La trentesima giornata di campionato è rappresentata nel numero perfettamente dalla Smorfia napoletana. Il numero 30 è associato alle “palle del Tenente”, un riferimento che non si riferisce alla parte anatomica ma alle palle di cannone, quelle che si dovranno sparare nelle ultime 8 giornate di campionato in testa e in fondo alla classifica.
L’Inter rallenta, Milan e Napoli in particolare pensano di poter raggiungere la prima posizione. Più Conte, visto il calendario, che Allegri. Conte ha recuperato tutti i pezzi da 90, Allegri è alle prese con Leao; recuperato il capriccioso con il centrocampo a disposizione, Modric ma soprattutto Rabiot: con lui in campo si vince, Allegri ci spera.
Il problema per tutti, compresi Juventus e Roma, è il Como che vince da 5 giornate e la freschezza della sua gioventù potrebbe fare la differenza. Spalletti e Gasperini sperano che la sosta possa riportare in campo Vlahovic e Soulè.
In fondo la lotta potrebbe essere tra Cremonese e Lecce, dopo la vittoria in casa dei ducali del nuovo tecnico Giampaolo. Tutte quelle davanti devono stare in campana e sbagliare il meno possibile.
Altra giornata non felice per la classe arbitrale e i falli di mano, per demeriti dei VMO che sbagliano il difficile equilibrio tra decisioni in campo e Var. Il Var non richiama più gli arbitri per episodi che possono essergli sfuggiti ma anche per qualcosa che reputano, davanti ai televisori, valutato in maniera non adeguata con dei fermi immagine, evidenziando a dismisura gli eventi dal vivo giudicati correttamente dall’arbitro. Il problema è che la personalità dell’arbitro vacilla davanti allo schermo e si solleva dalla responsabilità della decisione assunta sul campo.
La settimana scorsa Gravina, il presidente della FIGC, ha chiosato che la categoria è in difficoltà. L’ultima: Maresca di Napoli avar in Milan-Torino e Var in Fiorentina-Inter dopo che, con Guida di Torre Annunziata, avevano chiesto di non voler arbitrare il Napoli: si doveva evitare.
Gioca la nazionale lo spareggio per andare al Mondiale e gli allenatori davanti e dietro sono contenti, sperano di recuperare tutti i pezzi da 90 dagli infortuni, dopo aver intralciato il lavoro di Gattuso con possibili stage.
Cagliari Napoli 0 a 1. Il Napoli recupera i big, vince in Sardegna. Conte ritrova la squadra e sa quello che vuole e dove vuole arrivare senza rischiare nulla. Non pensa allo scudetto, pensa al secondo posto rafforzato dai 5 punti sulla Juventus. La forza di Spalletti è aver aspettato i big giocando altro calcio, confezionando 12 punti in 4 gare. Il Cagliari difficilmente ha fatto vedere di poter recuperare lo svantaggio iniziale. Adesso si fa dura per i sardi reduci da due pareggi nelle ultime 7 gare di campionato.
Parma Cremonese 0 a 2. Era l’ultimo jolly da giocare per i cremonesi e non l’hanno sprecato. Giampaolo, neo allenatore, bravo con il cambio tattico a incartare il Parma che il giovane Cuesta non si aspettava. I grigiorossi ritrovano la vittoria speranza dopo 15 giornate a secco. Il Parma, contestato al Tardini, difficilmente pervenuto: giocare quasi in difesa contro Giampaolo non ha avuto effetti. I 34 punti lasciano tranquilli i ducali. I due pareggi nelle ultime 5 gare e le 6 reti incassate nelle ultime due gare non lasceranno tranquillo Cuesta che dovrà trovare altre soluzioni.
Milan Torino 3 a 2. Soffre il Diavolo, il Toro del primo tempo lo ha messo in crisi, si tiene stretto il secondo posto. La differenza con il Napoli, che recupera calciatori, Allegri a muso duro deve recuperare Leao. Un calcio di rigore discutibile porta in vantaggio il Diavolo ma il Torino di D’Aversa lo inchioda nel forcing finale facendo sussultare non solo Allegri ma tutti i rossoneri presenti al Meazza.
Juventus Sassuolo 1 a 1. Pertosse Juventus 1 a 1. La Signora nel primo giorno di primavera ha dato l’impressione di addormentarsi dentro l’area emiliana pur tirando 16 volte contro il portiere Muric protagonista. Il focolaio di pertosse non ha messo in crisi il gioco di Grosso, palleggiando meglio alla ricerca dei tagli in profondità. Troppo lenta la Signora per impensierire i neroverdi. Spalletti, per vedere la Coppa con le orecchie, spera in Vlahovic assente da 4 mesi e Milik da un anno alla ricerca del gol della prima punta e non dei falsi nove. Locatelli sbaglia il rigore e regala speranze al Napoli con 8 punti di vantaggio.
Como Pisa 5 a 0. Cinquina del Como che lascia poche speranze al Pisa di salvarsi. Monologo lariano contro un Pisa più debole ma subito arrendevole, con il tecnico che scende in riva al lago senza il centravanti di ruolo giocando basso in attesa di contropiedi mai riusciti e pervenuti. Partita senza storia per la forza dei ragazzi di Fabregas che vedono la Champions distanziando la Juventus di 3 punti. Pisa sempre ultimo in classifica.
Atalanta Verona 1 a 0. Vince la Dea contro l’Hellas, è bastata una rete di Zappacosta al 37’ del primo tempo. Tre punti fondamentali per Palladino per mettere pressione alla Roma distante solo un punto prima della gara di Gasperini contro il Lecce. Più Dea nel primo tempo, esce il Verona nel secondo tempo sfiorando il pareggio. De Roon, il capitano bergamasco, con la gara della trentesima giornata di campionato ha messo il sigillo sulla storia bergamasca: 465 gare, un record essendo il giocatore che ha giocato più partite con gli orobici. Verona alla 18ª sconfitta in campionato, sempre più ultimo.
Bologna Lazio 0 a 2. Terza vittoria di fila per Sarri che sale all’ottavo posto superando i felsinei. Prova solida del “sarrismo” con ritmi alti fino alla fine della gara che hanno stroncato gli uomini di Italiano reduci dai tempi supplementari giocati giovedì scorso in casa della Roma per gli ottavi di Europa League pur cambiando mezza squadra. Bologna che punta l’Europa League anche se il prossimo avversario sarà l’Aston Villa nei quarti di finale. Sarri, oltre la Coppa Italia, cerca di portare sotto il Cupolone la Conference League.
Roma Lecce 1 a 0. Non molla Gasperini, entra Vaz al primo gol in serie. Gaspe, vista la rabbia finale, non si è dimenticato del salvataggio sulla linea di Hermoso e della parata decisiva di Svilar. La gara di giovedì di Europa League con il Bologna si è fatta sentire sia nelle gambe sia nella testa. Di Francesco e il Lecce non hanno mai mollato, sempre con il solito difetto nei sedici metri delle aree avversarie. La Lupa aggancia la Juventus ma il problema per entrambe sarà il Como. Gasperini non parla alla fine per una raucedine non gradita in sala stampa dopo aver finito la gara con un attacco composto da un 2006, 2007, 2009. Messaggio chiaro alla proprietà che ha investito di più sul nuovo stadio che sulla squadra.
Fiorentina Inter 1 a 1. L’Inter fa gol subito con Pio Esposito, un erroraccio di Barella regala il gol del pareggio. Fiorentina orgogliosa anche con le gambe impastate dalla gara di Conference del giovedì precedente. La preoccupazione di chi tifa Inter è che sono calati vistosamente nel secondo tempo, salvati dal portiere. Biscione che striscia in riserva non solo di gioco ma di fiato. Chivu spera che Lautaro, in campo dopo la sosta, possa rilanciare la squadra.








