Nel dopogara della sfida tra Juventus e Genoa (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi dalla sala stampa. Ecco le sue dichiarazioni. “La formazione dopo un primo tempo brutto potresti dire che non la rifaresti, sicuramente ho sbagliato qualcosa nelle uscite. Forse le ho spiegate male, non erano quelle giuste per quei giocatori – esordisce De Rossi dalla sala stampa dell’Allianz – Non riuscivamo ad essere aggressivi, vero che abbiamo preso gol dopo tre minuti su un rimpallo e mentalmente non ci ha avvantaggiato. Ma ci sta di prendere gol e si deve reagire. Anche a Roma non avevamo reagito, se penso a due momenti brutti della mia esperienza al Genoa penso al primo tempo di Roma e al primo tempo di stasera. C’è stata una reazione, ma a volte è inutile parlarne perché contro queste squadre un tempo può non bastare. Nel secondo tempo abbiamo rischiato di prendere gol subito. Sicuramente si poteva riaprire la partita e finire con un quarto d’ora diverso e magari di paura per loro, ma se fosse arrivato il pareggio non sarebbe stato meritato. Il rigore? Il rigorista dopo Malinovskyi era Messias, ma anche lui era uscito. Anche lui li calcia bene in allenamento, come punizioni e calci d’angolo. I rigori li hanno sbagliati tutti, senza citare o scomodare giocatori importanti. Secondo me è stato bravo anche il portiere. Abbiamo fatto un bel secondo tempo, ci avrebbe potuto dare un spinta emotiva e a loro mettere paura. Non avremmo meritato di pareggiare, non si tira addosso la croce a nessuno. I rigori si sbagliano e si segnano. Il prossimo lo segneremo“.
Di rigori ne sono stati tirati otto e sbagliati quattro. Pensi possa diventare un peso tirarli?
“I giocatori sbagliano i rigori e se vanno a ricalciare possono avere una componente mentale o di stress. Aaron era il primo rigore che tirava, non penso che questo abbia colpito la squadra questa cosa qui. Ne abbiamo sbagliati alcuni importanti, come con il Parma e il Milan. Eravamo in una striscia di rigori positivi, i rigori si sbagliano. Soprattutto se un portiere di due metri sceglie l’angolo giusto“.
Chiuso questo turno avete un vantaggio di sei punti. Avete due partite che sono quelle che possono togliervi definitivamente dai giochi?
“Dovessimo fare sei punti, sicuramente faremmo un bel balzo, Ne prepariamo una per volta, prima il Sassuolo che è in salute e ha battuto il Cagliari e pareggiato qui. Ha qualità davanti simili alla Juventus, con le dovute proporzioni. Giochiamo in casa, ci sarà caldo a livello climatico e anche a livello ambientale. Dobbiamo sfruttare tutto, prepariamo una partita per volta. Abbiamo vinto con la Roma, non è detto che con Atalanta, Milan e Como non potremmo fare punti qualcosa non succedesse con il Sassuolo. Siamo sereni perché non siamo mai stati sereni. L’unica cosa che cambia è il distacco immutato con un’altra settimana passata. Io ho sentito parlare del prossimo anno, di mercato, di decimo posto. Io finché non sono salvo matematicamente non dormo la notte, perché so dove siamo partiti“.
Nel primo tempo si è visto forse il Genoa di Roma. Quanto è stato importante vedere Baldanzi con la sua sfrontatezza?
“Noi l’abbiamo preparata così, la cosa peggiore che puoi fare alle squadre forti è togliere loro la palla. Non puoi fare il 70% di possesso palla con la Juventus, ma puoi levare la palla e spezzare un po’ il ritmo. Lo fai vincendo qualche duello, qualche seconda palla e pressioni. E facendo correre loro a vuoto quando salgono aggressivi, altrimenti non c’è verso di portare le penne a casa contro una squadra del genere. Vedere Baldanzi in queste condizioni mi ha fatto piacere, abbiamo avuto il dubbio prima della partita. Negli ultimi giorni stava così, ma in alcuni giorni ha avuto un po’ di rigidità nella parte infortunata tempo fa. Un po’ la paura e un po’ la voglia di dare fiducia a Junior, che aveva fatto buone partite. Ma sono contento, anche Masini e i ragazzi davanti sono entrati bene. Tommaso penso possa cambiarci la squadra, l’ho preso per quello. Se sta così penso possa farlo nelle ultime sei o sette partite“.
Il primo gol ha segnato la partita. Ha dato una scossa all’intervallo?
“Era difficile cambiare, avevamo preso quell’andazzo. Io devo comunicare la scelta giusta all’inizio, non all’intervallo. Il 90% delle volte questi ragazzi hanno fatto partite incredibili, se una volta non la fanno e tutti vanno in difficoltà penso che ci sia il merito e il valore dell’avversario e una lettura sbagliata mia. Io sono fallibile, ne sono consapevole. Sono ragazzi che vogliono rubare la palla alla Juevntus, ma penso che anche loro debbano essere esigenti con loro stessi. Io vado a casa sapendo che il primo tempo non l’ho preparato bene. Non penso che loro hanno fatto di meno, ma loro devono pensare a cosa avrebbero potuto fare meglio. Nel secondo tempo erano quasi gli stessi giocatori in campo, se levi un po’ di ritmo e palla sbagliano anche loro. Abbiamo preparato la partita pensando di poterla fare, ci sta che a volte non ti riesce. Ci sono giocatori molto forti, tante squadre sono meglio di noi“.
Questa sera i tifosi della Juventus ti hanno accolto con degli applausi e nel 2019 avevano appeso uno striscione per te in tribuna. Che effetto ti ha fatto?
“Li ringrazio, mi ha fatto piacere e non me l’aspettavo. Ma non perché ci fosse chissà quale acredine. Io nella mia carriera credo di aver dato un’immagine ben chiara di me, che è una doppia immagine: in campo ero una persona non piacevole da vedere e contro cui giocare, ero uno che viveva questo sporto e questo lavoro nei novanta minuti con la bava alla bocca. So che chi mi guardava in tv o dagli spalti mi ha maledetto diverse volte, gli stessi tifosi del Genoa mi raccontano sempre quanto stessi loro antipatico quando giocavo contro il Genoa. Cerco di crearmi una nuova carriera e penso si possa andare oltre al fatto che fossi fastidioso in campo. Fuori dal campo penso di non aver mai straparlato, ma di aver detto sempre la mia verità essendo onesto, che alla lunga nella vita paga (e anche davanti ai microfoni)”.
Possono giocare insieme Baldanzi e Messias?
“Perché no, assolutamente sì. Anche se penso che loro esprimano il loro calcio migliore partendo, bene o male, dalla stessa mattonella. Se mettiamo Baldanzi, Messias, poi mettiamo Malinovskyi e due punte rischia di essere un pochino troppo. Dovremmo adottare giocatori che stanno facendo molto bene e che diano equilibrio alla squadra, ma tutto si può fare. Mi piace mettere giocatori di qualità in campo, mi piace l’idea di averne ancora di più, ma poi alla fine vedi che alcune delle migliori partite fatte le abbiamo fatte con Masini, che non ha quel palleggio e quella delicatezza tecnica, ma è uno che magari quelle due palle che Baldanzi e Messias si tengono, lui le va a strappare dalle gambe degli avversari. Il calcio non è solo palleggio. Loro sicuramente possono giocare assieme, ma c’è anche un discorso di equilibrio e ordine che devo controllare e tenere d’occhio”.
Ad un certo momento il possesso palla diceva 76% Juventus e 24% Genoa. Cosa non ha funzionato? Il recupero palla, le seconde palle, le risalite…
“Tutto, quando non riesci ad essere aggressivo il possesso palla degli altri aumenta. Qualche volta la Juventus la palla la ha persa e la ha sbagliata, a volte eravamo costretti a calciare perché venivano a pressarci forte e non abbiamo vinto le seconde palle. È tutto un insieme di cose, altrimenti non si vedono quei numeri lì. Anche se poi la Juventus capita che metta nella loro metà campo pure squadre più forti di noi. Non ha funzionato molto il blocco basso, rimaneva blocco basso in maniera passiva. Evidentemente non l’ho spiegato bene, non li ho disposti bene in campo e non l’ho letta bene nel primo tempo. Nel secondo tempo non è che siamo diventati dei palleggiatori così abili da poterli sfiancare col possesso palla: abbiamo semplicemente fatto le corse in maniera più giusta. Forse avevamo un po’ meno paura di sbilanciarci e davamo meno la partita quasi per persa e a volte pensarla così magari non nuoce”.
C’è qualcosa di buono che porta via il Genoa da questa partita?
“Il secondo tempo che abbiamo fatto è un secondo tempo importante, alcune squadre si sono portate vie un punto giocando in modo rinunciatario, avendo tanta fortuna nei duelli e negli episodi. Non che noi meritassimo di pareggiare, assolutamente, ma il secondo tempo è stato fatto come mi immaginavo tutta la partita. Evidentemente Spalletti si aspettava tutta la gara come il primo tempo, ma quando giochi un buon secondo tempo e nel primo tempo una squadra più forte di te gioca un buon primo tempo, è probabile che negli episodi loro riescano a fare gol e tu no”.
Lei non ha peli sulla lingua. Quello che ha fatto fino adesso la soddisfa? Ci sono correttivi da fare?
“Ci sono tantissimi correttivi da fare. Penso che impari più da una partita del genere, contro un allenatore così forte, che vincendo tante partite. Quando si parla di esperienza è questo: perdere partite e analizzarle in maniera onesta. Penso lo faccia qualsiasi allenatore, ma io penso di farlo anche pubblicamente. Quando faccio una formazione sbagliata ve lo dico, mentre alcuni si aggrappano all’arbitro o ad altro. A me non interessa, non voglio dimostrarmi infallibile perché so di non esserlo. In tanti anni di calcio sono arrivato secondo in carriera nove volte: nei primi anni vincevamo 23/24 partite, ma Juve o Inter magari ne vincevano 26. Vuol dire che puoi fare le cose bene, ma non essere il migliore. Questo ti fa accettare il fatto di non essere infallibile come persona. Non vedo l’ora di perdere qualche partita, sperando un po’ di meno, e di raggiungere gli obiettivi. Anzi, l’unico obiettivo che ho nella mia testa da cinque mesi a questa parte: salvare il Genoa“.
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