La venticinquesima giornata di campionato in archivio, non solo con i soliti guai arbitrali, visti i risultati in fondo alla classifica.

L’Inter di Chivu aveva programmato di arrivare a giocarsi i play off di Champions con 8 punti in più della seconda in classifica, operazione non andata in porto; il Milan dovrà giocare domani con il Como il recupero e fra tre giornate il derby della Madonnina, sicuri degli 11 punti sul Napoli terzo in classifica e 14 sulla Roma. Alla lotta Champions bisogna aggiungere la Juventus, ma non potranno fare più falsi passi, l’Atalanta insegue a tre punti.

In fondo alla classifica Pisa e Verona vengono date per spacciate con i 15 punti in classifica. Il Pisa potrebbe avere speranze se batterà la Fiorentina a domicilio nel prossimo turno; per quanto riguarda la terz’ultima posizione sarà lotta aperta in otto punti tra Parma, Cagliari, Cremonese, Genoa, Lecce e Fiorentina.

Era la numero 25 giornata di campionato, per Fiorentina e Lecce è arrivato Natale in ritardo, con Babbo Natale vestito da Como e da Caprile, il portiere sardo. Due vittorie grosse che faranno diventare la corsa salvezza per qualcuno attraente, per altri ripugnante.

L’errore arbitrale di La Penna in Juventus-Inter ha causato un altro trauma nella classe arbitrale. Il secondo giallo a Kalulu senza aver commesso nessun fallo, come la prima ammonizione troppo avventata, beffato da altra simulazione di un giocatore interista, Bastoni, già ammonito. L’Inter tra lo scorso anno, simulazione di Barella con il Genoa, ha chiesto scusa, vedremo se lo farà Bastoni. L’impressione è che il biscione possa far parte dell’“Elogio del furto”, una prerogativa della Signora quando vinceva gli scudetti.

La Penna ha sbagliato ma anche Rocchi, designando un Direttore di gara per il Derby d’Italia che a fine della scorsa stagione doveva essere tolto dagli organici AIA, avendo diretto 12 anni in Serie A senza raggiungere l’obiettivo di internazionale; per ottenere la deroga è stato promosso VMO internazionale.

Assieme a La Penna sono altri due gli arbitri in attività che hanno avuto la proroga per lo stesso motivo: Fabbri VMO internazionale, Di Bello nella classifica arbitrale tra i primi 20, mentre altri arbitri nelle stesse condizioni sono stati mandati al VAR.

Giustamente Rocchi il designatore ha ammesso l’errore di La Penna, sbraitando che tutti vogliono fregare con le simulazioni non più punibili con l’avvento del VAR della prova televisiva. Per tale motivo si è rivolto all’IFAB, quelli che decidono il Regolamento del gioco calcio, di annullare il protocollo VAR che in occasione del doppio giallo non possa intervenire. Tutto dovrebbe succedere il 28 febbraio p.v. nella riunione programmata dell’IFAB alla presenza di Collina e Rosetti, capi del calcio mondiale ed europeo, e altri calciatori consulenti dal passato titolato: Figo, Boban, Mister Wenger e altri 5 internazionali dei vari continenti.

Pisa-Milan 1 a 2. Illusione Pisa dopo il pareggio, ma il Diavolo senza Leao e Pulisic subentrati e Fulberg che sbaglia il rigore, con nessuno che gli ha fatto lo scavetto agli undici metri, ha Modric in versione dribbling in area e gol. Il nuovo Mister cerca un Pisa compatto ma poco presente nel contropiede. Allegri tanto palleggio e possesso pallone e pochi spazi trovati; Fabbri nel finale espelle Rabiot per doppio giallo ravvicinato, il secondo per proteste del francese che fa arrabbiare il livornese Allegri, rimasto unico inseguitore dell’Inter, in settimana c’è il recupero con il Como.

Como-Fiorentina 1 a 2. Vittoria pesante della Fiorentina che vedeva meno viola fino a lunedì sera, grazie a un Como troppo distratto da far pensare male, finendo la corsa per l’Europa. Stanchezza dopo la gara di Coppa Italia o “spocchia” contro un avversario ultimo in classifica. Fiorentina in risalita che spaventa la zona della parte destra che lotta per la Serie A, grazie anche alle massime punizioni nelle ultime gare.

Lazio-Atalanta 0 a 2. La Dea batte l’Aquila e irrompe in zona Europa superando il Como. Funziona la cura Palladino, non quella di Sarri, in un Olimpico sempre vuoto, anche se domani Lotito presenterà il nuovo stadio laziale al Flaminio di Roma rimodernato. Non riesce a fare gol il “sarrismo” dopo che si era consolato nel passaggio di turno in Coppa la scorsa settimana. Sarri si lamenta dell’arbitraggio di Sacchi. Palladino gode, ha rimesso in piedi la Dea dei tempi antichi quasi con lo stesso gioco anche senza Lookman ma con un Raspadori in più.

Inter-Juventus 3 a 2. L’Inter si prende il Derby d’Italia in finale di gara dopo che la Juventus in inferiorità numerica aveva pareggiato due volte. Grave l’errore di La Penna, già raccontato. Chiellini contro il sistema arbitrale e non con Rocchi. Spalletti in silenzio. Chivu consapevole di Bastoni ammonito e graziato per simulazione lo cambia nell’intervallo.

Udinese-Sassuolo 1 a 2. Solita Udinese, una partita sull’altare e altra nella polvere, in particolare nelle gare casalinghe. Sassuolo ribalta la gara con Pinamonti con un assist di tacco e un gol. Pari a 32 punti in classifica, giocando tranquillamente potranno, divertendosi, programmare un futuro. Per entrambe non prevista una salvezza alla venticinquesima di campionato.

Parma-Verona 2 a 1. I ducali vincono al 94’ di gioco pur giocando in superiorità numerica per più di 80’ di gioco. Gli uomini di Cuesta hanno vinto con fatica pur essendo passati in svantaggio con l’Hellas senza Orban che non conosceva Pairetto e gli ha gridato qualcosa che l’arbitro di Nichelino non ha gradito. Pellegrino porta il Parma a più 8 punti sulla zona rossa. Hellas potrebbe saltare la panchina di Sammarco ma per cercare la salvezza occorrerà un mago.

Torino-Bologna 1 a 2. Il Bologna risorge a Torino, in uno stadio vuoto con la curva Maratona a contestare il presidente Cairo. Italiano ritrova i tre punti dopo un mese, Baroni perde la settima gara tra le mura amiche. I felsinei agganciano la Lazio all’ottavo posto, il Toro viaggia con 6 punti in più dalla zona retrocessione. Troppi gli errori tecnici da parte di entrambe le squadre.

Napoli-Roma 2 a 2. Finita in parità la sfida per il terzo posto in classifica tra Napoli e Roma. Il Napoli recupera per due volte il pareggio non con i bomber ma con Spinazzola e Alisson Santos, un esterno brasiliano che ha mandato in crisi la difesa di Gasperini con i dribbling. Gasperini ha trovato altro centravanti, mica Malen, un olandese che se l’avesse avuto anche nel girone di andata lotterebbe a disturbare l’Inter.

Cagliari-Lecce 0 a 2. Festa salentina con la squadra guidata da Pisacane difficilmente pervenuta, mai pericolosi. Vittoria del Lecce che lascia il cerino della terza posizione in solitario alla Fiorentina e aggancio al Genoa e Cremonese. Di Francesco seconda vittoria consecutiva, prima con l’Udinese last minute con punizione di Banda. Al contrario il Cagliari ne ha perse due consecutivamente dopo averne vinte tre: Juventus, Fiorentina, Verona, non potranno sentirsi al sicuro a 28 punti. Il gioco lo ha fatto il Lecce, la frittata il portiere sardo Caprile con due errori lapalissiani dopo esser stato tra i migliori della categoria salvando i sardi, tanto da mandare Gattuso a vederlo per convocarlo in Nazionale.

Cremonese-Genoa 0 a 0. Il dominio del Genoa sul possesso pallone e altro nelle statistiche post gara ma la traversa di Bonazzoli al 94’, unica occasione pulita dei grigio rossi, hanno fatto girare la bilancia per le cronache nazionali a favore dei cremonesi dimenticando le parate di Audero nel primo tempo.

Con tanto si fa poco e rispetto alle altre che inseguono la salvezza davanti in classifica il Genoa con poco ha fatto tanto vincendo gare consecutive.

Un Genoa più cattivo e cinico doveva quasi chiudere la gara nel primo tempo, invece nel secondo pur non abbassando il baricentro come altre volte ha visto il fantasma di un’altra sconfitta in zona recupero. Il problema del Genoa negli ultimi minuti di gara necessita di assoluta concentrazione e non disattenzioni che hanno tolto qualche punto dalla classifica.

Settimana importante per De Rossi e il suo staff non solo per la gara con il Torino all’ora di pranzo ma soprattutto con i nuovi innesti di Baldanzi e Amorim che hanno debuttato, se si vorrà e potrà cambiare strategicamente, tatticamente il Genoa.

I numeri di modulo conteranno poco. Invece di numeri tattici sarebbe più giusto parlare di movimenti e tecnica applicata, non sempre vista nelle gare del Grifone, con i due debuttanti qualcosa in più visto nei 20’ di Baldanzi potrebbe accadere.

DDR ha fatto vedere in panchina nel passato che tenderebbe a giocare con il 4 3 3 come modulo principale, dovendo lottare con la salvezza appena si è insediato sulla panca rossoblù a quarti ha fatto vedere di adattarsi alle situazioni.

Dovrà ritrovare la creatività valorizzando gli esterni e i difensori di spinta, Norton-Cuffy e Martin non stanno dando il meglio del loro repertorio. Martin non si è capito se è una questione di rinnovo di contratto in scadenza a giugno, ma il suo sinistro padrone di tanti assist-gol dovrà nuovamente essere una carta vincente. A Cremona undici calci d’angolo con poca sostanza.

A tredici giornate dalla fine del campionato fare i conti su quanti punti servano per la quota salvezza è operazione non facile. Il Genoa su tredici gare da giocare ha quattro scontri diretti tutti fuori dal Tempio: Verona, Pisa, Fiorentina e Lecce.

La salvezza dovrà passare assolutamente e necessariamente dalle gare da giocare dentro il Tempio con il Torino, Udinese, Sassuolo, gare che non si potranno sbagliare. Squadre davanti in classifica con pochi punti di differenza che giocheranno con tranquillità, in particolare i friulani e gli emiliani.


Genoa | Immediata ripresa degli allenamenti. Domani giorno di riposo