Il Genoa torna d’attualità su Open VAR dopo le polemiche di Bologna-Genoa. L’episodio è il rigore tolto dall’arbitro Ayroldi, su suggerimento del VAR Abisso e dell’AVAR Dionisi, per tocco di braccio di Romagnoli su traversone di Vitinha e leggera deviazione aerea di Colombo.
“Il giocatore della Lazio ha una posizione che è naturale e ricorda molto l’episodio di Verona-Juventus, mentre l’episodio di Parma-Torino è episodio che va al di là, col braccio di Ismailj che aumenta la copertura – spiega Rocchi – Qui faccio i complimenti ad Abisso (ieri sera al VAR, ndr) perché la decisione non è semplice. Se non fosse stato fischiato in campo, sarebbe stato meglio. Avremmo avuto un problema in meno di fronte al monitor. Una volta fischiato, però, è giusto rivederlo e, soprattutto, toglierlo. Dinamica e posizione non sono sicuramente punibili“.
“Altro aspetto fondamentale che il Regolamento specifica bene, ma è molto difficile da interpretare, è la posizione di un braccio dovuta ad un movimento che deve essere congruo o meno. Per questo, ai ragazzi continuo a ribadire fortemente che devono conoscere perfettamente il calcio, perché la dinamica del calcio ti consente di stabilire se un tocco di mano è punibile o meno, essendo materia molto delicata e molto soggettiva. L’arbitro bravo è un arbitro che riesce a capire perché quel braccio si trova lì”.







