Nel corso della conferenza stampa che ha anticipato la sfida tra Genoa e Bologna (clicca QUI per leggerla integralmente), il tecnico rossoblù Daniele De Rossi ha parlato anche del tema mercato e, soprattutto, degli ultimi due arrivi Baldanzi e Zätterström.
Su Baldanzi: “In questo istante niente perché è ancora infortunato. Non so se possiamo parlare di giocatori che ancora non sono stati ufficializzati. È un ragazzo cui tengo particolarmente a livello umano e tecnico, mi rivedo tantissimo in lui, ma ad oggi non è ancora un giocatore del Genoa, quindi mi concentro su quelli che domenica spero mi faranno vincere la prossima partita. Se può fare anche l’attaccante nella mia idea? L’attaccante ho visto che gliel’ha fatto fare qualche volta Gasperini come falso centravanti. La fisicità è quella che e diventerebbe un trequartista aggiunto in più, un centrocampista in più che aiuterebbe molto nella manovra, ma toglierebbe un po’ di profondità e presenza in area. Non so a Roma, ma qua abbiamo attaccanti forti, che si fanno sentire e stanno migliorando giorno per giorno. Anzi, voglio che siano ancor più presenti in area soprattutto per quanto riguarda Ekhator, Vitinha ed Ekuban. Per quanto riguarda Colombo sta trovando la dimensione per crearsi tante occasioni in ogni partita. Sono contento di questo. Se segna è meglio, se non segna può succedere e può essere anche merito del portiere o può capitare che uno sbagli. Ma voglio che si creino occasioni da gol. Per quanto riguarda Baldanzi, quando arriverà vedremo se anche quella sarà un’opzione, ma non credo ci sarà necessità di metterlo centravanti. Può farlo perché è intelligente, magari in qualche momento di partita per creare superiorità, ma quando abbiamo pensato a lui non era per quel ruolo. È un giocatore che deve stare il più possibile dentro il campo, perché ha la dote naturale di cercare il pallone tra le linee. Continua a non avere la gamba che voglio abbiano gli esterni, ma è un giocatore frizzante, dinamico, tignoso, che se mi immagino dentro questo stadio penso che molto presto possa diventare un beniamino. Ha spirito e DNA dei Genoani“.
Un giocatore che è stato ufficializzato è Bijlow: come l’hai trovato? Giocherà con il Bologna?
“Ci devo pensare, so che è arrivato motivato e si è subito buttato dentro a questa realtà. Non sapevo avesse giocato sempre per 22 anni con il Feyenoord, mi sono immedesimato al mio primo giorno al Boca. Devo stargli vicino, può sembrargli tutto strano. Dai compagni è stato accolto benissimo, così come dagli altri portieri e dallo staff. Deve parlare qualcosina di italiano, che è sempre importante per un portiere che deve comunicare. Ha un passato importante, ha avuto degli infortuni, ma abbiamo visto in lui qualcosa che a me piace. Anche Strootman mi ha confermato quanto bene si dicesse di lui in Olanda, deve mettersi al pari dei compagni e capire la nostra richiesta. Vediamo cosa succederà domenica, ora abbiamo un parco portiere completo. Sui portieri faccio un passo indietro e cerco di confrontarmi. Non c’era urgenza di cambiare, non credo di avere avuto un occhio particolarmente brillante per riconoscere che Svilar a Roma aveva qualcosa di diverso, è tra i primi cinque portieri al mondo. Leali ha dato grande disponibilità, adesso vediamo. Non c’è urgenza. Sono portieri diversi, uno più portato all’uscita e l’altro più abile tra i pali. Magari li sceglieremo anche in base alle caratteristiche“.
Su Zätterström, le sue caratteristiche e se sarà inizialmente la riserva di Vasquez sul centrosinistra: “Abbiamo visto delle grandi qualità in lui. Qualità che aveva fatto vedere più nella sua precedente esperienza al Malmö che non in Inghilterra. Ho visto in lui qualità sulle quali vorrei lavorare forte. Inizialmente può essere considerata la riserva di Vasquez essendo un ragazzo giovane che non gioca da un po’ di tempo e deve adattarsi, ma quello che ho visto in quel ragazzo, che era forse appena diciottenne al Malmö, in Europa League, contro squadre blasonate, è un giocatore di personalità, che viene dentro il campo, che vuole giocare col mancino e che sa giocare a testa alta, difendere e posizionarsi. Sono curioso di vederlo, sperando che il suo adattamento sia il più veloce possibile. Lo aiuteremo perché voglio vedere cosa possa diventare come giocatore“.
Infine, un passaggio su Venturino: “Non gliel’ho permesso io di avere minuti e potersi esprimere. Mi dispiace tanto per il ragazzo e per il calciatore. Il ragazzo è un top assoluto in tutto. Alle spalle ha sicuramente una famiglia molto per bene, è un ragazzo super rispettoso di tutti i ruoli. Mi dispiace perché quando inizia la stagione, hai ventidue giocatori, due per ruolo, punti su Venturino e Fini e sai che sono un doppione nel ruolo che hai scelto. Cinquanta per cento di possibilità ogni volta e gli dai più possibilità partendo da zero. Io ho accettato il Genoa che aveva tre punti in classifica, era ultimo o penultimo se non sbaglio. Poi c’è stata la gara di Sassuolo, ma sono stato felice di dire “sì” quando ne aveva tre. Forse è una mentalità molto italiana, forse un po’ vecchia malgrado sia un giovane allenatore, ma all’inizio cerchi di appoggiarti su un pizzico di esperienza e conoscenza di questi momento. A Parma il dubbio mio era tra Sabelli e Venturino e magari decidi di puntare su un po’ di esperienza. A volte scegli in base a queste cose e, forse, avrei dovuto avere un po’ più di coraggio. Mi prendo la responsabilità del poco minutaggio di Venturino e del poco minutaggio di Fini perché sono stati sempre lì a disposizione. Per quello che vedo, meriterebbero più spazio e non gliel’ho dato non perché non mi fidi di loro, ma perché stavamo trovando la quadra con altri giocatori. Venturino è un giocatore di assoluto futuro e anche di assoluto presente. Ha una gamba impressionate, è velocissimo. Spero che abbia un grande successo. Ho chiamato a Roma stamattina dicendo “mi raccomando, arriva un mio protetto: trattatelo come merita“.
Rassegna Stampa | Genoa, Venturino pedina chiave per sbloccare Baldanzi. Andrà alla Roma







