In archivio la ventottesima giornata di campionato con gli scalpi di Inter e Roma in testa alla classifica. Il Diavolo vince il derby e si porta a sette punti di distanza dall’Inter, solo il biscione potrà perdere lo scudetto; già da domenica prossima dovrà incominciare a non strisciare più come nella stracittadina più brutta di entrambe le squadre. Allegri, 8 punti su Como e Roma, 9 sulla Juve, vede la Coppa con le Orecchie. Il Napoli, più che il risultato con il Torino, Conte gode per i rientri di quasi tutti i big. Como-Roma nel prossimo turno dirà qualcosa di più sulla corsa alla Champions. Gasperini preoccupato perché il giorno 12 giocherà gli ottavi di Europa League in casa del Bologna.

In fondo alla classifica terremotata per la vittoria del Verona a Bologna, per quella del Genoa contro la Roma. Fiorentina in crisi, crisi; si consola con il quart’ultimo posto. Nel prossimo turno dovrà fare i conti con la squadra di Nicola, più abituato alle rincorse salvezza.

Le squadre, i calciatori, gli allenatori non hanno capito, come i moviolisti televisivi nazionali, che da due/tre giornate di campionato arbitri e Var non hanno fischiato e non fischieranno calci di rigore occasionali per tocchi di mano. Il regolamento del gioco calcio e il protocollo VAR specificano che devono essere volontari, andare incontro al pallone con braccio alto e visione dell’azione.

Per qualche critico il campionato è falsato, giustamente, per quello visto sui terreni di gioco fino alla 24esima giornata. Meno male che la classifica adesso propone in cima e in fondo qualcosa dove tutto può succedere. La speranza è che arbitri e Var non siano complici di risultati per demeriti loro.

È successo qualcosa tra arbitri, FIGC e Lega calcio Serie A sulla riforma degli arbitri verso il professionismo. La tensione sulle nomine, da chi saranno fatte le scelte, è alta. L’Aia non vorrà lasciare il pallino facilmente alla Lega di Serie A e alla FIGC per non perdere autonomia e poltrone. Riforma che, come tutte quelle in ballo per il calcio italiano balbettante, andrà alle calende greche, toccando troppi interessi.

Qualcosa di più interessante è successo per un report Uefa nei confronti della categoria arbitrale consegnato alla FIGC. Tante obiezioni sul sistema di osservatori e valutazioni non attraenti della filiera arbitrale, visti gli errori successi fino alla 24ma giornata di campionato che nulla avevano da vedere con regolamento del giuoco calcio e protocollo Var.

Qualcosa che Buoncalcioatutti ha denunciato ultimamente nell’inchiesta. Aia che male può darsi letta anche in Svizzera, nella sede Uefa.

Napoli Torino 2 a 1. Passo in avanti per Conte e il Napoli battendo il Torino per 2 a 1 al canto di “Per sempre sì”, la canzone vincitrice nell’ultimo S. Remo. Oltre alla vittoria con il Torino, Conte ha ritrovato tutte le sue stelle in campo: De Bruyne, Anguissa, Lukaku la scorsa settimana, e si sente più sicuro di partecipare alla prossima Champions. Mancano all’appello McTominay e Lobotka, ma Conte non si è perso d’animo schierando 5 sinistri a centrocampo contro i piemontesi. Il Toro ci ha provato a spaventare il Ciuccio solamente con il gol di Casadei.

Cagliari Como 1 a 2. Superato altro esame di Fabregas e il Como in Sardegna per impensierire chi si gioca la Coppa con le Orecchie. Il Cagliari gioca con Folorunsho falso nove e il Como ne approfitta, va subito in gol; pareggiano i sardi con grande dedizione, ma Fabregas viene salvato da un gol da cineteca del capitano. Lo spagnolo sulla panchina lariana alla fine si è lamentato perché i sardi non hanno bagnato il campo e tagliato l’erba per non permettergli il palleggio.

Atalanta Udinese 2 a 2. Parte forte l’Udinese, in vantaggio di due a zero; dopo molla e permette a Scamacca, sempre solo davanti alla porta friulana, di fare una doppietta tanto da far credere a Palladino di poterla vincere. Palladino, per alcuni secondi dal fischio anticipato senza fargli battere un corner tra il 96 e il 97’ di gioco, ha fatto una sceneggiata con il quarto uomo, a muso duro, la signora Ferrieri Caputi.

Juventus Pisa 4 a 0. Ci ha provato il Pisa nel primo tempo a spaventare la Signora, dopo che sono crollati nel secondo tempo incassando 4 reti, collezionando la 15ª sconfitta in 28 gare. I cambi di Spalletti hanno fatto la differenza, quelli dei toscani no. La Juventus insegue la Champions con un nemico in più, il Como, scivolando al sesto posto in classifica. Il Pisa, quasi spacciato, sperava nei risultati di Lecce Cremonese e Fiorentina Parma.

Lecce Cremonese 2 a 1. La sfida salvezza è dei salentini. La paura ha sempre fatto capolino in tutta la partita. Ci è voluto un errore del portiere Audero per permettere al Lecce di fare gol. Il raddoppio leccese arriva per un fallo di mano sciocco di Bianchetti. Si sveglia la Cremonese nei secondi 45’, accorcia con Bonazzoli; alla fine chiede un rigore all’arbitro Sozza, non concesso. Nicola adesso deve ripetere l’operazione Crotone per salvarsi.

Bologna Verona 1 a 2. Solo il Bologna casalingo, dopo 5 vittorie consecutive, poteva dare vita agli scaligeri che non vincevano dal 14 dicembre. Un blitz importante per i veronesi che sperano nella salvezza distante 7 punti. Petroniani in ambasce, salvati dal portiere Skorupski nel primo tempo; nel secondo tempo beffati da un errore ingenuo della difesa che lascia una prateria al giocatore veneto.

Fiorentina Parma 0 a 0. Ennesima prova scialba e fischiata dal Franchi da parte di Vanoli e i gigliati. È bastato un Parma ordinato per mettere in crisi il gioco viola, troppo spostato in avanti senza Kean. Spettatori non paganti i due portieri.

Milan Inter 1 a 0. Il Diavolo prova a riaccendere il campionato. Gara decisa da un lampo di qualcuno non aspettato, Estupiñán. Partita brutta, anche noiosa. Troppo tatticismo esasperato da ambo le parti. Partita ingessata che permette al muso corto di Allegri di battere due volte in stagione Chivu, per la gioia dei tifosi.

Lazio Sassuolo 2 a 1. La Lazio non vinceva dal 10 gennaio una partita e per battere il Sassuolo deve ringraziare al 92’ di gioco il portiere emiliano andato per farfalle. La scenografia di un Olimpico sempre vuoto e un’Aquila che vola nel deserto ha accompagnato la prestazione delle due squadre che, per far gol, hanno dovuto rimettersi a delle giocate singole, con le difese a fare le belle statuine.

Genoa Roma 2 a 1. La partita di andata, in ogni conferenza stampa De Rossi, dopo averla giocata, l’ha sempre definita la più brutta della sua stagione in rossoblù a quarti. Il ritorno della gara al Ferraris, invece, sarà catalogata tra le più belle giocate in casa e in trasferta.

30 punti in classifica, aggancio con Torino e Cagliari, a più sei dalla zona retrocessione per vedere la salvezza. Un ko pesante per Gasperini che subisce l’aggancio del Como, prossimo avversario. Troppi calciatori giallorossi fuori giri e le assenze della qualità hanno pesato. Bravo De Rossi a utilizzare a specchio le armi di Gasperini, con marcature a uomo e ripartenze.

La vittoria contro la Lupa, che non ha azzannato come all’andata, arrivata tramite organizzazione che De Rossi vuole moltiplicare gara dopo gara, con capacità di gruppo e individuali, forza e corsa, che creano autostima in tutto il gruppo facendoli sentire tutti titolari.

Quando i rossoblù a quarti si muovono collettivamente in modo sinergico, compatto e organico sono in grado di esaltare personalità, fantasia e fisicità. Tutto questo, vedendoli correre per 100’ di gioco, sembra ridurre anche la fatica fisica divisa in parti uguali.

De Rossi e lo staff non vedono l’ora di vedere l’agognato risultato per mettere in campo il gioco che piace di più. Prima e dopo le Idi di marzo Verona fuori casa, che fa meno paura prima dell’inizio della gara con i giallorossi; a seguire Udinese tra le mura amiche, che hanno ringhiato contro Gasperini e la Roma in ogni ordine di posto per far volare il Grifone nella classifica che merita.


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