Fondazione Genoa e ACG (Associazione Club Genoani) hanno presentato oggi il progetto delle tredici mappe che rappresenteranno il filo conduttore che lega Genova e il Genoa. Tale iniziativa non poteva che essere presentata nell’ambito del convegno dal titolo “Genova è il Genoa“.
In via XX Settembre 41, in un convegno che ha ruotato principalmente intorno alla figura di James Richardson Spensley, sono stati presentati un bellissimo video sulla storia del Genoa e del suo padre fondatore e la mappa che tocca tredici punti chiave che legano la città di Genoa e il club rossoblù (focus in fondo all’articolo).
Il convegno, con la partecipazione di Marco Pellegri (Travel Manager e addetto ai rapporti con l’ACG del Genoa) e Luca Russo (Responsabile comunicazione rossoblù), si è svolto alla presenza di Marco Bucci, Presidente della Regione Liguria, e dell’Assessore regionale al Turismo Lombardi. Ad aprire la presentazione il convegno Paolo Caricci, Presidente ACG, che ha voluto ringraziare in primis le istituzioni citate nella riga sopra, ma anche il Capo di Gabinetto del Presidente della Regione Liguria, l’Ammiraglio Nannini, e l’Ambasciatrice onoraria britannica Denise Dardani.
“Genova è il Genoa” e “Genoa is Genova” è un sentire comune a tutte le famiglie genoane che fa parte della pubblicistica e della storiografia del Genoa” ha sottolineato l’autore e ricercatore del Gruppo Storico Genoa CFC, Massimo Prati in apertura di convegno. Viene dato il “la” agli interventi coordinati da Massimo Calandri, giornalista sportivo che ha curato anche l’edizione del libro “Siamo la Fossa dei Grifoni”, che ha permesso di raccogliere decine di migliaia di euro donati alla Gigi Ghirotti (clicca QUI per saperne di più).
A seguire, dopo i saluti istituzionali, si è tenuto un dibattito incentrato proprio su James Richardson Spensley, tra i padri fondatori del Genoa CFC (inaugurò la sezione sportiva calcistica nel 1897) e – tema non secondario all’interno del convegno – dello scoutismo in Italia. Agli interventi citati nell’articolo sono seguiti quelli dello scout e scopritore della tomba di James Richardson Spensley Mario Riggio, che ha presentato alcune foto inedite di Spensley come scout fino al suo arruolamento, nel 1914, durante la Prima Guerra Mondiale, e quello di Giorgio Guerello, che ha chiuso la serata ed è membro del Consiglio di Indirizzo della Fondazione Genoa.
LE PAROLE DEL REGGENTE DELLA FONDAZIONE GENOA SEGALERBA | “In questa sede mi sento a casa perché è coinvolta una delle istituzioni più importanti della storia del Genoa, l’ACG, che raduna centinaia di club che vivono di Genoa, che aggregano passione nel nome del Genoa e della cultura genoana. Questo è anche lo scopo della Fondazione Genoa, che quest’anno compie vent’anni ed è nata proprio per valorizzare a tutto tondo la valenza culturale, non solo quella sportiva, della comunità genoana. Per questo, da vent’anni, col nostro insostituibile Comitato degli storici che oggi è qui presente, ha prodotto cultura, appuntamenti di assoluto rilievo, pubblicazioni, quaderni della Fondazione, collaborazioni come quella col Console britannico. Sono state fatte conferenze dedicate alla presenza degli inglesi a Genova e nel Genoa. Dicevo di sentirmi a casa perché la comunità genoana, e soprattutto la parte culturale, oggi sta collaborando attivamente in un clima di grande amicizia e armonia e soltanto quando si collabora in questo modo si riescono a raggiungere degli obiettivi non semplici insieme e si riescono a valorizzare le esperienze personali e i punti di forza che ciascuna organizzazione può mettere a disposizione degli altri. Noi dobbiamo essere orgogliosi di questo. Siamo stati la prima squadra d’Italia, il primo club in Italia, e posso dire con orgoglio che la Fondazione Genoa, questa gamba culturale del mondo genoano, è stata la prima organizzazione di questo genere in Italia e vorrei anche dire che la Fondazione ha l’orgoglio di curare il Museo del Genoa, che è in assoluto il museo più importante, quantomeno dei primi decenni del calcio italiano, con cimeli insostituibili come la Challenge Cup, che rappresenta il primo campionato, i primi tre campionati vinti tutti da Genoa, e poi la Coppa Fawcus o la palla Dapples“. Dopo aver portato i saluti dell’altro Reggente della Fondazione Genoa, Beppe Costa, Eugenio Segalerba rilancia anche che a breve saranno comunicate alcune iniziative per i vent’anni della Fondazione Genoa, una segnalazione che viene fatta in chiusura di intervento.
LE PAROLE DEL PRESIDENTE REGIONALE BUCCI | “Ringrazio per l’invito, una piacevole sorpresa. Una piacevole sorpresa perché sapete che non sono tifoso di calcio, ma ogni tanto seguo. Lo facevo soprattuto da Sindaco, ma lo faccio ancora adesso. Soprattutto mi interessa sapere quali sono le pulsazioni dei cittadini. Sentire che i cittadini genovesi sono così appassionati per il Genoa è una cosa che, vi assicuro, anche confrontandomi con altri sindaci, fa dire a tutti che la passione che i genovesi hanno per il Genoa non è seconda a nessuno. Un dato molto positivo. Vuol dire che c’è anche affetto, non solo tifo, e talvolta bisogna distinguere. Il tifo talvolta porta a situazioni che non sono positive, ma l’affetto per una squadra, come l’affetto per un’associazione, come l’affetto che ho io per gli scout, sono cose che rimangono nella vita, dalle quali non ti staccherai mai. Sono valori enormi, che ti portano a fare anche cose che non ti aspetteresti”.
“Stasera siamo a parlare di Spensley e sono contento che ci sia anche la console inglese. Spensley ha seguito una missione del suo Paese, è venuto qui da noi e si è innamorato. Si è innamorato del modo di vivere della nostra città e ha soprattutto partecipato nel fare cose assolutamente importanti. Mi avete mandato il materiale, ho letto il materiale, mi sono reso conto che il Genoa Cricket and Athletic Club non l’ha fatto Spensley, ma l’hanno fondato prima. Questo io non lo sapevo, quindi l’ho imparato oggi e grazie per avermi dato questa opportunità. Il Genoa Cricket and Athletic Club ho scoperto che lo hanno creato prima e lui arrivò quando alla parola “Athletic” si sostituì la parola “Football”. A lui bisogna dare l’onore per aver portato avanti il discorso del football. Poi è stato giocatore, ha giocato anche tanto, ha fatto anche allenatore, quindi è un personaggio che ha fatto tanto per la nostra città, oltre ad avere gestito tutti gli equipaggi inglesi delle navi che venivano in città, perché non dimentichiamo che il suo lavoro era quello. Lui è stato un medico, medico per gli equipaggi inglesi che venivano qui in città perché tutte le navi inglesi a quell’epoca passavano da qui. Anche adesso, ma all’epoca ancora di più. Quindi voglio dire, parliamo di un personaggio veramente multitasking, complesso, capace di fare tante cose. È un personaggio che ha fatto tanto per questa città”.
“Spensley ha portato qui a Genova, prendendo spunto da un altro inglese, Lord Baden-Powell, gli scout, un’esperienza educativa per i giovani che lascia il segno, lascia il segno con la passione esattamente come c’è la passione per la squadra di calcio. Io ci sono stato 15 anni, ho fatto anche il capetto quando ero più grande, sono andato via a 27 anni, ma questa esperienza me la porto dentro. Me la porto dentro perché come la squadra di calcio, come chi lavora in una squadra, così anche negli scout si imparano cose importanti. Sapete cosa vuol dire stare in una squadra e stare in una squadra vuol dire intanto imparare a faticare, imparare talvolta a soffrire, imparare lo spirito del team, imparare che talvolta è meglio che tiri tu perché sei in una situazione migliore di me: io ti passo la palla, così il gol lo fai tu anziché io. Spensley ha fatto tanto per la nostra città e per l’Italia stessa. Football e scoutismo sono entrati in Italia per merito suo. Purtroppo le cose partite bene, a volte finiscono male: morì in guerra come un altro Genoano, Luigi Ferraris, che è morto nella stessa guerra e guarda caso anche lui era del Genoa. E guarda caso oggi il nostro stadio ha il nome di questa persona, mentre non abbiamo nulla che riguardi lo sport di Spensley. Questo è un problema che forse dovremmo risolvere, dico bene? Dovremmo fare qualcosa, vero o no? Sarebbe bello se il Genoa come club facesse un’istanza perché, magari suggerendo un campo da calcio, una statua o un’attività, il personaggio vanga riconosciuto: ha fatto tanto per la nostra città ed è giusto che noi lo riconosciamo. Quindi l’appello che voglio fare a voi e a noi come Regione Liguria, che sicuramente seguiremo: facciamo qualcosa per dare un riconoscimento, da parte della nostra comunità, a questo personaggio che ha fatto così tanto per tutti. Oggi siamo in un clima di guerra purtroppo, dove tante cose non sono più come 3/4 anni fa. Come ciascuno di noi, come tutti i tifosi, non ha mai perso la speranza nella propria squadra di calcio o di qualche altro sport, così noi non dobbiamo mai perdere la speranza in quello che sarà il futuro, soprattutto per i nostri figli. Anche voi avete fatto tante cose in passato – io me le ricordo – che hanno avuto una rispondenza nella società civile, non solo beneficenza, ma anche cose fatte bene, cose fatte per la comunità civica”.
A seguire, dopo un intervento abbastanza lungo del Presidente regionale Marco Bucci seguito da quello dell’Assessore regionale al Turismo Lombardi, avrebbe preso la parola la Console onoraria britannica Denise Dardani. “Genoa è Genova, mia città di adozione. Sono sempre felice di rappresentare la parte britannica di questa storia magnifica. Siamo quasi arrivati a 133 anni dalla fondazione. Ho già partecipato alla commemorazione di Spensley nel 2015 e nel 2018. Ci sono, la mia famiglia è completamente genoana, dai figli ai nipoti. Sono contenta di essere qui perché mi sento di essere in famiglia“.
I TREDICI PUNTI CONTENUTI NELLA MAPPA
- Via Palestro, luogo di Fondazione del Genoa
- Villetta Serra, sede del Genoa in un periodo che va dagli anni Dieci agli anni Venti
- Salita Santa Caterina, dove Pasteur aveva un negozio di articoli sportivi (da qui partiranno le prime segnalazioni di connessioni tra club e luoghi simbolo della città, da Galleria Mazzini a Galleria Sivori)
- Salita Dinegro, prima sede della Fondazione Genoa nel 2006 e del Museo del Genoa nel 2009
- Via Luccoli, dove Gugliemo Stabile abitò come prima residenza non appena arrivato a Genova (rappresenta anche l’ingresso vero e proprio nel Centro Storico di Genova)
- Piazza Campetto, punto chiave per la storia del Genoa perché luogo di residenza di James Richardson Spensley all’ex Hotel Union (anche sede del Genoa)
- Chiesa delle Vigne, luogo intorno al quale ruota nuovamente la figura di Spensley come padre dello scoutismo
- Piazza Banchi, dove si trova la Chiesa di San Pietro in Banchi con tutta la storia che porta con sé
- Via San Luca, storica sede genovese dell’AIA (di cui fu arbitro anche uno dei vincitori del primo scudetto del Genoa, Ghiglione)
- Museo del Genoa
- Cattedrale di San Lorenzo, che associa il bombardamento del 1941 con la bomba inesplosa presente in cattedrale nella stessa data di un incontro del Genoa contro la Juventus
- Polleria Catto
- Piazza De Ferrari, proposta intanto come luogo di incontro dei tifosi del Genoa negli anni Dieci e Venti. Poi come sede del Genoa dagli anni Trenta agli anni Sessanta, luogo di incontro della Rametta fino ai primi anni Duemila e luogo di festeggiamenti, da quelli successivi agli spareggi del 1968 con gli altoparlanti in Piazza a quelli dopo Genoa-Lecco del 1973 e dopo l’ultima promozione del 2023












