Inter-Genoa 2 a 0. Il Biscione si lascia alle spalle la disavventura Champions, eliminato in due gare dal Bødo, non dal Real Madrid.
Per il Genoa non è stata notte fonda, solo un primo tempo andato a rotoli per errori in fase difensiva e offensiva, dopo essere stato salvato dal portiere olandese, sempre con calciatori nerazzurri pronti a battere a rete senza opposizione da fuori e da dentro l’area genoana.
Occorreva la prestazione perfetta per uscire indenni dalla Scala del calcio. L’Inter italica, reduce da 8 vittorie consecutive, 14 nelle ultime quindici gare, un solo pareggio con il Napoli e una sconfitta nel derby di andata, tanto che i tifosi del Biscione non riescono ancora a capire come hanno fatto a strisciare contro i norvegesi.
La mossa di De Rossi: non lasciare spazi, con marcature a uomo non blande. In fumo, perché il 5-4-1 non ha funzionato bene nelle speranze della vigilia.
Nella zona mista due difensori dovevano marcare a uomo le rispettive punte e il terzo doveva a turno ricoprire il ruolo di libero alle spalle dell’ultima linea per andare in soccorso dei compagni, in particolare sulle corsie laterali, difficilmente visto.
La fase difensiva non ha funzionato al meglio, viste le caratteristiche di Malinovskyi e Baldanzi nel cuore del gioco, in marcatura in fase di non possesso.
De Rossi è un coraggioso, giocare a S. Siro con due punte e due trequartisti prestati al centrocampo genoano e offerti a quello del Diavolo era qualcosa di stimolante che non ha avuto successo.
Nel secondo tempo si è visto qualcosa di più, l’Inter palleggiava nella propria metà campo, il Grifone attaccava, con qualche nerazzurro fuori giri (Barella e Thuram in particolare), creando anche occasioni da gol sprecate.
Quando l’Inter si proponeva in avanti, il centrocampo leggero con “garra” di Frendrup, l’unico a fare legna, Baldanzi con Amorin hanno fatto fatica anche per fisicità a coprire campo.
A De Rossi piace il gioco, attaccare con creatività valorizzando esterni e terzini, mentre in fase di non possesso si concentra sull’aggressione immediata o sull’organizzazione in duelli individuali a recuperare pallone, ma dove cadeva la sfera tante volte era a disposizione di Barella e compagnia.
La forza di De Rossi: non nascondersi dietro il pallone. A fine gara in conferenza stampa ha dichiarato: “La squadra che voglio costruire non può richiedere più tempo perché tempo non ce n’è”.
DDR non vuol passare in questa stagione ad essere catalogato tra i “giochisti” e giocare al poker della salvezza alla “Teresina”. Prossimamente, da persone intelligenti con lo staff andranno alla ricerca del risultato senza lasciare da parte intensità, organizzazione, equilibrio e gioco offensivo.
Contro squadre sulla carta previste più forti qualcosa potrebbe cambiare strategicamente, aggiungendo un mediano, qualcuno di peso nella fase difensiva, mettendo da parte un attaccante o un trequartista?
A salvezza avvenuta si lavorerà in altra maniera preparando la prossima stagione, siamo sicuri che i risultati arriveranno: il gioco, la flessibilità tattica, la duttilità in questo calcio ha sempre pagato.
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