Quello successo dopo la sconfitta contro la Bosnia e la mancata partecipazione al terzo Mondiale di calcio consecutivamente ha scatenato i commenti del web non solo dei tifosi, ma anche di coloro che non avevano fatto nulla per salvare la partecipazione italiana in precedenza, come la FIGC, la Lega Serie A, soprattutto i politici e i dirigenti di società della massima serie.
Dov’erano tutti questi personaggi quando non veniva concesso di fermare una giornata di campionato prima di quella dovuta alle due gare degli spareggi e neanche concedendo uno stage settimanale al tecnico?
Sperare è pazzesco, ancor di più ingenuo: sperare è stato farsi complici di una situazione dichiaratamente fallimentare. Siamo da tempo su una strada errata, non solo con la nazionale di calcio, e non valgono per l’ennesima volta attenuanti e alibi. Di quanto accaduto hanno tutti colpa: i dirigenti della FIGC, la Lega di Serie A e le società di Serie A.
Adesso solamente il bisturi potrebbe sanare il corpo verminoso del nostro calcio, non solo con la nazionale. Non è più assolutamente sopportabile che anche il calcio venga attentato da dirigenti calcistici e da politici, come succede in tutte le vicende quotidiane con il pallone non in gioco.
Le lezioni del passato non sono contate nulla e non sono state messe a frutto, ma dopo la sconfitta con la Bosnia e le parole degli addetti ai lavori non possiamo altro che temere il peggio, e non sarebbe più ammissibile.
Uscito Gravina, bisogna aspettare il 22 giugno per avere un altro Presidente della FIGC e un altro allenatore o selezionatore della Nazionale. Come in politica ci saranno le primarie che non conteranno nulla, con i soliti tromboni dello sport italiano, se non presenteranno un programma di riforme del calcio italiano da mantenere subito e non solo a parole, compresi gli stadi da ristrutturare, anche se non nuovi, con supermercati e outlet annessi.
Occorre un Presidente dentro i giochi che per una volta non si faccia guidare dalla politica, assumendo i figli dei ministri in FIGC per rimanere a galla, e neanche dai presidenti di società che alla nazionale ci tengono solamente quando ci sono le convocazioni e quando giocano i propri selezionati per aumentare il valore commerciale.
Dopo ogni debacle pesante della Nazionale di calcio si parla di giovani e di scuole calcio da crescere, compreso l’ultimo tentativo di Gravina scritto nel pezzo di giovedì sulla rivalutazione del calcio di base, andato subito a ramengo dopo la sconfitta mondiale.
Si parla di crescita del calcio giovanile. Bisognerebbe fare un referendum: quanti dei tromboni sfiatati che criticano, compresi giornalisti sportivi e politici, hanno seguito il Campionato Primavera 1?
Campionato in mano a degli scappati di casa per avere spiccioli di diritti TV, con pochi mezzi e telecamere. La Primavera del Genoa giocherà il giorno di Pasqua alle ore 13. Vergogna ancor di più ampliata con le giornate allungate fino quasi alle ore 19.45. Occorrono un Presidente e un dirigente che non siano proni alla Lega di Serie A e ai presidenti della massima categoria.
Non occorre un Presidente che allontani gli stranieri dal campionato di Serie A, B e Primavera, ma che imponga ai presidenti di società e ai direttori sportivi di non far arrivare calciatori tramite l’algoritmo o tramite video, anche professionali, confezionati da procuratori e agenti. Occorre che arrivino campioni come nel passato, altrimenti puntare sui nostri giovani.
Occorre che il Governo italiano non neghi la cittadinanza ai giovani stranieri nati in Italia. I migliori calciatori delle altre nazionali di calcio sono tutti in nazionale pur essendo nati da genitori stranieri. Invece i giovani stranieri nati lungo la penisola non possono giocare in nazionale fino al compimento del diciottesimo anno di età.
Per quanto riguarda il prossimo CT della Nazionale, altre “primarie” con i soliti nomi italiani ed esteri che non sono riusciti nel passato a far crescere la nazionale, pur pagati profumatamente. Occorre qualcuno che conosca il calcio giovanile, ad esempio Silvio Baldini, visto giocare un calcio europeo da parte dei giovani dell’Under 21 pronti a traslocare in quella maggiore.
Baldini sarebbe troppo ingombrante e scomodo per FIGC, Lega e presidenti di società: con il suo carattere non le manderebbe a dire a nessuno, pronto a denunciare senza peli sulla lingua le nefandezze che caratterizzano il calcio italico.
Gravina ha sbagliato tanto, ma non meno di coloro che lo hanno eletto con il 98% dei voti all’ultima assemblea da tutte le componenti del calcio italiano: associazioni calciatori, allenatori — non gli arbitri, che l’ultima volta non hanno votato — Lega di Serie A, Serie B, C e dilettanti.
Gattuso ci ha messo il cuore, la grinta e la voglia di azzurro, ma nella partita in Bosnia ha sbagliato. Tanti sono gli analisti in nazionale che studiano gli avversari e nessuno si è accorto che la Bosnia aveva un solo gioco importante sulle corsie laterali, con giocatori di gamba e dribbling pronti a fare cross interessanti per gli spilungoni compagni, affrontandoli con un sistema di gioco non all’altezza.
Gattuso e la sua panchina di campioni del Mondo e altri collaboratori, dopo il gol di vantaggio, dovevano cambiare strategia passando a un 4-4-2 più realistico per bloccare le iniziative sulle corsie laterali, dove si è persa la qualificazione al prossimo mondiale: avrebbero finito la partita undici contro undici.
La Federazione, Gravina, pur essendo vicepresidente dell’UEFA, avendo i designatori arbitrali mondiali ed europei italiani, politicamente non contano più nulla se un direttore di gara, in un grosso dubbio, non ha ricorso al tanto vituperato VAR, se c’era a Zenica.
L’ennesima Waterloo del calcio italiano farà forse — non vale illudersi — finire una situazione veramente insostenibile e insopportabile? Per quanto riguarda la selezione dei futuri calciatori, venga attuata da tecnici e non da ignoranti eternamente condannati alla filosofia senza idee, legate solamente alla loro esperienza.
CT pronti ad avviare in nazionale atleti giovani in grado di esaltare la penuria di qualità vista negli ultimi 15 anni. Nell’attuale Under 21, 4/5 sono pronti e bisognerà mandarli subito in campo. Altrimenti, come racconta Alessio Semino, fra quattro anni saranno già vecchi se non giocheranno nei loro club. Chi prenderà le redini della Nazionale dovrà chiedere di giocare gare mensili della nazionale infrasettimanali con i club di Serie A.
L’ennesima magra non trova spiegazioni e in non pochi errori congrui vittime di facilonerie, leggerezze, sperperi indecorosi e colpevoli. Tutto successo sotto l’egida del CONI e del Ministro dello Sport, ricordando che la prossima purga al calcio italiano porterebbe, come sempre, successo e intasamenti nei WC se non verrà fatta con attenzione per sterminare le metastasi del pallone che non rotola più, non solo in nazionale.
Il campionato oggi torna nella deplorevole situazione vista fino alla 30ª giornata di campionato, giocato nei giorni di Pasqua con le uova già rotte dalla nazionale di calcio, a scontare la sua elefantiasi con moduli, errori arbitrali e di VAR, con il 70% di calciatori stranieri in campo, numero inferiore solo alla Premier League che recluta i migliori e superiore del 60% alla Spagna che continua a vincere.
Buona Pasqua!
Serie A Women | Genoa Women fa visita al Napoli Women – LIVE DALLE 12.30











