Al termine della sfida tra Genoa Primavera e Cagliari Primavera, terminata in parità, il tecnico dei grifoncini, Jacopo Sbravati, ha commentato la gara ai nostri microfoni. “Sarebbe stato complicato accettare il verdetto che stava per venire fuori, che era quello di perderla, perché è stata una partita dominata dal punto di vista del gioco e perché la palla abbiamo avuta sempre noi. Chiaramente un conto è muoverla nel primo terzo di campo, un conto è muoverla negli ultimi trenta metri. La qualità negli ultimi trenta metri è un pochino mancata, però onestamente siamo stati puniti un po’ troppo, perché le uniche due imperfezioni che abbiamo avuto nel primo tempo ci hanno punito molto severamente”.
“Allo stesso tempo, però, voglio fare i complimenti al nostro portiere Baccelli, perché nel secondo tempo ha fatto una grande parata, col risultato ancora in bilico e nel momento in cui stavamo provando con tutte le forze a recuperare il risultato – sottolinea Baccelli – È giusto che si riparta da quello ed è corretto che la squadra sia uscita con almeno un punto per quello che ha creato, anche se a livello di tiri in porta non sono stati tantissimi, ma il fatto di avere sempre la palla, di muoverla, di spostarli, faceva percepire che da un momento all’altro potesse arrivare questo gol. Per fortuna è arrivato, quindi ci prendiamo questo punto che è importante perché questo campionato ci sta dicendo che, a volte, è più complicato giocare con quelle dietro che con quelle davanti. C’è un equilibrio pazzesco e ogni gara c’è veramente da lottare sul dettaglio”.
La partita era difficile perché avete giocato contro un 5-4-1, con una squadra che giocava all’antica con difesa e contropiede. Lo avete patito, però non è che il possesso palla in questo calcio attuale sia sempre un tenerla di più o di meno, ma dipende dalla velocità con cui si muove. E secondo me voi eravate un po’ lenti nel giostrare a centrocampo questo pallone e cercare di aprire il gioco sulle corsia laterali…
“Nel primo tempo eravamo sicuramente un po’ lenti, nel secondo tempo meglio perché abbiamo, anche con i cambi, alzato un pochino la qualità negli ultimi famosi trenta metri che dicevo prima. Non era però semplice perché loro erano molto stretti, molto bassi e il blocco basso l’hanno interpretato davvero bene. Ti levavano a profondità, quindi anche nel momento in cui allungavi un attimino la palla c’era sempre una superiorità numerica. Non è semplice. Queste partite insegnano tanto a noi come allenatori e a loro come giocatori, perché sono spartiti completamente diversi da altre volte. Alcune volte l’abbiamo fatta noi una partita così, ad esempio a Cesena o Parma, e ci sono vantaggi anche a difendere in blocco basso come ha fatto il Cagliari, soprattutto se hai giocatori davanti come ha il Cagliari. È entrato Trepy, che è un ragazzo che ha fatto gol in Serie A dieci giorni fa, quindi il livello di Goni avversario è un livello alto, sempre e comunque, anche se la classifica oggi dice che il Cagliari è un po’ più penalizzato. Per questo dico ai ragazzi bravi, perché sul 2-1 era più facile prendere il terzo per come si era messa la partita che fare il secondo. Bravi nell’aver pazienza nel muovere la palla, ad essere stati più veloci del primo tempo e ad aver avuto comunque sale in zucca perché era un attimo sbilanciarti e concedere campo”.
“Bisogna avere l’equilibrio giusto tra il raggiungere il risultato e fare giocatori, perché è il nostro mestiere. Poi ci sono alcune realtà che danno priorità assoluta al vincere gli scudetti, al vincere le partite. Noi cerchiamo di trovare il compromesso giusto tra il fare giocare ragazzi come Nuredini a Parma (col coraggio del nostro mister De Rossi che ha voluto inserirlo, così come c’è stato chi in passato ha inserito i Venturino e gli Ekhator) e il cercare di arrivare ad un compromesso buono come risultato di squadra. Oggi, in questo campionato, devono stare attenti tutti a salvarsi e a fare i playoff, perché in sette punti ci sono quattordici squadre. Se fai un filotto positivo ti trovi terzo, se fai un filotto negativo sei quarto ultimo. Serve equilibrio, il livello delle altre è sul filo. A parte due o tre squadre che scapperanno, sarà equilibrata fino alla fine. E tra la quartultima e la sesta dei playoff balleranno cinque o sei punti, non di più. Ne sono fortemente convinto”.
Ho visto che dalla panchina, quando c’erano i calci di punizione diretti e indiretti, c’è sempre lo stesso movimento alla Martin, sempre il pallone dalla stessa parte. Loro, là dietro, mi sembravano fisicamente abbastanza preparati. Avete studiato qualcosa di diverso per aprire queste difese in questa maniera?
“Sì, ci sono due o tre alternative sempre, se calciassimo sempre come calcia Martin. Pensiamo che ce la si possa giocare cinquanta e cinquanta con i nostri attaccanti, perché abbiamo struttura e perché anche noi abbiamo qualità nel duello aereo. Chiaramente se una volta la palla è un po’ più corta, una volta la palla è un po’ più lunga, si fa fatica. Ma se si calciasse sempre come calcia Martin, sono convinto che aumenterebbero le possibilità. Ci si prova e chiaramente ogni partita ha il suo spartito e le sue palline attive”.
Genoa Primavera | Lafont commenta il pareggio col Cagliari – VIDEO








