Genoa–Bologna: nello spogliatoio e tra i tifosi del Grifone il pensiero andrà alla gara di andata, persa dalla squadra di Vieira al 99’ di gioco dopo un Var durato parecchi minuti.

Correva la quarta giornata di campionato e il giovane Collu di Cagliari punì il Grifone con un rigore indirizzato dal VAR Maggioni (domani a Lissone al VAR) e dall’AVAR Chiffi, con una giustificazione che fece sorridere per alcuni giorni la stampa sportiva e politica nelle pagine di calcio: “fallo da rigore dopo che Ekuban tocca il pallone con una spalla e la sfera scivola, con un movimento istintivo, sul braccio di Valentin Carboni”.

La motivazione del direttore di gara fu: “per extra movimento verso il pallone”. Come sempre, il Vecchio Balordo ebbe la primogenitura di questo provvedimento, che non fu ripetuto in altri falli con le braccia istintive che il regolamento non prevede, né tantomeno il protocollo Var.

Non mi sono dimenticato che domani si gioca Genoa–Bologna, alla luce del mercato di riparazione e di un calendario, sulla carta, da prendere con le pinze: Bologna, Lazio e Napoli, anche se giornata dopo giornata viene smentito da risultati non più a sorpresa. Affrontarle, iniziando domani alle 15 dentro il Tempio, con serenità potrebbe far scaturire sorprese positive per il Vecchio Balordo.

Il Genoa contro i felsinei non dovrà concedere molto, come fatto bene nelle ultime gare, soprattutto nella fase difensiva, con grande equilibrio, pronto ad attaccare ma con un occhio al reparto arretrato per evitare di concedere spazio alle transizioni emiliane in fase di possesso.

La fase difensiva di De Rossi ormai è nota: manca Østigard e bisognerà avere fiducia in Otoa, il tutto supportato dalle ottime prestazioni di Leali, autore di due buoni “clean sheet” nelle ultime due gare.

Non sarà solo prudenza da parte di DDR, visto il gioco delle ultime partite che non è stato parsimonioso in avanti, fermato spesso dalle parate dei portieri avversari.

DDR lo comunica in ogni conferenza stampa: bisogna lavorare ancora sulle soluzioni offensive, cercando combinazioni di gioco e maggiore presenza in area avversaria.

Sarà una partita scorbutica, con un Bologna aggressivo alla ricerca del pressing alto nei primi minuti per cercare di confezionare il risultato e poi difenderlo, considerate le forze spese nel giovedì di Europa League. Italiano ha ottenuto più risultati fuori casa: 4 vittorie sulle 8 complessive.

Le note positive ultimamente arrivano dalla fase offensiva, dove Colombo e Vitinha si sono messi particolarmente in luce; tutto potrà essere confermato anche contro i rossoblù a strisce, aumentando la cattiveria dentro l’area di rigore avversaria.

È arrivato Baldanzi a centrocampo, qualità in più alla ricerca di soluzioni e imprevedibilità: innesto nuovo in rosa e variazioni tattiche che non si acquisiranno in poche ore. Baldanzi sta recuperando dall’infortunio, non dovrebbe essere convocato.

L’altro innesto è Zatterstrom, centrale difensivo norvegese, che potrebbe andare in panchina se arriveranno i documenti, considerata la squalifica di Ostigard.

La squadra contro il Bologna dovrà combattere come sempre, con ciò che ha fatto vedere anche nei momenti bui: fase difensiva organizzata, grinta, corsa e, ultimamente, la carica dei due attaccanti.

Il Genoa dovrà sfruttare la buona condizione fisica e continuare con il “Duracell” delle ultime tre gare, senza pensare alle fatiche degli avversari in Europa.

Provaci DDR: lo stato d’animo del popolo genoano cerca ottimismo, buon umore, gioia irrefrenabile. La formazione domani alle 14 su Buoncalcioatutti.

Bologna. Durante il recupero della sedicesima giornata di campionato, dovuto alla Supercoppa italiana, il Bologna ha vinto in casa del Verona, risultato che mancava da novembre. Gli scaligeri si sono illusi con la rete di Orban, ribaltata poi da tre gol firmati da Italiano e dai suoi ragazzi.

I felsinei, con la vittoria in riva all’Adige, sembravano usciti dalla crisi e pronti a rilanciarsi in Europa, dimenticandosi però delle due reti subite dagli uomini di Zanetti, quasi comiche, compensate dalla tripletta dei cannonieri di buona fattura.

Tre giorni dopo i bolognesi hanno perso tra le mura amiche contro la Fiorentina, nella gara segnata dalla scomparsa del presidente Commisso. Un primo tempo a tinte viola, con Italiano costretto a leccarsi le ferite e a cambiare quattro calciatori a inizio secondo tempo, mettendo la Viola alle corde, pur difendendosi bene.

Italiano ha patito la verve dei toscani nel primo tempo a centrocampo e le ripartenze sulle corsie laterali che hanno portato alle due reti, con una difesa emiliana trovata per l’ennesima volta scoperta. L’illusione del gol di Fabbian, passato in viola in questi giorni, si è arenata sul “verrou” (chiavistello) di Vanoli, squalificato.

Bologna ottavo posto in classifica: 30 punti frutto di 8 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte, 30 gol fatti con 7 reti di Orsolini, 6 di Castro, 4 di Odgaard, 24 subiti.

A Bologna c’è rammarico per la classifica e si rumoreggia dopo la vittoria della Coppa Italia e i 62 punti della scorsa stagione, inaspettati e arrivati dopo la perdita di Calafiori e Zirkzee.

La differenza tra Thiago Motta e Italiano ha avuto effetto nella strategia di quest’ultimo, con una verticalità più accentuata in fase di possesso, attacco diretto e gioco sulle corsie laterali per andare al cross o alle giocate di Orsolini.

Il calciomercato estivo ha avuto successo in uscita con la vendita di Ndoye al Nottingham per 42 milioni e di Beukema al Napoli per 31 milioni; Sartori, il DS, non è riuscito però a rimediare in difesa con Vitik (2003) dallo Sparta Praga. Sartori e la società hanno cercato di portare esperienza riportando in Italia Bernardeschi e Immobile, con pochi squilli finora.

La squadra di Italiano nel girone d’andata ha mostrato alti e bassi, con punti di forza e debolezza. Se in avanti si sono create occasioni da gol, in difesa le reti incassate hanno destato allarme.

L’instabilità dei risultati rende perplesso il cammino dei petroniani, in particolare quando la squadra perde una caratteristica dell’allenatore: giocare in modo aggressivo per creare pressione sull’avversario.

Giocano con il 4-2-3-1 orientato a una pressione ultra offensiva, cercando di controllare le gare con intensità e dominio territoriale.

Giovedì sera il Bologna ha giocato una gara di qualificazione di Europa League tra le mura amiche, pareggiando con il Celtic. Bolognesi subito buggerati con due reti nel primo tempo; scozzesi in dieci uomini dal 36’ del primo tempo. Più di 30 tiri in superiorità numerica, ma tanta fatica non giustificabile contro un avversario inferiore qualitativamente, prima ancora che numericamente.

La formazione di Italiano domani, alla consegna della distinta al direttore di gara, sarà alle prese con l’infortunio di Lucumí in difesa; Viti in panchina, così come Orsolini e Cambiaghi visti con gli scozzesi. A disposizione rientrano De Silvestri, Freuler, Immobile, Sohm e Helland, fuori dalla lista Uefa. Sohm è l’ultimo arrivato dalla Fiorentina nello scambio con Fabbian; Helland, difensore centrale classe 2005, è arrivato dal Brann (Norvegia) ed è sceso in campo con la Fiorentina nell’ultima giornata.

Arbitro: Maresca di Napoli. Classe 1981, vigile del fuoco, dirige dal 1997. In Serie A dal 2014, alla CAN dal 2016, internazionale dal 2020. Assente a lungo per problemi fisici ai menischi, è rientrato l’8 dicembre 2025 nella gara vinta dal Genoa a Udine con rigore di Ruslan e gol di Norton-Cuffy.

146 le gare dirette in Serie A. Con il Genoa: 18 (9 vittorie, 4 pareggi, 5 sconfitte). Con il Bologna: 15 (6 vittorie, 4 pareggi, 5 sconfitte). Primo assistente Bercigli (Firenze), secondo assistente Ceolin (Treviso), quarto uomo Pairetto (Nichelino), VAR Maggioni (Lecco), AVAR Massa (Imperia).

Diffidati Genoa: Masini. Diffidati Bologna: Cambiaghi.


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