GLI APPROFONDIMENTI SUL GENOA 

REPUBBLICA – L’edizione genovese di Repubblica intervista nella sezione dedicata alla cronaca di Genova Juan Arciniegas, tra i volti di 777 Partners che hanno preso il loro posto a Villa Rostan, negli uffici del quartier generale del Genoa. Si parte con una domanda relativa a cosa sia effettivamente 777 Partners.

Questa domanda mi consente di chiarire alcuni aspetti per nulla formali. Più volte si è scritto che 777 è un fondo, ma non è così. Noi siamo un gruppo di private equity. E questa è una distinzione fondamentale che dà il senso anche di questa operazione che abbiamo condotto sul Genoa. Il fondo, per sua natura, cerca di sfruttare al meglio il suo investimento, con un guadagno da realizzare se possibile in un arco di tempo breve o medio. Noi dal 2016 ci occupiamo di private equity, raccogliamo denaro da investitori e lo rimettiamo in circolo cercando di cogliere le migliori occasioni nei settori che riteniam più interessanti. E il calcio è sicuramente uno di questi. C’è inoltre un aspetto importante da sottolineare, cioè che la liquidità che andiamo a raccogliere è illimitata e quindi i campi in cui possiamo agire possono essere i più diversi possibili. Diciamo che per ora siamo molto concentrati sul campo assicurativo, sull’attività finanziaria, sul trasporto aereo e sul calcio”.

Si ritorna nell’intervista anche sul tema stadio (“per noi è sicuramente una sfida stimolante, vogliamo un cambio di passo”) e sul recente giro dei vicoli e del centro storico guidati dal sindaco Bucci, un modo per rendersi ansia una volta conto delle potenzialità della città e sugli investimenti da fare (“non abbiamo ancora definito nulla di preciso, siamo qui da poco, un paio di mesi, ma vi assicuro che ci stiamo già guardando attorno e Genova ci offre stimoli interessanti. Al momento, però, siamo comprensibilmente molto concentrati sul club”). Infine, assieme ad alcuni passaggi legati al Genoa e al cambio di allenatore, si chiude con un’ultima domanda sulla tipologia di investimenti che si vogliono fare nel Genoa, messo al primo posto. “Noi vogliamo muoverci senza fretta, ma con grande determinazione, un passo alla volta. Stiamo già dedicando tempo ed energie al Genoa, ed è giusto così. Ma non dimentichiamo che siamo una company che ha più di cinquanta società sparse nel mondo nel suo portafoglio. La gestione societaria è materia molto delicata e complessa, che non si può certo affrontare solo utilizzando come cash flow i diritti televisivi e la compravendita di calciatori. Serve una nuova strategia, più differenziata, e servono le persone giuste, direttori sportivi, general manager, ma non abbiamo fretta”.

SECOLO XIX – Il Decimonono si concentra maggiormente sulle spinose questioni di attualità legate al Genoa, agli infortuni e alle numerose e difficili partite che lo attendono da qui a Natale, quando finalmente si potrà attingere al mercato di gennaio per rinforzare la squadra. In particolare vengono evidenziati i dati statistici che indicano la gara impari che vi è stata domenica sera tra Genoa e Roma, coi rossoblu che hanno tirato una sola volta in porta. Sul fronte mercato, si legge dell’offerta dell’Atalanta di liberare Miranchuk così come di Petrachi e Sabatini che, nello scendere delle quotazioni di Luis Campos, si sarebbero proposti al Genoa come direttori sportivi, anche se la via al momento più concreta sembrerebbe essere la conferma di Taldo in un mercato che sarà basato soprattutto su numeri e algoritmi. Si legge anche del record di calciatori schierati dal Genoa nell’ultimo anno: addirittura 50, quasi a braccetto con lo Spezia (49). Interesse del Toronto per Criscito e Destro, che però dovrebbero restare così come Rovella.


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