La quinta giornata di campionato ha confermato che la stagione è aperta a qualsiasi risultato di qualsiasi squadra e quasi tutte hanno dimostrato di avere un gioco. Gioco che si realizza attraverso le fasi di gioco di possesso, attraverso ripartenze fulminee e pressing alto. Altra giornata da goleada: oltre 40 le reti, l’unico assente è stato il Grifone di Maran. Quinta giornata in archivio sulle parole di Mancini. Il commissario tecnico della nazionale sul virus, non accettata dalla critica, un tribunale che viaggia sul web e una commedia dell’arte dei media che bisognerebbe definirlo un “terribile orinal”. Mancini prova a difendere il calcio ma comincia ad essere antipatico al mondo del calciomercato, visto che in ogni convocazione della nazionale immette giovani italiani. Giovani italiani che hanno deciso la quinta giornata di campionato: Barella, Castrovilli, Insigne 1 e 2, Petagna, Caputo e le conferme di Immobile, Quagliarella e Belotti. Mancini e gli Azzurri danno fastidio per la sopravvalutazione  di  tutto ciò che è straniero durante la campagna acquisti e vendite. Sono pochi i “mostri” importati, tanti gli sconosciuti che costano solo e tanto di più dei ragazzi italiani sparsi nello stivale.

Il calcio italiano è nuovamente nelle mani del Ministro Spadafora, che usa il protocollo delle squadre di calcio a proprio uso e consumo. Dopo la minaccia sull’occorrenza di un piano B o C per terminare il campionato, nei giorni scorsi ha esternato che la Lega Calcio e la FIGC hanno un protocollo che non ha funzionato perché non rispettato. Deluso che CR7 non l’abbia chiamato dopo la polemica oppure non che non gli abbia mandato la maglietta firmata? Ha ragione sul distanziamento dei mille dentro lo stadio e sulla mancanza di mascherine anche per gli addetti ai lavori. Per niente la Lega nelle ultime gare ha imposto alle telecamere di inquadrare poco le Tribune, come avveniva in passato quando vi erano piccoli incidenti e si inquadravano belle donne e bambini.

Si gioca dal venerdì al lunedì. Venerdì la prima della quinta giornata: Sassuolo-Torino 3 a 3. Caputo in gol all’ultimo minuto salva De Zerbi e i neroverdi. Per i granata occasione perduta, in vantaggio di due gol fino all’ottantesimo minuto. Si incomincia a vedere il gioco di Giampaolo: gol e doppietta di Belotti. Dove c’è De Zerbi fioccano in gol, ma anche quelli subiti. Al sabato Atalanta-Sampdoria: Gasperini si distrae e Ranieri ne approfitta. Gaspe tra campionato e Champions deve lavorare sui nuovi acquisti. Li mette tutti in campo a trazione anteriore e Ranieri, troppo signore, offusca la sua bravura di allenatore con tre imprese consecutive: battere Fiorentina e Atalanta a domicilio e la Lazio al Ferraris con 8 gol realizzati e 2 subiti, confermando che il vecchio caro gioco all’italiana se hai gli elementi giusti a disposizione  funziona. Bisogna saperlo usare bene, viste i gol promossi da ripartenze organizzate.

Genoa-Inter. Il Genoa ha spostato le lancette dell’ora legale in anticipo con il buio calato già alle 18 di sabato scegliendo solo di difendersi, anche se bene. Lukaku e il cambio di Barella hanno salvato Conte in una gara diventata difficile. Alla sera Lazio-Bologna 2 a 1. Luis Alberto con una rete da mago ha dato un dispiacere al Bologna e Mihajlovic, che hanno giocato meglio di Immobile – altro gol – e compagni per lungo tempo. Sinisa dovrà ragionare sui gol incassati dai rossoblu consecutivamente in 38 partite. Alla domenica, all’ora di pranzo, il Cagliari fa un solo boccone del Crotone con 4 gol a 2. Non è oro tutto quello che luccica in Sardegna: non bisogna dare già per morto il Crotone,  che continua a giocarsela con tutti. Sono buone le ripartenze; da migliorare la fase difensiva in quelle occasioni.

Parma-Spezia 2 a 2. Italiano beffato in pieno recupero con un calcio da rigore evitabilissimo. Lo Spezia si è fatto apprezzare per l’organizzazione di gioco facendo soffrire parecchio i ducali e il gioco pimpante di Liverani, sempre propositivo. Il derby campano tra Benevento e Napoli è nel segno della famiglia Insigne, entrambi in gol. Lorenzo vince il derby per 2 a 1. Il Benevento gioca bene Gattuso davanti alla Juventus pur aver perso a tavolino, anche se le streghe gli hanno fatto vedere qualche fantasma da Champions. I cambi hanno fatto la differenza. per Petagna primo gol in azzurro. Fiorentina-Udinese 3 a 2 all’ora dell’happy hour, ancora non cancellato. Poca Fiorentina, Iachini salvato da Castrovilli. Tanta sofferenza per la viola, tanto che alla fine il presidente americano Commisso è stato ripreso a farsi il segno della croce. Iachini salva la panchina a tempo, Gotti dell’Udinese la rischia anche se le sue colpe sono minime, visto che la difesa e il centrocampo brillano poco e non per questioni di tattica. Tutto sulle spalle di De Paul.

Juventus-Verona 1 a 1 il posticipo serale domenicale. Fa l’ennesimo passo falso la Juve in rosa, la maglia-evento dell’Adidas non per festeggiare la fine del Giro d’Italia . La Juventus e Pirlo hanno cambiato il modulo per cercare di imprigionare Juric nella propria metà campo. Operazione non riuscita, anche se la Signora ha giocato un calcio veloce e  i veronesi, per nulla intimoriti, hanno risposto per le rime giocando in pressing alto. Zaccagni e Favilli hanno incartato Pirlo e la Signora. Sfortunato Favilli, appena entrato in gol, il secondo in stagione, subito infortunato muscolarmente. La zebra in svantaggio si è trasformata in toro attaccando a testa bassa, allora Juric h alzato il muro davanti a Silvestri autore di ottime parate.

Milan-Roma 3 a 3. Bella partita. Più di 90’ di gioco pieni di quello che tutti vorrebbero vedere: gioco, manico dei due allenatori, centravanti show, calcio non da Covid con scontri e polemiche. Serata no dell’arbitro Giacomelli che  assegna 2 massime punizioni senza logica e dubbi anche ad occhio nudo. Non aiutato dal VAR Nasca di Bari, che a parole ha dato l’ok. Sarebbe stato meglio mandarlo a vedere il VAR.  I due rigori non hanno inciso sul giusto pareggio. Bene i giovani arbitri. Rizzoli  sembrava costretto a provarli e utilizzarli dopo la riunione della Can A e B. A seguire avrà dei problemi lasciarli in panchina o fargli fare il quarto uomo o i vice AVAR. In seguito, da verificare se tutto è demerito dei giovani tenuti in naftalina oppure dei rigori di mano, che non sono più uno spauracchio come lo scorso anno.


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