Genoa–Pisa 1-1, gol di Colombo, pareggio di Leris. Il ruggito del Tempio non è riuscito a trasmettere al Vecchio Balordo la carica che occorreva per battere la Torre Pendente di Gilardino. Partita dei secondi palloni, o meglio dire “palle” viste le richieste dei tifosi a fine gara alla squadra guidata da De Rossi.

La vigilia di Natale, Capodanno e Befana non è stata goduta dal popolo genoano. I guai del Genoa del girone di andata, rivisti anche contro il Pisa, oltre alla mancanza di gol e agli errori lapalissiani che sono costati punti in classifica e una panchina saltata, sono stati — basta controllare i tabellini — la mancanza di tiri da fuori area, di calci di punizione diretti al limite, di reti fatte su palloni inattivi e troppe reti incassate da calci piazzati e calci d’angolo: troppo poco per una squadra che deve affrontare un campionato di Serie A.

Palloni inattivi che i calciatori di Gilardino hanno ammesso in conferenza stampa (Angori e Leris): tutto era stato preparato per mettere in difficoltà il Vecchio Balordo e il portiere genoano. Basta rivedere il gol del pareggio del Pisa, con una “culattata” di Vazquez su Leali, che sbilanciato perde il pallone, anche se in altre uscite aveva fatto venire i brividi.

Oltre alla mancanza di gol, il problema che ha causato più guai in questo girone di andata, ormai agli sgoccioli, sono stati gli sbagli e i malintesi nel cuore del gioco e nella fase difensiva, dove chi vi ha giocato non ha presidiato e coperto bene, né ha creato occasioni per chi agiva davanti. La conferma che senza regista è difficile fare un film, oltre alla mancanza di un mediano capace di fare le due fasi con passo più svelto.

Per quanto riguarda i tiri in porta, avrebbe meritato di più il Grifone: due ottime parate di Scuffet su Vitinha e Torsby, oltre al gol, da vero centravanti, di Colombo. Il Pisa ha colpito una traversa con l’aiuto di Leali.

Dopo il gol di Colombo il Genoa ha rinculato. Non ha approfittato degli spazi a disposizione e il Pisa ha preso campo grazie alle seconde palle guadagnate e recuperate dopo primi contatti, passaggi sbagliati e spunti tecnici imprecisi da entrambe le squadre.

Il Pisa è stato più aggressivo e pronto a recuperare le seconde palle, leggendo il gioco e anticipando dove sarebbe caduto il pallone. In questo tipo di gara il Genoa non ha mai cambiato campo: solo uno al 36’ del secondo tempo con Ruslan, nel tentativo di aprire la cassaforte di Gilardino.

Tutto ciò non è piaciuto ai quasi 32mila del Ferraris, che hanno visto i calciatori genoani non avventarsi su ogni pallone. Il Pisa, con Gilardino e il vice Caridi sempre bravi a lavorare sui difetti degli avversari, ha però mostrato anche i grossi errori dei propri avanti nell’ultimo passaggio, che hanno prodotto una sola vera conclusione nel primo tempo. Gilardino è bravo nel preparare le gare, ma il gol resta una chimera e gli errori in fase difensiva pure: toccherà alla società aiutarlo nella campagna di riparazione. Annunciati cinque arrivi, che dovranno però fare la differenza rispetto a chi è attualmente in rosa, altrimenti sarà difficile per Gila raddrizzare la Torre della squadra.

Questo pareggio non farà fare voli pindarici. Non si è giocato bene e tutti dovranno esserne consapevoli: dirigenza, direttore sportivo e allenatore. Servirà, oltre al lavoro, anche qualcosa per migliorare la rosa.

Il Genoa ha dimostrato di poter trovare equilibrio e gioco di squadra, ma i giocatori che arriveranno dovranno dare contenuto e senso a ciò che bisogna fare per salvare il Vecchio Balordo e non far soffrire il popolo genoano.

Per salvarsi il Genoa deve continuare a essere gruppo tra campo, scrivanie e tifosi, non solo a parole, condividendo valori e obiettivi e dando un significato a ciò che bisogna essere per rendere il Genoa, se non straordinario, almeno normale.

Tra oggi, domani e i prossimi giorni non arriveranno i Re Magi al Pio Signorini: si stanno valutando calciatori in grado di abbellire la rosa tecnicamente e qualitativamente, capaci di fare la differenza rispetto alle altre 18 gare già giocate.

Il calciomercato del Genoa è difficile, e non solo per volontà del Grifone. I giocatori guardano la classifica, i procuratori non amano contratti a tempo ridotto in attesa del verdetto finale della stagione. Tutti conoscono i difetti del Genoa e cercheranno di approfittarne.

Il pareggio con il Pisa è stata una Calza della Befana che bisognerà rattoppare bene e che dovrà portare oro, incenso e mirra non domani: servirà pazienza per non sbagliare gli innesti, con la consapevolezza che sarà necessario investire oculatamente qualche euro sulla via della salvezza.

Buona Befana a tutti!


Genoa-Pisa | De Rossi: “Il vantaggio ci ha impaurito. Abbiamo smesso di giocare nel momento migliore”