Se all’andata era stata la Lupa a sbranare il Vecchio Balordo, l’8 Marzo 2026 sarà ricordato, non solo dalle donne del Genoa. È stato il Grifone ad artigliare il gioco di Gasperini.
De Rossi ha vinto la prima gara contro una big del campionato, sognando, rivendendo la gara dell’andata che, al di là della festa, non gli era ancora andata giù la prestazione dopo una settantina di giorni.
Quando sono state comunicate le formazioni un’ora prima dell’inizio, i sussurri e gridolini di molti che entravano nel Tempio erano evidenti. Chiedevano il perché, l’unica risposta giusta poteva essere: perché lui vede tutti gli allenamenti. Al primo minuto di gioco, vedendo Sabelli esterno sinistro, ancor di più. Tutto veniva quasi dimenticato anche se il tempo di gioco era ancora lungo, dopo un quarto d’ora di gioco, quando il Genoa prende in mano le redini del gioco confermando: più degli schemi contano le idee. Senza tralasciare Venturino per la prima volta titolare dal primo minuto di gioco per contestare la società.
La prima considerazione da fare su Genoa-Roma è che i rossoblù hanno giocato da squadra, pronti a battersi con slancio ammirevole e virile, alla fine sarà stato difficile anche per i criticoni non dirsi fieri di questi “genoani” in campo, dopo quanto visto e sofferto nei minuti finali di gara.
Il Genoa ha vinto perché ha giocato una gara seguendo i dettami di gioco dell’allenatore, la Roma ha perso perché stranamente Gasperini ha dovuto stare in campana con l’anarchia quasi tattica dei suoi, ancora giù di giri dopo i 15’ di gioco finali contro la Juventus.
De Rossi ha studiato alla perfezione la gara dell’andata giocando a specchio con marcature a uomo lasciando pochi spazi con marcature non blande. Ha contato nella fase di non possesso del Grifone qualcosa che Gasperini ha sempre amato: dove cadeva il pallone, Vasquez e compagnia erano sempre in superiorità numerica.
La difesa a zona del Genoa DDR l’ha perfezionata bene, completata e delimitata mettendola in condizione di essere lavorata dai tre difensori che nella zona marcano a uomo quando c’è la necessità. In vetrina ci vanno sempre i marcatori del gol, ma la partita contro i giallorossi è stata vinta da una gara giocata in modo perfetto da Østigard, Marcandalli, Vasquez, Sabelli.
Masini e Frendrup, due “mignatte” che la scorsa stagione avevano portato il Genoa in salvo con tante giornate di anticipo. Kone, che all’andata aveva fatto il bel tempo, se li sognerà. Bene anche Messias nel gioco spurio di play che Gasperini non è riuscito a mettergli la museruola quando inventava gioco.
Piaciuto il Genoa, squadra solida gestita con modernità, con soluzioni tattiche nuove che, quando funzioneranno anche quelle tecniche senza errori di transizione del pallone, faranno maturare ancora meglio il gioco voluto da DDR. Gestita con modernità attraverso un tipo di gioco, fondamentalmente con il gusto del gruppo da gestire e con le coordinazioni delle gare all’italiana: praticità, intelligenza, opportunismo quando serve e poca trasgressione anche se di qualità.
La squadra per De Rossi e il suo staff deve essere perfettibile, sempre in discussione, cercando in qualsiasi maniera l’equilibrio. Si possono aumentare gli attaccanti, i trequartisti, importante facendoli muovere e correre molto anche senza pallone. Il Genoa contro la Roma ha fatto vedere di non avere solamente dei titolarissimi.
Giusto il risultato per la squadra che ha fatto una partita attraverso un gioco che aveva più forza fisica nelle gambe. Gasperini l’ha provate tutte invertendo gli esterni, facendo entrare Cristante per la sua fisicità al posto di Venturino nel giostrare vicino a Maleh, ha finito la gara con N’Dicha da stopper a centravanti, sempre ricordato nelle difficoltà, Vaz prima punta a destra e Malen a sinistra attaccando l’area del Genoa che non ha corso pericoli eccetto il rocambolesco gol del pareggio dopo il rigore bomba di Messias e, per la prima volta, per controllare il vantaggio, giocare negli ultimi minuti vicini alla bandierina del corner per far scorrere il tempo.
I risultati del pomeriggio avevano suscitato qualche paura o rammarico della tifoseria, pensando alla trasferta di Verona di domenica alle ore 12.30, alla fine la tranquillità dei 30 punti in classifica hanno fatto vedere il rovescio della medaglia, la felicità.
8 Marzo 2026, all’ora dell’Happy hour e dopo 97’ di gioco istintivo, sarà stato gustato dal popolo genoano.
Serie A | Genoa 2-1 Roma, Messias e Vitinha per tre punti di platino. Rossoblù a +6 sulla Cremonese








