Nel dopogara della sfida tra Genoa e Cagliari (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi dalla sala stampa del Ferraris. Ecco le sue dichiarazioni.

Questa vittoria è importante perché è uno scontro diretto, è importante perché i giocatori e lo stadio meritavano una vittoria serena. Soprattutto dopo aver visto sfumare la vittoria a Milano, che ci avrebbe fatto comodo. Meritavamo di prenderci una rivincita: sono contento per ragazzi, gente e club. Non abbiamo fatto nulla, tra sei giorni abbiamo un’altra partita altrettanto importante“.

Sulla porta inviolata: “Sicuramente è importante, ma la vedo diversamente e mi conoscete. Abbiamo preso gol in partite in cui abbiamo concesso meno di oggi, col Pisa abbiamo preso gol su tamponamento e con l’Atalanta quando meritavamo di vincere. Abbiamo preso gol in tante circostanze dove ce li siamo fatti da soli. Oggi il portiere è stato super, ma soprattutto l’occasione di Luvumbo non ci sta per nessun motivo. La rivedremo bene, ma a volte sono giocate dei singoli che ti permettono di non prendere gol”.

Cosa non ti è piaciuto in una partita come questa?

L’analogia con il Pisa, un campanello d’allarme. Siamo partiti bene, ma appena abbiamo fatto gol abbiamo perso campo e lucidità. Nel primo tempo sono stati commessi una quantità di errori tecnici che non ho mai visto commettere a questa squadra, addirittura nei falli laterali. Probabilmente è una cosa mentale: ci tenevano tanto e il Cagliari è forte. Non sempre porti a casa partite così, abbiamo completamente smesso di essere aggressivi“.

Su Colombo: “Lui ha qualità, io stimolo sempre i giocatori con poca qualità a non mollare mai. Ma lui ne ha, potenzialmente è molto forte. Accontentarsi sarebbe da mediocri, continueremo a stimolarlo. Anche lui deve migliorare, ha perso un po’ di palle morbide dopo che ha fatto gol. Noi abbiamo tanti giocatori giovani. Sono contento di lui, di come si aiuta con Vitinha. Quella del gol è una giocata che volevamo cercare. L’attaccante è quello che deve andare ad attaccare quello spazio lì e fare gol con cattiveria. Lui me lo sta sempre dimostrando“.

Avete cinque punti di distacco dalla terz’ultima posizione adesso…

Il percorso è ancora lunghissimo, mancano tante partite. Il Direttore ha detto che questo è solo il primo tempo e che il secondo lo giocheremo a Parma tra sei giorni. Diciamo sempre che è molto lunga ma non lo è sempre così tanto. Ogni partita c’è da prendere punti, abbiamo rischiato di prenderne tre con il Milan. Ci sono partite importanti, non ce ne sono da snobbare. Penso che abbiamo avuto un periodo di partite in cui avremmo meritato di più, oggi qualcosina la fortuna ci ha ridato indietro“.

Avete segnato all’inizio e alla fine: avete trovato il gol in un momento chiave. Inoltre avevi già chiesto di calciare di più da fuori e oggi è arrivato il gol di Frendrup. Si sono visti passi in avanti?

Si può fare meglio, avevo chiesto di far finire palloni in area. Bisogna capire chi siamo. Se fossimo una squadra con qualità eccelsa allora direi di tenere palla, facendo perdere equilibrio ai difensori avversari. Non siamo quella squadra lì. Abbiamo due attaccanti, un centrocampista come Malinovskyi che tira troppo poco secondo me. In area può succedere di tutti, soprattutto con il VAR. Non dobbiamo arrivare lì e far girare la palla, rischiamo di prendere contropiedi soprattutto con il Cagliari che è una delle squadre più forti in transizione“.

Quando abbiamo visto Masini scaldarsi pensavamo potesse subentrare a Frendrup. Ci spieghi il cambio?

Morten nel primo non aveva fatto bene, così come altri. Volevo evitare di commettere l’errore fatto a Milano, ossia che ci siamo abbassati. Credo che Masini sia l’esempio di quanto serva il gruppo. Mi è venuto a parlare per capire come mai non giocasse tantissimo, visto che con Vieira giocava tantissimo Pensavo mi dicesse che voleva andare via per il poco impiego, invece mi ha detto che vuole stare qui e che per lui il Genoa è quello che per me è la Roma. A me queste cose fanno commuovere: il calcio è amore per la maglia e per dove si è. Uno come Masini lo vorrò sempre nella mia squadra. Quando lo metto so che sarò sempre sereno, la prestazione la fa. Poi può sbagliare come tutti. Con lui passiamo più tempo a fine allenamento perché vuole migliorarsi. Lui è una mezzala e quando l’ho messo davanti alla difesa l’ho messo in difficoltà io. Oggi ha dimostrato che ha saputo fare le due fasi, sono contento per tutti ma soprattutto per lui. Cambi? Questi ragazzi sono molto simili. Thorsby non è uno che vuole stare in panchina e quando è stato messo in discussioni ha alzato il livello. Nel primo tempo forse Ellertsson era stato uno dei pochi che non mi è dispiaciuto. Io ero qui a difendere Leali quando la stampa sottolienava che fosse un problema. Ha vissuto un momento in cui sembrava poco sereno, ha risposto sul campo come il grande professionista che è“.

Su Malinosvkyi: “Noi gli chiediamo di abbassarsi e poi di alzarsi cercando lo spazio tra le linee. Ha tanta qualità, ha cambiato un po’ il suo modo di giocare. Ha un tiro e un ultimo passaggio fondamentali, non può stare lontano dall’area“.

La squadra sembra ben mentalizzata sulla lotta salvezza…

Questo è fondamentale, non solo per chi si deve salvare. Il Cagliari è forte e ha qualità, in panchina c’è uno come Gaetano che secondo me è fortissimo. Quando non ti riescono le cose devi difendere da provinciale. Quando non riusciamo ad essere belli devi difendere con il coltello tra i denti. Ci sono cinque squadre al mondo che possono tirare sul il piede dall’acceleratore, noi non siamo tra quelle“.


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