“Vivere nel cuore di chi resta non è morire“. Da ormai diversi anni recita così un messaggio fuori dalla Gradinata Nord, in via Clavarezza, per ricordare la memoria di Vincenzo “Claudio” Spagnolo, assassinato prima di un Genoa-Milan di 31 anni fa.
Era il 29 gennaio 1995 e quella data è rimasta scolpita nella mente dei Genoani, e non solo. Un giorno da dimenticare per la brutalità dell’episodio, ma un giorno da ricordare perché possa non ripetersi mai più.
L’anno scorso, nel trentennale della morte di “Spagna”, la Gradinata Nord, proprio nell’ottica di commemorare Spagna, si radunò prima fuori dalla Gradinata Nord, assieme al papà di Vincenzo “Claudio” Spagnolo, Cosimo.
Poi vi fu una lunga e sentita commemorazione assieme a diverse tifoserie di altre squadre, a testimonianza di quanto quell’episodio sia ancora vivo nel mondo dello sport italiano e nel mondo del tifo organizzato, oltre a fornire un esempio di cosa non dovrebbe mai mischiarsi con lo sport: violenza e morte.





