Al termine del primo test amichevole contro il Carpi, dalla sala stampa dello Sciorba Stadium è intervenuto Ivan Radovanovic, in campo 90′ dopo l’infortunio patito sei mesi fa al “Dall’Ara” di Bologna. Il suo commento alla sfida contro il Carpi (clicca QUI per la cronaca) è partito da una domanda sul fatto che mister Maran, fin dai tempi del Chievo, lo conosceva anche per le sue caratteristiche per ricoprire anche il ruolo da centrale difensivo. Ruolo che oggi lo ha visto al fianco di Biraschi e Zapata.

Non è solo Maran che mi conosce: mi conosceva anche Thiago Motta, che al suo esordio col Brescia mi fece fare quel ruolo (centrale di difesa, ndr). In quell’occasione stavamo perdendo all’intervallo e voleva passare a quattro dieci. Col mister ho fatto solo qualche partita, nell’ultimo periodo e negli ultimi giorni mi sta mettendo lì e mi metto a disposizione facendo quello che serve. Se questo ruolo mi è congeniale? Sì, mi piace. Mi tocca fare tutti i ruoli: con Nicola ho fatto anche la mezzala. Mi piace tanto il calcio e studio tanto la tattica, non faccio fatica neanche in altri ruoli”. 

Sulla ripresa dall’infortunio. “D’accordo con la società sono tornato a casa in Serbia, anche fortunato perché in Italia è scoppiato il Covid in maniera più pesante che nel mio Paese. Avevamo altri orari: potevamo uscire dalle cinque del mattino alle cinque del pomeriggio. In Italia sarebbe potuto essere un problema per me dopo un intervento del genere. Nella sfortuna è andata così. Iniziando poi a giocare a settembre ho guadagnato ancora un mese e sono a posto: ho lavorato davvero tantissimo, staccato pochi giorni anche ad agosto quando mi sono fermato a Pegli a lavorare”.

Sull’arrivo di Maran. “Ha grande personalità e non si inventa grandi cose, ma vuole avere una squadra bella compatta e aggressiva, che aggredisce in avanti e che quando ha palla sia chiamata a sfruttare le sue qualità. Conosco il mister e al Chievo ha sempre fatto il 4-3-1-2, e anche a Cagliari lo ha fatto. Il mercato è ancora aperto e vediamo: questa è una delle soluzioni. Per noi non sarebbe un problema neppure giocare col 4-3-1-2. Poi dipende dal mister e dai giocatori che ha a disposizione”. 

Attendi di vedere nuovi compagni ed è tutto in movimento. Il fatto di iniziare così a breve vi dà un po’ di apprensione e vi mette un po’ in difficoltà?

“Siamo rimasti sino all’ultimo a lottare e le teste, soprattutto per i miei compagni, sono un po’ più pesanti perché hanno staccato solo tre settimane rispetto ad uno stacco normale, che è di quasi un mese. Se ci salvavamo un po’ prima, magari la testa era un po’ più staccata e lavoravi di più fisicamente. Si riparte comunque fra poco e già la prima giornata c’è una partita importante, uno scontro diretto col Crotone, e non possiamo fallire. Poi il mercato è aperto e tocca alla società e al direttore trovare i giocatori che possano darci una mano. C’è voglia di rivalsa? Sicuramente, abbiamo sofferto troppo negli ultimi due anni. E con la rosa che avevamo non meritavamo di soffrire così fino all’ultimo. La colpa è solo nostra e io, ma sicuramente anche gli altri ragazzi, non vogliamo più soffrire così”.

Senti di poterti prendere la responsabilità e gli impegni di questo ruolo da libero, che in campionato poi diventa anche rischioso per cartellini e interventi che uno è chiamato a fare?

“Le gare come quella di oggi servono apposta per vedere. Io non ho paura e anche oggi mi sono buttato dopo sei mesi di infortunio mi sono fatto 90′. Forse devo imparare a temporeggiare ancora di più, ma una volta che sono là mi butto e lotto. Non ho paura di niente e se là mi tocca giocare, là gioco”. 


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