Visti i risultati della venticinquesima giornata di campionato in fondo alla classifica, la partita con il Torino di domani alle ore 12.30 non dovrà essere indigesta.
Le prove positive per la squadra di De Rossi sono state positive, ma per salvarsi senza ansie particolari bisognerà portare i conti in positivo già con il Toro. Squadra in crisi non solo su prato verde, anche a livello societario, con presidente, allenatore, calciatori contestati, con il pubblico delle due curve assenti nell’ultima gara e, in particolare, un centinaio di tifosi si sono comprati i biglietti di tribuna per contestare da vicino il presidente Cairo dentro lo Stadio Olimpico Grande Torino.
Il Grifone meritava di più dall’arrivo di DDR, punito da troppe disattenzioni tecnico-tattiche, di concentrazione negli ultimi minuti di gara, senza dimenticarsi degli errori di arbitri e VAR, con tanto di scuse a posteriori che però hanno levato punti in classifica in questo momento importante della stagione.
Sul campo un pareggio che è sempre tanto meglio di una sconfitta, chiaro, prossimamente potrebbe non bastare, già domani con il Torino per scacciare nubi e tornare a sorridere. Servirà di più sul piano della grinta, più qualità organizzata, più equilibrio.
De Rossi ha sistemato l’attacco considerati i gol realizzati dal suo arrivo e anche la fase di non possesso è migliorata cammin facendo, al di là degli errori e della sbadataggine negli ultimi minuti di gara. Sarà una salvezza da inseguire con unghie da Grifoni in campo e sugli spalti.
Il Genoa c’è, uscito dal campo con gli applausi. Il calendario tosto non spaventerà DDR, essendo usciti a testa alta dal confronto con le big, anche se alla fine i punti se li sono presi gli altri e gli arbitri.
Contro il Torino andare a mille all’ora e cercare di non incappare nel momento fatale di flessione sempre pagato a caro prezzo.
Importante per raggiungere la salvezza giocare di più, tenendo il ritmo alto con la pressione e il pressing, compattandosi nella propria metà campo, tirare il fiato quando c’è bisogno.
Un accorgimento che finora ha fatto fatica a produrre risultati per mancanza di qualcuno nel cuore del gioco che detti e capisca i tempi: il metronomo, il play, figura mancante al Genoa dopo Badelj anche per De Rossi. La speranza è Amorim, soluzione da agitare bene a 13 giornate dalla fine del campionato, operazione non facile per DDR con tutta la rosa a disposizione per fare la squadra e la strategia ottimale ad inizio gara, le 5 sostituzioni devono aiutare.
Genoa, serve un cambio di passo e serve in fretta, giocando anche sporco. È una strada che dai tifosi del Genoa è stata conosciuta in passato e non si sono lamentati. La tattica è bella, il gioco anche, importante adeguarsi alla salvezza.
Formazione a domani alle 11.30, strategia tattica non modulo alle 12.30 che sarà solamente statico al fischio arbitrale, dopo dovranno essere i calciatori i veri protagonisti in ogni momento e in ogni fase della gara, decidendo cosa fare in quell’istante in funzione di quanto si percepisce e bisogna interpretare, seguendo l’allenatore, essendo il regista del movimento coordinato.
Tre punti per il Vecchio Balordo che raccolga quanto seminato. Senza dimenticarsi, dopo le parole di ieri di De Rossi in conferenza stampa, che “è la somma che fa il totale alla fine“, come un pensiero di Totò.
Il Torino arriva al Ferraris con tanti problemi. La contestazione alla società e al presidente Cairo, raccontata in precedenza, non è una riserva di tranquillità. La più grande preoccupazione granata è la difesa, la peggiore del campionato con 44 reti subite e solamente 25 reti realizzate.
La paura di venire trascinati nel vortice della salvezza con 6 punti sulla terz’ultima posizione a 13 giornate dalla fine del campionato non lascia tranquilli, perché ancora Baroni e la società non hanno capito come fare a non uscire dalle partite in corso. Dodici sconfitte su 25 gare, di cui 7 tra le mura amiche, è altro motivo di preoccupazione granata.
Contro il Bologna, dopo un primo tempo di studio, il Toro è andato in barca in difesa subendo due reti, la difesa granata è da incubo.
Neanche il mercato di riparazione sembra aver portato linfa al Toro scornato: Marianucci in difesa bocciato, Prati a centrocampo non ha portato il suo contributo, Obrador terzino infortunato, Ebosse centrale difensivo e Kuleonvic attaccante in panchina.
Baroni vorrebbe giocare con il 4-3-3 con i quattro attaccanti di peso a disposizione come Simone Zapata, Adams e l’ultimo arrivato dalla Dinamo Zagabria, fa fatica a fare gioco in fase offensiva, in particolare nello Stadio Grande Torino, perdendo nelle due fasi di gioco solidità difensiva ed ha virato in 3-5-2.
Il menù di Mister Baroni non è saporito né pieno di sale, la tattica, il gioco sulle fasce e in verticale è stato in 25 giornate sulle montagne russe nel bene e nel male e ultimamente la squadra sembra subire le contestazioni alla società e stanno in campo con paura. Il peperoncino trovare in ogni partita la soluzione giusta da mandare in campo. Ballottaggio in difesa, a centrocampo e in attacco.
Dichiarazioni di Baroni e Cairo a fine gara con il Bologna. Il presidente: “poca voglia di vincere“. Il tecnico: “Non sono contento, serve unità“. Nell’ultimo allenamento il Genoa ha perso Otoa per distorsione alla caviglia e il Torino Adams per stiramento al soleo.
Arbitra Guida di Torre Annunziata, al VAR Maresca di Napoli, quarto uomo Sozza di Seregno, tutti e tre internazionali con più di 350 gare dirette in Serie A, levano qualsiasi commento a priori, a posteriori alle ore 14.30. Primo assistente Bianchini (Perugia), secondo assistente Ceccon (Lovere), AVAR Fourneau (Roma 1).
Diffidati Genoa: Masini e Marcandalli. Diffidati Torino: Aboukhlal.










