Nel dopogara della sfida tra Inter e Genoa (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi dalla sala stampa del “Meazza”. Ecco le sue dichiarazioni. “Siamo stati in partita, abbiamo fatto una partita seria, con le nostre difficoltà. Un po’ simile all’andata: l’Inter ha meritato sia all’andata che al ritorno di vincere, ma l’andata in tutti gli episodi li abbiamo gestiti diversamente e l’errore dell’Inter l’abbiamo fatto rientrare nel nostro gol e siamo rimasti fino alla fine in partita, mettendo loro anche un po’ di paura. Oggi – e non solo oggi, ma in generale contro queste squadre così forti: l’Inter ha vinto 14 o 15 partite nell’ultimo periodo – devi essere perfetto, devi sfruttare gli episodi, devi fare il gol quando ti capita la mezza palla e sperare che loro non lo facciano”.
“Così non è stato, ma non è facile, quindi io non ho nulla da recriminare, ma abbiamo tanto da migliorare. Dobbiamo lavorare su questo e sulla nostra qualità. Credo che siamo stati in gara, non siamo stati massacrati. Forse il rigore del 2-0 è venuto nel momento in cui stavamo mettendo la testa un po’ più fuori, ma non è che li stessimo schiacciando. Il risultato è giusto. Esco più sereno rispetto ad altre partite: ho visto una grande differenza tra le due squadre. Abbiamo perso con la Lazio, abbiamo perso con il Napoli, abbiamo perso con l’Atalanta partite che non meritavamo assolutamente di perdere. Sono partite quelle che ti lasciano un buco dentro, anche se tanto orgoglio, e tutte per motivi diversi, senza tornarci sopra. Quella di stasera è stata una partita in cui, secondo me, si è visto che loro ad oggi sono un’altra cosa”.
Le è piaciuta la partita di Amorim?
“È entrato e lo ha fatto in uno stadio incredibile: è la prima volta per lui in questo stadio e secondo me è andato in crescendo. Questo episodio del rigore è un episodio sfortunato, può capitare a chiunque, però è un ragazzo che ci dà una grande mano. Sicuramente questa è una partita migliore per mettere in mostra le sue qualità, perché l’Inter intanto ti spezza il ritmo, te la fa toccare poco, però proprio quel momento del rigore in cui stavamo riuscendo a tenere un pochino più la palla lui si faceva vedere, se la faceva dare e ha fatto delle buone giocate, quindi sono soddisfatto. È un ragazzo molto giovane, un 2005, e presto lo vedremo nel migliore delle sue condizioni”.
Aveva invitato alla vigilia i suoi ragazzi a non rassegnarsi alla mediocrità, ma oggi dal punto di vista offensivo ha visto un po’ di rassegnazione?
“No, non è rassegnazione. Devi attaccare contro Akanji, De Vrij, Carlos Augusto, giocatori di grandissima qualità. Non è facile lottare. Siamo arrivati lì in aria, con qualche tiro da fuori, qualche palla, l’ultimo passaggio messo da Martin. Ci sono stati degli inizi di occasione, ma con queste squadre non è facile, se no non avrebbero infilato il filotto che stanno infilando. I miei giocatori non credo che siano stati rassegnati e che abbiano accettato la mediocrità, ma in maniera luce dobbiamo accettare la realtà dei fatti, che loro sono più forti di noi, non solo per quanto riguarda gli attaccanti, ma per quanto riguarda tutto il resto della squadra e, probabilmente, anche l’allenatore, se ci mettono sempre così sotto”.
Bijlow stasera ha confermato i miglioramenti delle ultime gare e si è superato in diverse occasioni…
“È un portiere forte. Un portiere forte tra i pali e fuori dei pali, ci sta dando una mano anche coi piedi. Secondo me è un ottimo acquisto, sono contento di lui, ci sono partite in cui va meglio, partite in cui va peggio, sicuramente questa è una partita in cui viene stimolato tanto, si è fatto trovare sempre presente e sono soddisfatto”.
Stasera si è avuta la sensazione che, come detto alla vigilia, il Genoa ci ha voluto provare. Ci ha provato all’inizio del primo tempo, anche nella ripresa, il problema è che non siete stati cinici, quando avete avuto delle situazioni anche molto interessanti, ed è venuta fuori la maggior forza dell’Inter.
“Ho parlato subito alla squadra. Di solito non parlo subito: dopo le sconfitte è giusto mettere un attimo dei puntini. per lasciarsi ho dato due giorni liberi perché abbiamo tempo per preparare la prossima partita, perché lavorano in maniera incredibile i ragazzi durante gli allenamenti. Credo che ci abbiamo provato. Ho visto tante partite dell’Inter, alcune per lavoro, altre per piacere, e con l’Inter si perde in tutti i modi Magari a volte per una partita al di sopra in cui loro sono un po’ al di sotto, puoi tirare fuori un punto o una vittoria”.
“Fermo restando che ci sono squadre del livello dell’Inter che se la giocano in maniera diversa, quello che penso è che la nostra squadra debba giocare sempre con coraggio, non mettersi lì dietro e aspettare se una cosa succede, perché succede e loro ti mettono dietro a difendere. L’hanno fatto anche con noi nel primo tempo, non perché fosse una nostra scelta. Quindi preparare la partita partendo già con l’idea di mettersi lì dentro, oltre a tutte le volte in cui ci avrebbero messo loro lì, non mi sembrava un’idea brillante. Avremmo perso, sicuramente, e forse non avremmo neanche messo il becco fuori, come è successo in qualche occasione. La controprova non ce l’abbiamo mai. Al di là della sconfitta, però, credo che questa mentalità, questo coraggio che cerchiamo di darci a vicenda, loro me li danno perché recepiscono, perché fanno partite come quella di domenica col Torino che ci portano in una direzione diversa, quella di diventare una squadra migliore di quella che siamo adesso, con auto-convinzione e auto-fiducia. Arriveremo a un punto in cui, magari, faremo una partita migliore contro l’Inter e vinceremo perché siamo stati perfetti”.
Come ha reagito la squadra allo stimolo che le ha dato in conferenza di non rassegnarsi alla mediocrità?
“Il discorso della mediocrità, secondo me, è un discorso di vita, di calcio. Se non so o non riesco a fare una cosa, ci provo. Mio figlio suona la batteria: all’inizio non ci riusciva, gli ho detto “prova, allenati, fai lezione”. La volta dopo suonava meglio. La vita si migliora, nella vita si prova. Finisci la partita e dici la frase che dico sempre a tutti: “se l’avversario sarà più bravo di noi, gli stringeremo la mano”. Una frase usata e abusata. Non parto, però, con l’idea di perdere, con l’idea di perdere, perché è come crearsi un alibi e crearla ai nostri tifosi. L’Inter qualche volta ha perso, l’Inter qualche volta ha pareggiato: capita e quindi io ci provo sempre. Loro ci provano sempre, vengono con me, io non sono coraggioso, ma lo divento perché vedo loro che si allenano forte e che, quando provo ad infondere loro un po’ di coraggio, vanno a duemila, si caricano. A volte perdi con l’Inter, ma quel coraggio ti serve magari per vincere col Torino, per vincere col Bologna, per vincere con altre squadre più “umane”.
Su Marcandalli: “Sta facendo dei passi da gigante. Ha fatto un paio di errori nel primo tempo, ma la pressione dell’Inter era veramente forte, quindi può succedere. Per me deve acquisire conoscenza tecnica di se stesso, perché comunque sa giocare, e imparare a riconoscere il tempo, lo spazio, le giocate. Dopodiché è uno di quelli, insieme a Ellertsson, che ha la fisicità per giocarci in queste squadre. Se vedo la fisicità di Akanji, di Bisseck, di questi giocatori qua, penso che, migliorando, potrebbe arrivare a questo livello. Resta un ragazzo giovane ancora, del 2002: a certi livelli bisogna essere forti, bisogna essere perfetti, ma bisogna ormai avere altre capacità importanti, e loro le hanno“.
Sulla prossima partita contro la Roma: “La prossima partita è una partita importante, difficile, e in casa ho la sensazione che siamo capaci di fare tante cose fatte bene. Anche fuori casa, ma in casa l’atmosfera che si è respirata nelle ultime partite in casa mi fa pensare che veramente avremo qualcuno che ci darà una mano decisiva per colmare il gap che c’è tra noi e queste squadre che sono tra le più forti del campionato. Avremo una settimana per prepararci e ci faremo trovare pronti come è successo quasi sempre, tranne la partita di andare proprio con la Roma. Se i miei giocatori hanno qualcosa in più rispetto a quelli di altre concorrenti per la salvezza? Lo spero. È molto lunga la strada, siamo ancora tutti molto vicini. Devo dire che non dormiamo sonni tranquilli perché ci sono squadre che sanno giocare in quelle zone e, forse, hanno giocatori che sono ancora più abituati di noi a giocare in quelle altezze di classifica, ma ognuno ha la sua strategia, ognuno ha il suo percorso e nessuno ha la certezza che quello che sta facendo porterà a fare i punti necessari per la salvezza. Io sono convinto di avere una squadra forte. Non sono la mia strategia o il mio coraggio. Penso che i miei giocatori lo abbiano fatto già in passato e toglieranno le castagne dal fuoco quando saranno lì e il momento scotterà. L’hanno fatto col Bologna, è successo altre volte, col Torino hanno fatto una partita incredibile: sono sicuro che grazie a loro potremo fare i punti che ci servono per salvarci”.
Infine, un messaggio per Valentin Carboni, che si è nuovamente infortunato gravemente e che ha avuto modo di allenare qualche tempo in rossoblù: “Siamo rimasti veramente senza parole perché nessun ragazzo così giovane è meglio di farsi male, nessun ragazzo così giovane dovrebbe farsi male due volte ed essere costretto a rimanere fuori per tanto tempo. Lui forse meno di tutti perché è un ragazzo fantastico, che si riprenderà, che ha un fisico incredibile, che ha una forza mentale incredibile. Ho parlato con Zuculini, che è lì al Racing Avellaneda, un mio ex giocatore, e gli ho detto che per Valentin sono qui giorno e notte. L’ho conosciuto poco, non posso parlare di lui come padre, peròha l’età di mia figlia: è stato veramente un colpo ricevere questa notizia. Ha il tempo per potersi riprendere. Adesso sarà distrutto, ma ce la farà e tornerà ad essere quello che ha fatto innamorare tutti quando era solo un diciassettenne“.
Genoa | La situazione indisponibili e infortunati – IN AGGIORNAMENTO










