Ormai l’appuntamento con Open VAR, per il Genoa, è diventato un appuntamento fisso da tre giornate, costate almeno due punti ai rossoblù. Ci si è focalizzati sugli audio del VAR dopo il mancato rigore per la gomitata di Freuler su Vitinha in Genoa-Bologna. E poi dopo il rigore regalato alla Lazio per un tocco di mano non punibile di Martin.

Ed eccoci al terzo e – si spera – ultimo regalo, tutto da spacchettare e da inebriare con le dichiarazioni post partita, che fanno cadere davvero le braccia, da parte dello stesso diretto interessato, Vergara, che per quello “step in foot” ha palesato “gioia“, ma che ha solo dato la cifra di cosa sia diventato il calcio moderno. Tanto fumo, poco arrosto, sia tecnico sia retorico. Solo Massa avrebbe dovuto giudicare (e aveva giudicato correttamente, ossia non dando rigore).

Ha detto bene Gasperini, è ormai un calcio dove neppure più la gente e il pubblico si avvedono dei rigori in campo tanto sono leggeri i contatti e interpretabili dinamiche e intensità. È un calcio che non piace più. Di sicuro non è il calcio che vogliamo e sta costando punti pesantissimi al Genoa, che già di per sé ne aveva gettati al vento almeno quattro fallendo i due rigori al fotofinish contro Parma e Milan. Colpe proprie, ma anche altrui. Per queste ultime il Genoa ha chiesto chiarimenti nei giorni scorsi ad AIA e FIGC, cosa che aveva fatto anche dopo Lazio-Genoa.

Ed è noto che ai propri errori un rimedio si può porre, a quelli altrui non sempre. Tali errori iniziano ad essere troppi per non condizionare la classifica rossoblù. Il Genoa merita rispetto. Non solo per la sua storia, ma anche per il numero di tifosi e tifose, di ogni età, che lo seguono in casa e in trasferta e che sono la migliore cartolina possibile per un calcio italiano in rianimazione.

Lasciando da parte questo incipit, la puntata odierna di Open VAR, che vedeva la presenza in studio di Dino Tommasi, ha fatto ascoltare gli audio che hanno portato all’assegnazione del rigore per il contatto tra Cornet e Vergara. Ricordiamo che arbitrava Massa della sezione di Imperia, con Di Bello al VAR e Fabbri come AVAR. Una sestina arbitrale internazionale, compresi guardalinee e quarto uomo, che aveva diretto Benfica-Real Madrid qualche settimana fa. Non una qualunque, insomma.

IL CONTATTO MERET-VITINHA | “Non c’è alcun dubbio, è un chiaro sgambetto in ritardo di Meret su Vitinha. Ha la disponibilità del pallone, calcio di rigore correttissimo. In questo caso ottima la chiamata di Di Bello e Fabbri, con Massa che giustamente fischia il rigore“, sono le parole di Dino Tommasi in merito all’episodio, del quale non vengono pubblicati i dialoghi tra la Sala VAR e il direttore di gara.

IL CONTATTO CORNET-VERGARA | “Il VAR Di Bello e l’AVAR Fabbri si fanno attirare dal contatto tra i due piedi. In verità si tratta di una semplice presa di posizione, un movimento del tutto accidentale da parte di Cornet: non c’è assolutamente fallo. Da cosa nasce lo step on foot? Per punire l’imprudenza o la vigoria sproporzionata, un intervento duro e in ritardo nella contesa o nello scarico del pallone. Qui c’è una semplice presa di posizione, un contatto accidentale. Gli tocca il piede, ma è un’azione di dinamica normale calcistica da parte del difendente che ha tutto il diritto di muoversi. Non c’è alcuna imprudenza, alcuna punibilità. In sala VAR si fanno attrarre dalla prima immagine che può apparire fallosa, ma vedendola nella dinamica c’è ben poco. E’ una semplice strisciata accidentale. Il fallo deve essere chiaro, in ritardo. Si tratta di un errore valutativo che abbiamo fatto“, sono le dichiarazioni di Tommasi.

Appare evidente come il VAR Di Bello e l’AVAR Fabbri ‘prendano’ una decisione ancor prima di vedere i replay, come se fossero convinti dello step on foot di Cornet (che in realtà non si è mai verificato) e non cambino opinione neanche di fronte all’evidenza del replay. Da sottolineare come in tutta la messa in onda delle immagini non si sentano mai le parole di Massa, né nel dialogo con i calciatori e nemmeno in quello con i colleghi.

Si tratta di un movimento di gioco e di dinamica, l’on field review si rende necessaria per un errore chiaro. Qui è chiaramente errata. Nasce per ristabilire una verità di campo, che in questo caso parla di una normale dinamica. Non c’è un intervento falloso“, chiosa Tommasi.


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