Tante volte, prima delle gare da giocare al Meazza, abbiamo scritto, non in modo drammatico, “Lasciate ogni speranza, voi che entrate”, la famosa frase di Dante Alighieri tratta dalla Divina Commedia, scritta all’ingresso dell’Inferno, come in tante occasioni in cui il Vecchio Balordo scendeva a San Siro alla luce della classifica.

In parecchie occasioni, con parecchi allenatori, c’è sempre stata la prestazione, anche se la differenza tecnica e tattica ha fatto la differenza; in altre occasioni sono state invece situazioni arbitrali a incidere. Con il Diavolo ci sarà Mariani di Roma, arbitro internazionale che si sta giocando la partecipazione ai Mondiali USA-Messico-Canada.

Il Grifone alla Scala dovrà essere pronto a recuperare il gioco e la grinta visti nelle prime gare con De Rossi in panchina, e DDR vorrà dimostrare che anche con ingredienti più poveri si può far digerire – o gustare – la cena al popolo genoano.

Il Genoa, per avere successo, dovrà optare per lasciare il Diavolo rossonero all’inferno con un pressing feroce sul portatore di pallone avversario, cercando di indurre errori di transizione nei giocatori avversari. La marcatura a uomo su Modric e Rabiot sarà quasi indispensabile, anzi necessaria.

Per fare tutto questo, il primo genoano che porterà pressione individuale dovrà essere accompagnato da un pressing collettivo dei compagni, pronti a limitare altri possibili ricevitori di pallone rossoneri.

In prima battuta, se non riuscirà il primo pressing sul pallone, Frendrup – e non solo lui – e compagni dovranno essere bravi a intercettare il passaggio che potrebbe aprire varchi negli spazi per gli attaccanti milanisti, cercando di approfittare di quelli alle spalle della difesa di Allegri, che a San Siro ha subito più gol che in trasferta.

De Rossi chiederà di proporre nuovamente quanto visto in casa e fuori contro le altre titolate del campionato: giocare velocemente, cercare il tiro appena ricevuta la sfera anche da fuori area e subito dopo la verticalizzazione. Pazienza se non ci sarà una precisione elevatissima, obbligata dalla velocità con cui arriveranno passaggio o tiro.

DDR e il suo staff potrebbero aver studiato qualcosa di diverso strategicamente, qualcosa già messo in campo per recuperare il risultato in altre gare: abbassare Vitinha a centrocampo e schierare due punte veloci in avanti. Vitinha ha dimostrato di essere un giocatore universale, interessante, pronto a produrre il massimo rendimento indifferentemente dal ruolo e dalla funzione che si trova a svolgere.

De Rossi, con coraggio, potrebbe crederci nel coronare una mossa non vista negli ultimi anni da parte di altri allenatori. I numeri tattici non contano: il portoghese potrebbe essere utile dietro le due punte e rappresentare un rinforzo di qualità nel cuore del gioco, qualcosa che manca al Vecchio Balordo.

A San Siro occorrerà un Genoa “tripallico” alla Prof Scoglio, termine che DDR, la società e i tifosi si aspettano: intenso, aggressivo e determinato, giocando con passione e grinta. La formazione domani sera alle 19.45.

Il Milan di Allegri: in pochi si aspettavano a inizio stagione che partecipasse alla corsa per il titolo di campione d’inverno del campionato 2025/26, anche se mancano ancora due gare, considerati i recuperi della Supercoppa e l’impegno – tra le altre pretendenti – nella difficilissima trasferta di Como giovedì 15 gennaio. Allegri è preoccupato: pensa di avere la rosa meno attrezzata rispetto alle altre squadre di testa per affrontare 4 gare in 10 giorni, iniziando con il Genoa.

Nell’ultima di campionato ha vinto in casa del Cagliari realizzando il gol con Leao al primo tiro in porta all’inizio del secondo tempo, dopo che i sardi avevano trovato spazi e buchi nella difesa rossonera, sbagliando tre occasioni da gol nei primi quindici minuti per errori di posizione e facendo fatica a uscire dal pressing sardo.

Il Diavolo in questa stagione ha realizzato 12 gol al primo tiro in porta, una buona parte a inizio dei secondi tempi. Ha segnato 29 reti e ne ha incassate 13, di cui solamente 5 in trasferta e 8 tra le mura amiche. Ha perso una sola gara su 17, la prima di campionato al Meazza con la Cremonese; ha pareggiato con Pisa (2-2), Sassuolo (2-2) e Parma (2-2), incassando 7 delle 8 reti subite a Milano. Solamente nelle ultime due gare di campionato ha battuto squadre della parte destra della classifica: Verona in casa per 3-0 e Cagliari in Sardegna.

Funziona il “muso corto” di Allegri, trasportato dalla Signora al Diavolo. Erroneamente si pensa sia una strategia del “prima non prenderle”, invece è caratterizzato da una fase di possesso pallone aggressiva con pressione alta. Allegri alla Juventus aveva spiegato cosa intende per “muso corto”: oltre al “non dare respiro”, il “muso” raffigura l’attacco, il “corto” la distanza tra il pallone e l’area avversaria.

I difetti del “muso corto”, in particolare nelle gare casalinghe contro le squadre che hanno pareggiato dalla decima posizione in giù: vulnerabilità al contropiede, dipendenza dai giocatori chiave a centrocampo (Modric e Rabiot), difficoltà contro le squadre che si chiudono e ripartono, se questi vengono marcati strettamente.

La formazione di Allegri domani: il toscano pensa di fare turnover nuovamente domenica 11 gennaio alle 15 al Franchi di Firenze, lamentandosi per anticipi e posticipi.

Difficilmente Allegri schiererà dal primo minuto il gigante Fullkrüg, arrivato il primo giorno di mercato e già esordito con il Cagliari dal West Ham; con il rientro di Pulisic, probabile coppia con Leao falso centravanti.

Arbitra Mariani di Aprilia, classe 1982, esordio in Serie A nel 2013, consulente informatico, 176 gare in Serie A. Nel dicembre 2018 promosso arbitro internazionale. Attualmente nella categoria “élite”: in questa stagione ha diretto Liverpool-Atletico Madrid, PSG-Bayern, Marsiglia-Newcastle.

Mariani è il candidato numero uno a partecipare al prossimo Mondiale di calcio. Sono 25 le gare con il Milan: 13 vittorie, 4 pareggi, 8 sconfitte. Sono 20 con il Grifone: 5 vittorie, 5 pareggi, 10 sconfitte.

Primo assistente Bindoni (Venezia), secondo assistente Moro (Schio), quarto uomo Turrini (Firenze). VAR Di Paolo (Avezzano), AVAR Paterna (Teramo).

Diffidati Milan: Tomori. Diffidati Genoa: Østigard.


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