrivare ai ragazzi, momenti che rimangono dentro e danno forza e fiducia per il futuro di ognuno di noi”.


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